Invalida, disoccupata e con due figli disabili, l’Asl taglia forniture sanitarie

Poseidone articolo

OSTUNI – Una mamma invalida e disoccupata con a carico due figlie disabili, la Asl nelle scorse settimane le avrebbe tagliato le forniture di materiale sanitario necessario per assistere le ragazze: scatta la denuncia. Daniela Ingusci di Ostuni si è rivolta ad un avvocato per denunciare la grave e critica situazione in cui è costretta a vivere insieme alle sue figliole.

La situazione in cui vivono le donne è di estrema criticità. La signora Daniela è  invalida e da sola deve far fronte all’assistenza di due figlie disabili. La figlia più grande, in particolare – così come sottolineato dall’avvocato Zaccaria, difensore della famiglia – versa in gravissime condizione di non autosufficienza risultando affetta da patologie croniche e acute.

Da quel momento in poi, per far fronte alle grave problematiche connesse con la situazione sanitaria della minore, l’Asl di Brindisi – stando al racconto dell’avvocato – ha fornito la somministrazione di alcuni prodotti farmaceutici d’uso, per lo più di modesto valore economico ovvero guanti e garze sterili nonché di cerotti luxor tela, ma che rivestono fondamentale importanza per chi, come la signora Ingusci, versa in condizione di indigenza (la stessa è disoccupata e fa fronte al pagamento delle utenze e del canone di locazione con il misero reddito derivante dalla propria pensione d’invalidità).

L’interruzione delle forniture di materiale sanitario sarebbe giunta lo scorso ottobre e senza – stando alla ricostruzione dell’avvocato – preavviso da parte dell’Azienda sanitaria di Brindisi.

La situazione è stata subito comunicata al distretto di appartenente della famiglia Ingusci. Qui gli operatori hanno comunicato alla donna che “il blocco delle necessarie forniture è disposto dalla direzione generale ASL di Brindisi per effetto dell’entrata in vigore di un nuovo protocollo operativo Assistenza Domiciliare’” ovvero per le nuove linee guida regionali alle quali la Asl di Brindisi si è dovuta adeguare a partire da fine agosto 2017.

Lo scorso 14 ottobre è stata anche inviata una comunicazione urgente alla direzione generale dell’Asl di Brindisi, direzione amministrativa e ai singoli dirigenti responsabili rispettivamente Giuseppe Pasqualone, Angelo Greco e Caterina Diodicibus chiedendo un intervento urgente. Purtroppo però ad oggi la situazione non è cambiata.

“L’appello della Signora Ingusci – scrive l’avvocato Pier Paolo Zaccaria – è stato fittiziamente riscontrato solo  dal direttore amministrativo dell’Asl di Brindisi, Dott.ssa Dodicibs, che, adottando la sopraffina e sempre attuale “tecnica dello scarica barile”, ha avuto il garbo di invitare il Direttore sanitario del D.D.N. 2 di Fasano “a porre in essere le conseguenziali azioni di competenza per la risoluzione delle criticità evidenziate”, senza ovviamente che vi sia stato alcun seguito”.

“Oltre all’evidente controsenso, cioè privare le famiglie di alcuni modesti sussidi sanitari per incentivare la richiesta della più dispendiosa dell’ADI, quello che davvero fa rabbia e francamente risulta davvero poco  comprensibile è che da un lato si chiudono ospedali, reparti, si tagliano posti letto, si bloccano forniture anche di modestissimo valore economico verso i meno abbienti in nome del contenimento della spesa, dall’altro lato però si trovano risorse per aumentare lo stipendio dei direttori generali delle ASL” conclude l’avvocato.

Mar.De.Mi.

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