Lettera aperta della Spi CGIL ai sindaci e alla ASL: “Bisogna fare sistema e serve un confronto sui servizi”

INTERVENTO/Siamo al giorno dopo del Capodanno 2020. Dopo l’interscambio dei  messaggi di buon auspicio per il nuovo, che, ritualmente, tutti ci aspettiamo, vorremmo riprendere l’attività  con una “lettera aperta” a tutte le Amministrazioni locali e alla Direzione ASL della provincia di Brindisi.

La legge sull’invecchiamento attivo approvata dalla Regione Puglia il 30 aprile 2019, grazie all’impegno dei Sindacati di Categoria e Confederali e delle Associazioni di volontariato, è, a mio avviso, il risultato più importante dello scorso anno, portato a casa a vantaggio delle persone anziane di questa regione. Certo non ha in sé nulla di concretamente efficace, se le novità indicate negli articoli della legge non si trasformeranno in percorsi programmatici supportati dalle dovute risorse economiche.  Ma c’è, intanto, l’indicazione della necessità che le scelte politiche ed economiche tengano conto che le persone con età superiore ai 65 anni, in questa regione, e nella nostra provincia, rappresentano il 23% della popolazione, una percentuale che continuerà a salire. E non sono un peso della società in termini di assistenza come spesso vengono stigmatizzati: molti anziani, costituiscono, di fatto, una risorsa per le famiglie e per la società. Parliamo di quasi un quarto della popolazione che partecipa attivamente alla vita sociale, che vota e affida un mandato politico a tutela dei propri diritti!

La vera sfida per chi si trova a governare sta nella modalità di lavoro, che deve essere integrato tra Comuni e ASL, e all’interno di ogni Ente come attività interassessorile e/o di settore, che metta insieme conoscenze e competenze delle realtà in essere, con la volontà di migliorare le condizioni di vita delle persone. Bisogna riscoprire, inoltre, il valore della negoziazione e della contrattazione con le parti sociali, come  valore aggiunto per chiunque si ritrovi a fare scelte e a individuare soluzioni che vadano nella direzione della salvaguardia del bene comune, in tempi così complicati sul piano economico e sociale. Ciò, in concreto, significa garanzia dei servizi essenziali sul piano socio-sanitario, del trasporto pubblico, di case e quartieri sicuri e a dimensione di vita sostenibile, soprattutto per le persone più fragili. Insomma: per lavorare al meglio bisogna fare “sistema”, parola abusata, ma mai realmente realizzata in questa provincia. Allora, l’invito rivolto ai Sindaci è di riaprire un confronto che ci metta nelle condizioni di utilizzare al meglio le risorse destinate alla spesa sociale con la capacità di avere anche lo sguardo lungo alle possibilità offerte dai fondi europei dedicati, con un approccio di utilità sociale e ambientale  rivolto all’innovazione tecnologica, a favore anche della trasparenza  dell’azione pubblica  e  di strumento di ascolto e di vicinanza soprattutto verso i cittadini in difficoltà, specie anziani che vivono da soli nelle nostre  periferie.

Infine, l’invito al Direttore Generale Pasqualone è di dimostrare che l’ASL di questa provincia non sia destinata a morire fagocitata da quelle limitrofe, ma che abbia un programma serio per abbattere le liste d’attesa, per far funzionare Ospedali, PTA e tutta la rete di servizi territoriali,  che mostri attenzione alle cronicità e ad alcune patologie, come l’Alzheimer, drammaticamente in aumento,  che mettono fortemente in crisi intere famiglie, che non riescono a trovare alcuna risposta efficace nella sanità pubblica. Come e se l’ADI, che costa oltre 8 milioni di euro di soldi pubblici, risponda in termini di appropriatezza delle prestazioni. E non è nostra intenzione, come parti sindacali, far perdere tempo a nessuno in incontri inutili, ma come SPI CGIL di Brindisi, categoria dei pensionati, chiediamo risposte serie da dare ai tanti cittadini anziani che rappresentiamo e che in ogni occasione manifestano tutto il loro disagio verso un sistema sanitario che non garantisce loro l’esigibilità  del diritto alla salute.

Si può fare! Noi continuiamo a crederci! E’ per questo che la lettera è aperta alle Istituzioni e non indirizzata… alla Befana!

Michela Almiento

segretaria Spi CGIL

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