Incidente statale con la morte di uno studente, chiesto il rinvio a giudizio per i tre conducenti

BRINDISI  – Tamponamento a catena sulla Statale dove morì  lo studente universitario Francesco Campanella (29 anni) di Monpoli, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per i conducenti  delle tre auto coinvolte. Campanella si stava recando all’università a Brindisi, era uno studente del corso di Laurea in fisioterapia.

In caso d’incidente stradale senza particolari conseguenze alle persone, tanto più se in un’arteria ad alto scorrimento e in un punto a rischio, i veicoli vanno rimossi al più presto dal centro della carreggiata, non dopo mezzora, per evitare pericoli per se stessi e per gli altri, come purtroppo è successo a Francesco Campanella. Sulla base di questa norma del Codice della Strada, il pm di Brindisi Raffaele Casto, titolare del procedimento penale per omicidio stradale in concorso per la morte del 29enne di Monopoli,  ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti e tre gli indagati, ossia i conducenti delle altre tre vetture coinvolte nel drammatico tamponamento a catena verificatosi domenica 22 luglio 2018 sulla  Statale 379 Egnazia, che collega Brindisi a Bari, nel territorio di Ostuni. Il gip  Stefania De Angelis, in relazione alla richiesta, ha fissato l’udienza preliminare per l’11 luglio prossimo, alle 10, presso il palazzo di Giustizia di via Lanzillotti. Si aspettano giustizia i familiari del giovane che, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Bari Sabino De Benedictis, si sono affidati a Studio 3A-Valore S.p.A.

Il terribile schianto si verifica di primo mattino, in fasi diverse e interessando quattro veicoli che procedono tutti in direzione Bari, all’altezza del Km 22.900, presso lo svincolo per Torre Merlata. Stando alla ricostruzione della Polizia Stradale di Brindisi, dapprima una Renault Clio con a bordo due giovani di Bari, S. G., oggi 22 anni, il conducente, e un 25enne, esce di strada finendo contro il guardrail. A ruota sopraggiunge un’altra Clio condotta da S. U., 51 anni, di Taviano (con a bordo altre due persone) il quale, vedendo la macchina incidentata davanti a sé, frena, ma la sua auto viene tamponata da una Hyundai guidata da A. A. A., 22 anni, di Valenzano, che trasporta altri tre coetanei e dello stesso paese e che non si accorge in tempo del rallentamento. Purtroppo il destino vuole che Campanella, trenta minuti dopo, verso le 7.10, si trovi a passare proprio in quel punto con la sua Nissan Micra: il giovane fisioterapista, studente del corso di laurea in Fisioterapia al Polo Universitario di Brindisi, come si evince dai tabulati della scatola nera della sua utilitaria, procede rispettando il limite di velocità, che in quel tratto di strada è di 110 km/h, ma non si avvede degli ostacoli che si parano improvvisamente davanti a lui e a sua volta tampona violentemente la Hyundai riportando politraumi gravissimi: trasportato in condizioni disperate, in codice rosso, all’ospedale Perrino, dopo un giorno di agonia, il 23 luglio, spira, gettando nella disperazione i suoi cari.

La Procura di Brindisi, in seguito al decesso, ha aperto un fascicolo convalidando il sequestro dei mezzi e il Sostituto Procuratore, dott. Casto, ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di “omicidio stradale in cooperazione” tutti e tre gli altri conducenti, per appurare se sussistessero responsabilità da parte di terzi nella causazione del drammatico incidente. Il riferimento era per l’appunto al fatto che, nonostante la posizione pericolosa nella quale le vetture erano ferme sulla strada, e non essendoci stati feriti (A.A.A. è finita all’ospedale con lesioni anche serie ma in seguito all’ultimo, fatale tamponamento), per lungo tempo i veicoli non erano stati rimossi né sarebbe stata predisposta un’adeguata segnalazione per avvisare della presenza dell’ostacolo, come avevano lamentato fin da subito i familiari della vittima che, per fare piena luce sui fatti, si sono rivolti a Studio 3A.

BrindisiOggi

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