“Il teatro che fa bene il cuore”, perchè vedere Revolution

Poseidone articolo

INTERVENTO/ Qualche sera fa, anche a Putignano in provincia di Bari, presso l’Auditorium della scuola media statale “Stefano da Putignano” è stato presentato lo spettacolo “REVOLUTION”, di e con Sara Bevilacqua.

Sul palco, un palloncino bianco legato a una sedia, come fanno di solito i bambini per vederlo sempre in alto, un pianoforte e un inginocchiatoio.

Due uomini in tuta da operai, uno al pianoforte l’altro al microfono, intonano la canzone dei Beatles, “Lady Madonna”.

Dalle prime note si avverte la bravura del cantante Daniele Guarini e del pianista Daniele Bove.

Una giovane donna, avvolta in un cappotto stile anni sessanta, Sara Bevilacqua, acconciata proprio come le ragazze di quel tempo, entra in scena e inizia il suo racconto:

Racconta degli anni sessanta a Brindisi, della città, delle sue abitudini e dei suoi costumi, delle persone, dei giovani, dei meno giovani e degli anziani.

Racconta di sè, dei suoi desideri, delle sue aspirazioni, andare nello spazio come la “Valentina Vladimirovna Tereškova” o andare a Londra per incontrare i Beatles.

Racconta della città che iniziava ad assaporare la crescita industriale, poiché in quegli anni a Brindisi si stava installando la grande fabbrica della “plastica”: la MONTECATINI.

Le abitudini ed i costumi, a breve, sarebbero cambiati.

Durante il suo racconto si ferma, come per sognare, sì perché la protagonista è una sognatrice, che vuole qualcosa di diverso, ma rimane solo alla finestra a guardare oltre il Seno di Ponente.

A questo punto, bene si inseriscono le canzoni dei Beatles, solo quelle, solo la musica dei Beatles.

Meravigliose le canzoni, meraviglioso il tutto!

L’uomo sta per andare sulla luna, sta per appoggiare il suo piede sul suolo lunare, la storia sta per cambiare, questo è il momento in cui il mondo sta pigiando il piede sull’acceleratore.

Lei la nostra cara protagonista ci racconta questo momento, con la dolcezza di una ragazza innamorata, niente eccessi, niente fronzoli, solo semplicità.

La semplicità di chi le cose le dice col cuore, prima che con la bocca.

Ci racconta di sè, del suo innamoramento.

L’intensità del suo amore traspare dalle poche cose che racconta, dal ricordo dello sguardo del ragazzo amato, dalle poche parole dette, dalle attese e dalle sue fantasie.

Evidenzia con molto garbo due date importanti, per i giovani di tutto il mondo e per la città di Brindisi.

Lo stesso mese, lo stesso giorno: 8 Dicembre

1980 muore John Lennon.

1977 esplosione al Petrolchimico di Brindisi, tre eroi non ci sono più.

Il piccolo mondo di Brindisi, una piccola città di Provincia, e il grande Mondo che ha conquistato la Luna.

Agli uomini batte il cuore per questa conquista, alla nostra protagonista il cuore batte forte per amore.

Il mare della costa adriatica, la luna appena conquistata fanno da scena e cornice al suo amore.

L’autore Emiliano Poddi, ha saputo pennellare, con la mano non dell’artista, ma con quella di chi sente dentro di sè la forza delle cose che racconta questo bellissimo quadro.

La giovane attrice, con il suo intercalare brindisino, con le brevissime citazioni in dialetto, con i modi aggraziati, ha fatto si che lo spettatore, non si sentisse solo spettatore, ma elemento partecipe del racconto, poiché quel vissuto è passato attraverso molti di noi.

Lo spettacolo, entra dentro di ognuno, con le parole, con la musica generando emozioni e ricordi, che fanno batte forte il cuore perché quella città si conosce, perché quella storia è stata vissuta perché ciascuno di noi si è innamorato proprio come la protagonista.

La medicina ha fatto il suo effetto!

“Il teatro fa bene al cuore!”

Ho voluto scrivere queste poche righe, per ringraziare chi come me ama la terra, la propria terra, la propria gente e ama le cose che pur non avendole viste e vissute le ha fatte sue dal racconto degli altri.

 

Carmelo Colelli

Revolution
di e con:                      Sara Bevilacqua
drammaturgia di:        Emiliano Poddi
voce di:                       Daniele Guarini
al pianoforte;              Daniele Bove

 

 

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