L’erotismo, tra fantasie e trasgressione, i consigli dell’esperta

Poseidone articolo

INTERVENTO/Le fantasie erotiche sono un ottimo motore di avviamento del desiderio e dell’ eccitazione sessuale. Alcune volte hanno la forma di immagini, di piccoli film a luci rosse per “uso personale”.

Possono esser richiamate intenzionalmente per aumentare l’eccitazione stessa, durante un atto amoroso o la masturbazione, o possono arrivare improvvisamente, lasciandoci sorpresi, e qualche volta anche turbati, soprattutto, quando alla fantasia si aggiunge la componente del proibito, del divieto anche interiore.

 

A prima vista, le fantasie erotiche possono sembrare dei paradossi. Se le osserviamo da vicino, scopriamo in realtà che in esse si tende a vivere ciò che nella nostra vita quotidiana rimane nell’ombra e che si tende a compensare in quella modalità.

Così, per intenderci, chi nella vita ha molte responsabilità, anche lavorative, sogna, ad esempio, di esser sottomesso da una donna o da uomo dominante; il bidello di esser un ricco uomo d’affari che ha ai suoi piedi varie donne irresistibili; la femminista più estrema di esser presa con forza; il marito di una mora dai seni grossi si immagina una bionda con i seni piccoli, e così via..

 

Le varie ricerche sessuologiche, dagli anni ’80 in poi, hanno ampiamente svelato i contenuti delle fantasie erotiche più comuni tra gli uomini e le donne. Per gli uomini: fare l’amore con una partner diversa dalla propria; fare e ricevere sesso orale; fare l’amore con due donne o guardarle mentre amoreggiano tra di loro; avere un’avventura con una sconosciuta; violentare una prostituta; fare uno scambio di coppia; fare l’amore con una donna incinta; fare sesso di gruppo; essere “schiavizzati” e sottomessi da una donna.

Per le donne, le fantasie più ricorrenti emerse sono: essere prese con forza o sottomesse; fare e ricevere sesso orale; fare l’amore con un’altra donna; fare l’amore con due uomini; scambiarsi il partner; andare in giro senza slip; avere più orgasmi e con modalità diverse; sedurre un uomo davanti alla sua donna; fare qualcosa di proibito e in posti inconsueti; avere un’avventura con un uomo di colore o ricordare esperienze pregresse.

Ciò che noi immaginiamo non sempre fa parte di ciò che desidereremmo mettere in pratica nella nostra sessualità: è qui che si trova la differenza tra ciò che appartiene alla più stretta sfera del desiderio, da ciò che rimane più nella sfera mentale della fantasia.

Per semplificare, noi “addetti ai lavori”, tendiamo a distinguere le fantasie in tre categorie: 1. quelle che si identificano con uno specifico desiderio, che si vuole realizzare ed agire nella propria vita; 2. quelle che lo sfiorano da vicino, e che in certe condizioni di protezione e sicurezza, si vorrebbe esplorare;  3. quelle fantasie ossessive (fortunatamente estremamente ridotte nella percentuale) che in alcuni casi ricordano un evento traumatico, nel tentativo di rielaborarlo e superarlo.

Gli immaginari erotizzanti sono un importante indicatore di benessere psicosessuale, tant’è che chi è specializzato in sessuologia, vi ricorre spesso per supportare i singoli e le coppie a superare eventuali disfunzioni sessuali presenti (non di natura organica), quali: il calo del desiderio, la disfunzione erettile (1 uomo su 5, – fenomeno sempre più frequente anche tra gli under 40 ); l’eiaculazione precoce ( da 2 a 4 su 10); l’anorgasmia femminile (2 su 10 donne).

Accade ancora troppo spesso, però, che le fantasie sessuali vengano vissute con sensi di colpa e vergogna. Soprattutto quando il soggetto della fantasia non è costituito dal proprio partner.

Le ricerche e le buoni prassi cliniche dimostrano, al contrario, che più una relazione è duratura, più i partner hanno bisogno di ricorrere a fantasie “divergenti”, con un protagonista della propria fantasia diverso dal proprio.

 

Gli studi e le ricerche scientifiche, relative all’immaginario sessuale, dimostrano che, con l’esaurirsi della fase di innamoramento, anche dopo 2 anni di convivenza o di coppia stabile, vi è la tendenza a “sostituire” talvolta il proprio fidanzato, la propria compagna con lo sconosciuto, l’attrice, la vicina di casa… I motivi sono fisiologici.

Cambiare partner nelle proprie fantasie non è un tradimento. Serve solo a mantenere acceso il desiderio, “mettere del pepe” nel proprio rapporto e preservare la coppia stessa.

