Ecomafia 2012, Brindisi quarta in Puglia. Legambiente: “denunciamo i traffici da 30 anni”

Poseidone articolo

BRINDISI-Ciclo illegale dei rifiuti, secondo il Rapporto Ecomafia 2012, Brindisi è quarta fra le province pugliesi, con 74 infrazioni accertate, 94 persone denunciate e 60 sequestri effettuati. Quarta su sei province non è  un dato del tutto sconfortante. Ma a questi numeri bisognerà  ora aggiungere i risultati delle  attività di indagini dei carabinieri del Noe con 19 persone iscritte nel registro degli indagati  per traffico illecito di rifiuti speciali e delle ceneri della centrali termolettriche di Brindisi. Sulla vicenda interviene Legambiente Puglia, che coglie  l’opportunità per ribadire la propria volontà a costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che vede imputati di dirigenti Enel per l’inquinamento delle polveri di carbone, altra vicenda che ha travolto la comunità brindisina. “La Puglia torna a far parlare di sé con un ennesimo caso di smaltimento illecito dei rifiuti, in un’area già messa a dura prova dall’inquinamento ambientale prodotto dalle centrali a carbone Enel ed Edipower- affermano Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e Fabio Mitrotti, presidente del Circolo di Brindisi-La situazione ambientale del territorio brindisino presenta criticità non meno gravi di quelle che assillano Taranto e a ciò si aggiunge il problema dei rifiuti pericolosi interrati nelle campagne del brindisino. L’associazione ambientalista mostra grande preoccupazione per le modalità con le quali, ancora oggi, si conferiscono i rifiuti pericolosi a ditte non autorizzate che, spesso, non presentano i requisiti idonei per il loro corretto smaltimento, provocando gravi danni ambientali e sanitari per l’intera popolazione. “Sin dalla metà degli anni ottanta – aggiunge l’associazione attraverso i suoi rappresentanti- avevamo posto l’attenzione sul fenomeno dello smaltimento irregolare delle ceneri di discariche della zona e sul trasporto irregolare delle stesse in impianti fuori regione ma, oggi, purtroppo, poco è cambiato rispetto al passato”.

Brindisioggi

 

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