Evacuazione, centralino del Comune preso d’assalto, il brindisino preoccupato: “ma cosa si mangia?”

Poseidone articolo
BRINDISI- (Da Il7Magazine) Dalle difficoltà di trasporto, ai dubbi sugli orari, ma anche dove metto la nonna se muore e come porto via undici gatti e un cane. Sono state centinaia le telefonate in questi gironi a numero utile istituito dal Comune di Brindisi in previsione dell’evacuazione del prossimo 15 dicembre. Un numero che, in teoria avrebbe dovuto raccogliere le istanze  delle persone non autosufficienti e in particolare difficoltà di salute. Ed invece allo 0831229888 è arrivato davvero di tutto. Il numero attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00 ha raccolto non solo le richieste di persone sole e con gravi problemi di salute ma anche i dubbi e le domande più assurde e curiose. Quattro operatori, tra cui anche Palmina Maionchi e Mina Tedesco, hanno risposto al telefono cercando di fornire le indicazioni utili.
“Le telefonate sono state numerosissime dalle trenta alle quarta ad operatore- ha spiegato Palmina Maionchi- considerato che siamo quattro operatori, immaginate quante chiamate sono arrivate. Qualcuno si è anche lamentato dicendo che non rispondiamo . In realtà le linee sono sempre occupate. Non rispondiamo perché i telefoni suonano in continuazione, ci sono le telefonate che ci passa il centralino ma ci sono anche persone che vengono di persona. A volte abbiamo due telefoni aperti e magari il cittadino che è passato dal Comune di persona che ci sta chiedendo informazioni”.
Il Comune in queste settimane ha diffuso il numero utile informando la cittadinanza che il suo utilizzo era solo per casi particolari, quali persone non autosufficienti e con particolari patologie. Uno strumento per acquisire le informazioni relative alle persone che necessitano di assistenza per l’evacuazione ma che non sono già assistiti da Asl o altri enti/associazioni.
Nonostante questo le telefonate arrivate allo 0831229888 sono state tantissime e dalle richieste più disparate.
“Alcune telefonate sono davvero necessarie- spiega ancora Palmina Maionchi-  perché c’è gente che è sola nel vero senso della parola. Sola perché non ha un appoggio, non ha un aiuto da nessuno e ci chiede una mano affinchè qualcuno possa portarla fuori dalla zona rossa. Ma alcune telefonate sono delle più assurde. Ci chiedono, ad esempio se quella domenica uscendo ad un certo orario ci sarà traffico, mi chiedono a che ora si devono spostare da casa, a che ora devono partire, quando noi non solo non abbiamo le competenze tecniche ma non possiamo neppure prevedere quanto traffico ci sarà”. Poi c’è chi chiama per un parente disabile, impossibilitato ad uscire da casa, in questi casi il Comune, dopo aver accertato la reale condizione anche attraverso il medico di base , propone alla persone interessata la massima assistenza per il trasporto o la possibilità di firmare un diniego e rinunciare così all’assistenza restando a casa. Per questa eventualità è previsto che anche un parente o una badante possa restare con la persona in questione.
“Ci ha telefonato, due giorni fa, una famiglia che aveva un disabile in casa- racconta Mina Tedesco- una famiglia di quattro, cinque componenti, volevano tutti restare a casa ad assistere il parente. E’ evidente che volevano approfittare della situazione . Ma questo proprio non è possibile”. Ma accanto a quelle che potrebbero sembrare delle reali necessità vi sono state anche persone che hanno chiamato il numero utile nella convinzione di poter contrattare l’orario perché dovevano cucinare.  “ Mi hanno chiamata dicendo: io devo andare a cucinare il pesce da mio fratello – dice sorridendo Mina Tedesco-  ma io posso andare alle 8.15?  Ho sorriso ed ho risposto di no.  E la persona insisteva : allora facciamo per le 8.05. Ma insomma, stavamo contrattando. Altre persone hanno anche chiamato per dire che proprio non riuscivano ad alzarsi pesto la mattina”.
Nell’ordinanza di evacuazione oltre all’orario vengono indicate una serie di prescrizioni tra le quali l’obbligo di spostare le auto e non lasciarle in sosta ne sulla pubblica via e ne nei posti auto condominiali o privati all’aperto.
“Una persona mi ha telefonato dicendo che non poteva spostare la macchina perché non in regola legalmente- dice Palmina Maionchi-  volevano da me l’autorizzazione per poter transitare. C’è stata gente che si è lamentata perché non aveva l’assicurazione e pretendeva che risolvessi io il problema”. Il numero utile istituito dal Comune in questi giorni ha fatto emergere tra gli altri un problema serio , quello della solitudine e dell’abbandono.  “Ci  sono molte persone che sono affette da alzheimer , persone anziane che chiamano e sono sole- dice Palmina- Abbiamo ricevuto telefonate di figli di persone anziane che siccome le altre sorelle se ne sono fregate dicevano:  perché me ne devo fregare io, andate voi a prendere  mia madre che ha 90 anni. Ma io dico , come si fa ad abbandonare una madre sola e anziana”.
Accanto ai problemi delle persone ci sono anche i problemi degli animali, nonostante il Comune abbia dato l’opportunità di portare con sé gli animali di affezione nelle aree di attesa, vi sono casi in cui gli animali di affezione sono davvero tanti e non si sa dove metterli e come portarli via.
“Una signora ha chiamato perché aveva la necessità di spostare 11 gatti e due cani e voleva sapere come trasportarli -dice Mina Tedesco- noi le abbiamo detto con il trasportino ed invece lei  ci ha risposto che i gatti non ci potevano stare  perché si sarebbero sentiti male”.  E le telefonate sono continuate così a susseguirsi, c’è pure chi si è posto il problema dell’eventuale decesso di un parente, della serie: “ma se muore la nonna domenica mattina , che facciamo la lasciamo a casa?”.
“Ci ha contattato l’agenzia funebre- dice Palmina- effettivamente ci ha posto un altro problema serio, quello della gestione delle salme. In questo caso, noi abbiamo risposto, i defunto  sarà portato direttamente all’ospedale Perrino, così i parenti, visto che è una zona che si può accedere, possono stare lì  poi per il funerale si pensa il lunedì”.
E per concludere, il brindisino medio si è preoccupato anche se nell’area di accoglienza sarebbe stato servito il pranzo e soprattutto: “Ma cosa si mangia ?”.
Lucia Pezzuto per Il7Magazine

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