Ferrarese: “Mi candido al Parlamento”

BRINDISI- Si candida al Parlamento. Lo sapevano tutti. Ma ora Massimo Ferrarese, presidente di una Provincia cancellata dalla cartina d’Italia, lo dichiara ufficialmente.“Alle prossime elezioni politiche mi candiderò- spiega Ferrarese- lo faro per due motivi: il primo perché una legge ha cancellato la mia Provincia; il secondo perché ad ammazzarla è stata l’incapacità di tutti i parlamentari locali che non hanno saputo difenderla, a differenza di altri che hanno tutelato il loro territorio. Devo andare per difendere questa terra e invito a candidarsi tutti coloro che vogliono fare lo stesso”. Esce così allo scoperto il presidente della Provincia, che resterà in carica ancora qualche altra settimana giusto il tempo per continuare questa battaglia intrapresa per il riconoscimento di Brindisi capoluogo in caso di accorpamento con Taranto.  “Ci proverò sino all’ultimo giorno utile- continua Ferrarese- bisogna aiutare Brindisi e gli altri paesi, sostegno che  un grande provincia con Taranto possa contrastare anche la forte provincia di Lecce. Ma bisogna restare uniti”. Le dimissioni si attendono nella seconda settimana di ottobre.

Ferrarese attende l’incontro dell’1 ottobre, quando ha convocato tutti i sindaci che dovranno riportare l’esito dei loro consigli comunali.

Dopo di che si farà una sintesi, che sarà comunicata alla Regione. Intanto ieri sera a San Donaci c’è stato un confronto pubblico dove i cittadini hanno espresso di voler andare con Lecce. Un incontro simile si svolgerà questa sera a Cellino San Marco.

Lu.Po.

5 Commenti

  1. Caro Presidente Ferrarese,
    la chiarezza resta un tuo apprezzato distintivo. Bene hai fatto a dichiarare il tuo ntendimento a candidarti al Parlamento, per due motivi, a parer mio:
    1) Il primo è insito nella tua dichiarazione, andare per fare ciò che altri non hanno fatto. Mi ricorda un mio amico medico, ora in pensione, ce diceva di esser diventato medico per non avere a che fare con i medici.
    2) Il secondo motivo è che tu hai tolto a quanti vedevano, strumentalmente nei tuoi comportamenti, tale opportunità come un efferato delitto e non un diritto/dovere di partecipazione, se eletto dal popolo, mi auguro con le preferenze. Il diritto DOVEVA RESTARE solo per loro nominati. PURTROPPO li hai delusi in quanto continuavano a sperare che non fosse vero e se vero , tentavano di distoglirti da tale scelta.
    Adesso che tutti lo sanno,si potranno usare altri argomenti per contestarti. Per il resto, vinca il migliore!

  2. @ Paolo: no, non credo l’abbia “svenduta”.
    Questa storia secondo la quale le province
    andavano “difese” coi denti
    in Parlamento è volgare
    (nel senso che è “da volgo”, chiacchiera da bar, insomma).

    Mica un parlamentare può cambiare il volere del Governo!
    E men che meno un Amministratore locale.

    Che poi, invece, aveva in mente Roma
    INDIPENDENTEMENTE
    dalla “questione-Province”
    è verosimile o comunque è lecito pensarlo.

  3. Al signore di sopra che ogni giorno deve trovare da dire qualcosa chiarisco che non solo dovrebbe sapere che la nostra Provincia non c’e’ piu’ e che sta per essere a giorni accorpata non sappiamo ancora con chi e che dovrebbe ancora sapere che stanno approvando la nuova legge elettorale dove non ti danno piu’ un “posto” in parlamento,come e’ accaduto fino a ieri con i nostri nominati, ma te lo devi sudare e guadagnare sul campo.Quindi non si puo’ svendere qualcosa che non esiste e non c’e’ nessun posto ma solo una possibilita’ di essere eletti dai cittadini. Ma purtroppo a volte si dicono le cose senza nemmeno riflettere.

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