Medico rapinato e investito: “Ho pensato di morire”

BRINDISI-  (articolo da Il7 Magazine) “Pensavo che sarei morto, in un attimo sono rimasto   disteso  in una pozza di sangue, davanti il portone della mia abitazione. Ho urlato, ho chiamato mia moglie, poi il buio e niente più”. La voce di Carmelo Ciracì, 65 anni, medico del Consultorio famigliare di Francavilla Fontana, trema mentre racconta la terribile aggressione subita domenica scorsa quando due malviventi lo hanno rapinato della sua automobile. Ora Ciracì è ricoverato nel reparto di ortopedia dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana e porta sul corpo i segni della violenza e nel cuore la delusione per ciò che gli è accaduto.

“Non me lo aspettavo davvero. Domenica sera, intorno alle 23.30, stavo rientrando a casa con mia moglie. Eravamo stati in campagna- dice Ciracì-  Ho parcheggiato l’auto sotto la mia abitazione, insieme abbiamo preso le buste che avevamo con noi. Ho accompagnato mia moglie sino al portone e poi sono tornato indietro per mettere l’auto in garage”.

Carmelo Ciracì non si rende conto di ciò che sta per accadere, è sereno, ha trascorso la giornata con la sua famiglia quando all’improvviso si scatena la violenza.

“Si sono avvicinati due uomini a bordo di uno scooter, uno di loro è sceso, mi ha scaraventato per terra  e mi ha fatto cadere sull’asfalto. Ho battuto la testa. Subito ho sentito scorrere il sangue  intorno, sono rimasto disteso. E’ stato un colpo fortissimo. Ho urlato chiamando mia moglie ma all’improvviso l’uomo che mi aveva gettato per terra è entrato nella mia auto ed ha ingranato la marcia. E’ stato un attimo, l’auto si è partita a retromarcia e mi ha investito in pieno”.

Il medico resta per terra quasi privo di sensi. Il malvivente gli ha schiacciato le gambe con l’auto per poi fuggire via.

Carmelo Ciracì è stato subito soccorso, in prima battuta dalla moglie che era a qualche metro di distanza e che fortunatamente non è rimasta coinvolta nella rapina, poi la corsa in ospedale con l’autoambulanza dove i medici hanno diagnosticato un brutto trauma cranico con ferito lacero contusa e un trauma alla gamba destra.

“I medici sono stati eccezionali, mi hanno prestato tutte le cure del caso- dice Ciracì- ma se penso che potevo morire. Non riesco ancora a crederci. Sarebbe bastato poco. L’auto mi è passata sulle gambe ma avrebbe anche potuto schiacciarmi la testa ed allora davvero sarebbe finita lì. Tutto sommato sono stato fortunato”.

Sulla violenta aggressione ed il tentato omicidio stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Francavilla Fontana al comando del tenente Roberto Rampino. Gli investigatori oltre a raccogliere le testimonianze hanno cercato di acquisire le immagini delle telecamere disseminate in via Capitano De Castri. Di una cosa sono certi gli inquirenti, chi ha agito conosceva bene anche le abitudini del professionista e lo avrebbero atteso nascosti da qualche parte nei pressi dell’abitazione.

“Non ho paura di andare in giro- dice il medico- qualunque cosa accada bisogna sempre avere il coraggio di affrontare la realtà. Però sono profondamente deluso, deluso dalla gente. Ho trascorso la mia vita aiutando gli altri, dando consigli a chi era in difficoltà. Mai mi sarei aspettato di essere aggredito in questo modo. Sono uno psicologo della Asl. Lavoro nel consultorio famigliare di Francavilla Fontana dal 1980. Ascolto la gente, a volte i miei consigli sono recepiti altre volte non vengono accettati. Ma il mio lavoro è questo e continuo a farlo con entusiasmo. Poi come si dice: se male non fai, paura non avere”.

Martedì pomeriggio l’auto di Carmelo Ciracì, una Fiat 500, è stata ritrovata in contrada Santa Cecilia, nelle campagne tra Oria e Francavilla Fontana. La vettura era stata completamente distrutta dalle fiamme. A notare la presenza della Fiat 500 carbonizzata una guardia giurata che ha allertato le forze dell’ordine. Gli investigatori pensano che i malviventi vistisi braccati abbiamo preferito disfarsi dell’auto, difficile da rimettere in circolazione. L’auto carbonizzata è stata sottoposta a sequestro alla ricerca di qualche elemento utile all’identificazione dei responsabili, le indagini proseguono.

Intanto Carmelo Ciracì sta cercando di reagire e lasciarsi alle spalle questa brutta esperienza circondato dall’affetto della sua famiglia che sin dal primo momento gli è stata accanto.

“Non vedo l’ora di andare a casa- ha detto il medico dal letto dell’ospedale – e tornare presto a lavoro”.

Lucia Pezzuto (per  il7 Magazine)

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