Mare di Apani: dati discordanti tra Arpa e Goletta Verde, i bagnanti: “Vogliamo la verità si facciano nuove analisi”

Poseidone articolo

BRINDISI – Dati di Arpa diversi da quelli di Goletta verde di Legambiente in merito all’inquinamento del mare nella zona di Apani, i frequentatori di quelle spiagge vogliono conoscere la verità e lanciano l’appello. “Facendo seguito al Bollettino del mare “acque di balneazione 2019”, pubblicato per il mese di giugno 2019 da Arpa Puglia- scrive Nicola Diana (un cittadino attente che si è fatto portavoce della preoccupazione dei bagnanti) –  e dai controlli effettuati da Goletta Verde per conto di Legambiente a luglio 2019 per i lidi balneari a nord di Brindisi (Apani – Arca di Noè – canale contrada Posticeddu sul Litorale Apani), i dati forniti risultano ampiamente discordanti.

Arpa puglia, per queste località ha pubblicato valori parametri microbiologici relativi a enterococchi intestinali e escherichia coli pari a 0 mentre i prelievi campione effettuati da Goletta verde forniscono dati preoccupanti con valori che superano il doppio del valore normativo definendo le acque, come dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) “fortemente inquinati”.

Da circa 8 mesi sono in corso i lavori di rifunzionalizzazione e prolungamento della condotta sottomarina di Apani, con cui – secondo il progetto di Acquedotto Pugliese – saranno convogliate al largo i reflui trattati dal depuratore circondariale di Bufalaria, che serve i comuni di San Vito dei Normanni, San Michele Salentino, Carovigno. “A fronte delle anomalie riscontrate nella pubblicazione dei dati, dei lavori in itinere ancora in fase di ultimazione – aggiunge il cittadino – al fine di salvaguardare la salute pubblica, specie nel periodo  estivo dove migliaia di cittadini si riversano nelle zone in questione, si chiede che siano effettuati controlli campione dettagliati per scongiurare pericoli sulla salute dei cittadini. Sarebbe inoltre opportuno trasmettere sia ai gestori dei Lidi per le spiagge private sia ai sindaci per le spiagge libere documento analitico da esporre e, laddove sussistano elementi di pericolo, installare il divieto di balneazione come previsto per legge”.

 

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