 

Se entrambi i partner sono intrappolati in una monotona routine sessuale, condividere le proprie fantasie erotiche può aiutare a: rendere più consapevole  l’altro o l’altra del proprio universo  erotico; vivacizzare il rapporto;  creare nuove fondamenta in termini di complicità e di gioco, e riaccendere l’ardore di un tempo.

Quando la fase dell’innamoramento si conclude fisiologicamente, emerge spontanea la voglia di trasgredire, di esplorare alcune di quelle fantasie che si affacciano con maggiore insistenza.

Per pudore, per imbarazzo o vergogna di esser mal giudicati dall’altro, si tace. La relazione erotico–sessuale entra in stallo, con degli effetti a catena sulla propria relazione di coppia, che progressivamente si logora.

La vitalità della coppia si appiattisce. Nasce l’esigenza di ricorrere all’esterno, di nascosto, e trovare un amante per vivere quello che nella coppia non si riesce a vivere e realizzare.

 

 

Cosa fare allora?

Il primo passo da fare è ammettere a sé stessi di avere delle fantasie sessuali, legittime di per sé, a prescindere dal fatto che le si voglia realizzare. “Dire di sì”, accogliere i propri desideri e vincere il proprio tabù è una sfida che richiede coraggio.

 

Procedere poi con la condivisione, prima con qualcuno e, successivamente, con il proprio partner.

In consulenza, spesso, si scopre che le fantasie, che sono vissute individualmente, in realtà possono esser comuni e simili. Questo diventa una grande e preziosa opportunità per far sì che il rapporto si cementi nuovamente nella complicità,  trovando insieme nuovi, piacevoli e fertili terreni di gioco.

 

Lo step finale è metterli in pratica, evitando così che la persona, alla lunga, si senta “scissa” tra mente e corpo, con le spiacevoli conseguenze (fin troppo frequenti) di ricorrere all’esterno, per soddisfare i propri bisogni, ma tradendo il partner ed il “contratto di rispetto” che si è siglato con Lei /Lui.

 

I modi per realizzare le fantasie vanno dal “lasciare che il caso crei le occasioni”, al creare delle “cornici”, in cui si sceglie e si stabilisce il tempo, il luogo, e la sceneggiatura (una sorta di copione dell’incontro erotico).

Questo, all’inizio, aiuta a dare una certa chiarezza dei confini entro i quali il gioco può aver luogo, nel rispetto di sé stessi e dell’altro, ritornando a vivere in modo più completo, autentico e totale: i propri bisogni e la relazione con l’altro.

 

 

Qualche idea stuzzicante

 

Potete procedere per gradi, acquisendo tra di voi “fiducia” in questo nuovo campo di esplorazione.

Recuperate ciò che è già a portata di mano.

Una volta creata l’atmosfera che desiderate vivervi, con luci, musica e abbigliamento scelto ad hoc (corsetteria, lingerie, reggicalze, ecc..), lasciatevi ispirare e guidare da tutto ciò vi fa risvegliare i sensi del gusto, dell’olfatto, del tatto.

Bendate il partner, per chiudere la sua finestra sul mondo e facilitarlo nella sua capacità di abbandono e ricorrete…

 

  • al cibo (cioccolato, nutella, miele, frutta, ecc..), al ghiaccio, a qualche goccia di cera sciolta da una candela, divertendovi al alternare con la suspense, baci, morsetti sul corpo, carezze e tocchi più energici e audaci e fargli assaporare  di volta involta cosa avete riservato per lui/lei;

 

  • ai giochi di ruolo: l’allievo e la maestra; il prete e la suora; la prostituta ed il cliente in un centro-massaggi; l’idraulico e la casalinga; sconosciuti che si incontrano per caso; il re/ la regina con la sua schiava/o; l’infermiera e il paziente;  il farsi rapire; la dominazione e la sottomissione;

 

  • ai giochi da tavolo con premi e penalità, in cambio di.. indumenti che vengono sfilati, un certo tipo di piacere sessuale che si vuole soddisfare;

 

  • alla caccia al tesoro, con la quale disseminate la stanza di bigliettini dove descriverete tutto ciò che di piccante che farete o riceverete, in modo sintetico e preciso (“ora ti legherò i polsi..”, ecc…)

 

  • ai sex toys, casalinghi (spugne di diversa intensità, colli di pelliccia, pennellini, spazzole, mollette da bucato, ecc..) o acquistati al sexy shop, magari scelti insieme o frutto di un regalo a sorpresa!;

 

  • e… tutto ciò che scatena la vostra voglia di trasgressione e di piacere

 

…Buon divertimento!

