Pre dissesto, la lettera del dirigente: “Con questi ritardi vi segnalo l’impossibilità di fare il piano di riequilibrio”

BRINDISI – (da Il7 Magazine) “Si segnala che i ritardi accumulati alla data di oggi (12 dicembre) e la mancanza di riscontri su alcuni punti essenziali fanno presagire l’impossibilità di redigere il piano”. Lo ha detto chiaramente il dirigente dei settori finanziari Simone Simeone in un atto indirizzato al sindaco Riccardo Rossi, al presidente del Consiglio comunale Giuseppe Cellie e ai componenti della giunta. Il dirigente ha riferito che allo stato attuale, quando mancano meno di due settimane per l’approvazione in consiglio comunale, non è possibile redigere il piano di riequilibrio pluriennale finanziario, il cosiddetto piano di pre dissesto, quello che dovrebbe evitare il default al Comune di Brindisi. Nel documento a firma di Simeone, che aggiorna sullo stato di avanzamento del piano, si citano tutte le criticità che al momento hanno portato all’impossibilità di scrivere un programma finanziario che in 10 anni faccia rientrare i conti in rosso dell’amministrazione civica. Il bilancio comunale ha un disavanzo di quasi 10milioni di euro, praticamente non ci sono entrate per coprire le uscite che erano state programmate in bilancio. Per questo l’amministrazione comunale non ha votato gli equilibri di bilancio, atto necessario per la tenuta di un governo cittadino. Davanti a questa situazione per la maggioranza Rossi c’erano due scelte: dichiarare il default con il conseguente scioglimento del consiglio o aderire al pre dissesto, e quindi al famoso piano che attraverso i tagli e il contenimento della spesa potesse sanare i conti in un lungo periodo. È stato stabilito di farlo in 10 anni. Ma il piano ancora non c’è, e stando a quello che scrive il dirigente si ha difficoltà a farlo. Questo programma infatti deve essere approvato entro il 31 dicembre dal consiglio comunale ed inviato alla Corte dei Conti. Dovrebbe fare anche un passaggio nella commissione consiliare, e in precedenza si era parlato anche di un confronto tra le parte sociali. Ma i tempi ormai sono strettissimi. E’ una corsa contro il tempo, si parla di un consiglio comunale da fissare per il 27 dicembre.  Tra le criticità rilevate da Simeone compaiono soprattutto quelle in riferimento alle società partecipate: Multiservizi ed Energeko. “Ad oggi – scrive il dirigente – non risultano effettuate le verifiche sui crediti e debiti tra l’ente e le società partecipate, né per i costi né per i ricavi 2018 e del 2019. Inoltre all’amministrazione comunale non è stato formalizzato il bilancio di Multiservizi ed Energeko del 2018  ed anche quello di previsione. Allo stato attuale non è possibile quantificare il fondo delle partecipate.  L’assenza di tali dati mina la veridicità del piano di riequilibrio”. Dito puntato contro l’amministratore unico di Multiservizi, che da tre mesi è alla guida anche di Energeko, Giovanni Palasciano. Si racconta di una riunione al vetriolo tra Simeone e lo stesso Palasciano alla presenza anche del dirigente degli Affari generali Gaetano Roma. Il Comune avrebbe più volte sollecitato Palasciano alla presentazione degli atti. Da parte sua l’amministratore unico ha comunicato che la continua riduzione degli affidamenti porterà Multiservizi a chiudere il bilancio in perdita. E questo creerebbe ulteriori problemi al piano che potrebbe essere bloccato dalla Corte dei conti. Queste non sarebbero le uniche problematiche evidenziate. Nell’elenco di Simeone viene inserita anche la questione della gestione parcheggi. Allo stato attuale non c’è nessun atto amministrativo per l’affidamento di questo servizio a Multiservizi, nonostante il consiglio comunale a maggio scorso abbia deliberato che alla società resti il 40 per cento degli introiti. Ma la questione non è stata ancora regolamentate nei tempi e nei modi per il versamento delle risorse. Tra le obiezioni del capo dell’ufficio Finanze anche la presenza di diversi capitoli di spesa di cui non sono stati adottati atti di impegno; l’esistenza inoltre di debiti fuori bilancio da riconoscere nei confronti della Partecipate (come la custodia della discarica di Autigno e i consumi idrici dell’Asi). A complicare la situazione dei conti anche la mancanza di un monitoraggio delle sentenze di condanna ricevute dal Comune e ad oggi non pagate. “È necessario precisare – si legge ancora nella lettera dio Simeone –  che il mancato inserimento di debiti fuori bilancio nel piano, ancorché se conosciuti dall’amministrazione, può inficiare la veridicità del piano stesso”. Insomma l’ufficio Bilancio, guidato dall’assessore Cristiano D’Errico, non ha al momento tutti gli atti e i numeri per poter procedere alla relazione del documento di rientro nonostante i tempi ormai siano quasi terminati. Intanto sono arrivate quasi tutte le relazioni con spese, entrate e proposte di tagli, richieste a tutti gli assessorati. Alle quattro relazioni inviate la scorsa settimana si sono aggiunte quelle a firma di Nicola Zizzi per l’Ufficio Anagrafe e di Francesco Corvace per l’Ambiente. Nelle mani dell’assessore D’Errico c’erano già quella del dirigente dei Servizi sociali Costantino Del Citerna, dei Lavori Pubblici Fabio Lacinio, del Patrimonio Casa  Gelsomina Macchitella e degli Affari generali Angelo Roma. Tra le proposte di tagli vengono menzionati provvedimenti drastici: dalla chiusura degli asili nido a gestione completamente privata, alla soppressione del trasporto ai disabili, alla revoca delle convezioni con le Università di Bari e del Salento, alla riduzione del gettone di presenza dei consiglieri sino all’eliminazione del servizio pulizie alla Multiservizi da far svolgere ai Lavoratori socialmente utili attualmente in forza dell’amministrazione comunale. La palla ora passa alla politica che deve decidere come procedere e cosa tagliare per risanare le casse del Comune.

Lucia Portolano

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1 Commento

  1. Il dirigente del settore finanziario dell’Ente avrebbe segnalato a Sindaco,Presidente del Consiglio comunale e componenti di Giunta (e al Segretario Generale?) di non essere in condizione allo stato (12 dicembre c.m.) di redigere il piano pluriennale di riequilibrio del dissesto per ragioni diverse. Pare avviato lo sceneggiato al fine di individuare le responsabilità per la mancata adozione del suddetto piano che consegue allo scioglimento del Consiglio comunale, immaginando di superare ancora una volta che, anche quando il provvedimento di che trattasi fosse deliberato entro il 31 c.m., lo stesso risulterebbe illegittimo per la mancata o tardiva presentazione del prescritto parere al riguardo da parte del Collegio dei Revisori. Bisogna, quindi, rispondere con richiami precisi ai fatti onde evitare di essere coinvolti nel massacrante gioco di cui i cittadini pagano le conseguenze. Orbene sig. Dirigente, valga solo come semplice osservazione, ma perchè non ha segnalato al Vertice Amministrativo dell’Ente l’inadempimento di alcuni suoi colleghi nell’invio delle relazioni necessari alla redazione del surriferito piano? E forse non risulta inopportuna la sua richiesta e l’autorizzazione concessa in sovraordinazione al Comune di Manduria in questo delicato momento? Siamo agli inizi e le posizioni dei soggetti in campo devono essere chiare tenuto conto della ragguardevole proposta in campo.
    Brindisi 24/12/2019 Franco Leoci

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