 

 

 

Per ulteriori approfondimenti sulle dinamiche di coppia o per un consulto personalizzato, si può contattare la Professionista direttamente al tel. 329. 4486226, oppure mediante l’indirizzo e-mail gabriella.gravili@yahoo.it. Riceve nello studio privato: il martedì, il giovedì ed il sabato pomeriggio a Brindisi.

 

 

                                                           Dott.ssa Gabriella Gravili

 

Counselor Relazionale a Mediazione Corporea per                                                                                                                           l’Individuo e per la Coppia; Consulente Sessuologa;                                                                                                                         Formatrice e Coach Manageriale; Life Coach.

Conduttrice di Gruppi di Crescita e di Pratiche Meditative –                                                                                                          attive e formali: dalla meditazione Tantrica e neotantrica,                                                                                                             alla Mindfulness psicosomatica, ad alcune pratiche Zen                                                                                                                 della tradizione di Thich Nhat Han.

6 Commenti

  1. Ho letto le considerazioni ed i suggerimenti che considero validi e reali forse vorrei inserire anche il caso in cui e capita di frequente nella coppia con 20 anni di rapporto e condivisione lei perde il desiderio di condividere e esprimere la propria sessualità come se il sesso ormai non interessasse più non solo con il proprio partner ed a quel punto i consigli e le idee x creare maggior interesse e complicita non servono molto un caro saluto Sergio

  2. Sergio,
    Ho letto solo oggi il suo commento, per il quale la ringrazio.
    Anche dopo un rapporto di 20 anni si può risvegliare il piacere di ritrovarsi con il partner e riscoprire che nuovi campi possono esser esplorati.
    La sessualità, vissuta con il proprio partner, con se ‘ stessi o con altri, permette di rimanere molto ancorati al vivere quotidiano e avere quello slancio e quella vitalità che consentono insieme di godere appieno della propria esistenza a 20, come a 50 e a 80 anni… Il corpo cambia, le esigenze possono cambiare, ma la sessualità si può arricchire di nuove sfumature e di gioie, che neanche all’inizio si poteva immaginare.
    E’ per questo motivi che ho organizzato il 03 ottobre scorso un Congresso per medici dove ho parlato specificatamente delle “nuove frontiere del benessere sessuale dai 50 anni in su”l, ed un seminario aperto alla collettività su ” come preservare l’intimità di coppia dal logorio del tempo”, il 28 settembre a Brindisi.
    Mi auguro che la sua partner ci ripensi e decida di riaprirsi.
    Se non lo farà, auguro comunque a Lei di mettersi nelle condizioni di viversi appieno la sua vitalità.
    Un caro saluto,
    Gabriella Gravili

  3. trovo tutto molto superficiale – dove c’è “normalità” non c’è alcun bisogno di supporti,stimoli,fantasie ed altro- Quello che serve e il giusto approccio con il proprio malessere,col proprio disagio ove questo si manifesta-
    In primis ritengo indispensabile x chiunque “accettarsi” Molti maschietti desiderano essere superdotati, altri campioni in resistenza ed in numero , etc-
    In seconda se vi sono eventuali problemi di natura fisica e il medico a mio parere legittimato ad intervenire-
    Ritengo che sia L’amore la base del corretto e sano e soddisfacente rapporto sessuale-
    In mancanza di questo le pulsioni,i vari desideri piccanti ed altro prendono il sopravento senza bisogno di stimolarli, ma restano comunque desideri solo piccanti soggetti anche questi a subire il logorio e la noia –
    Se si ama il sesso non ha bisogno di essere stimolato con maschere ed altri espedienti viene viene spontaneamente condotto in modo sano e piacevole x entrambi-
    Ritengo sia molto difficile questo equilibrio, lo ritengo quasi impossibile con tutto il disordine che ci affligge rimanere indenni-
    Rispetto comunque il suo sapere scientifico e i suoi consigli per un eventuale cambiamento in meglio-

  4. Buongiorno Dottoressa vorrei un consiglio per me il sesso è molto essenziale nella vita di cui va sempre coltivato in modo sano e giusto. Preciso che ho frequentato prive in modo dove io potevo soddisfare i miei desideri, da circa un anno sto evitando di andarci per rispetto della mia compagna, ma sento tanto quella mancanza di quel locale, cosa che io vorrei andarci ogni tanto per condividere la mia sessualità (certo che alla mia compagna nn posso mai dirgli una cosa del genere nn condividerebbe). Grazie buona giornata.

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