Il Pri : “Niente Tari per le aziende della Zes”

Poseidone articolo

INTERVENTO/ Abbiamo più volte espresso la convinzione che Brindisi sia potenzialmente il territorio ideale per fare impresa, attese le infrastrutture di cui dispone.

Occorre, però, un concerto maggiore tra gli attori istituzionali e le rappresentanze dei ceti produttivi e professionali per valorizzare al meglio le potenzialità di cui la città è ricca.

Naturalmente per avviare un nuovo percorso di sviluppo conforme alle nostre vocazioni bisogna saper prendere atto che le piccole e medie imprese brindisine vivono un momento di grande difficoltà.

Ai disagi dovuti alla contrazione dei consumi, alla crisi dell’edilizia, alla riduzione delle commesse dei grandi gruppi industriali presenti sul territorio rischia di aggiungersi una pressione fiscale, anche a livello locale, che può strozzare ogni attività produttiva.

Intendo riferirmi, in particolare, alla Tassa sulla Raccolta dei Rifiuti (TARI) che sono chiamate a corrispondere le imprese localizzate nella zona industriale per un servizio che non viene reso e che costringe le imprese a rivolgersi ad aziende private per effettuare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti.

Avevamo lo scorso anno espresso soddisfazione per la decisione assunta dal Commissario Prefettizio del Comune, Dottor Santi GIUFFRE’, su sollecitazione del Consorzio ASI, di Assindustria e di CNA, di confermare per l’anno 2018 la tariffa ridotta per le attività produttive insediate nell’area industriale, come del resto previsto dall’articolo 1, comma 657, della Legge n. 147/2013.

Ora pare che l’attuale Amministrazione voglia fare marcia indietro.

Per far fronte ai costi esorbitanti dello smaltimento dei rifiuti, che il PRI ha più volte denunciato, offrendo soluzioni immediatamente fattibili per pervenire ad una sensibile riduzione della TARI, si intenderebbe far pagare per intero l’imposta anche a chi non beneficia del servizio!

Per ora sono voci, che speriamo siano immediatamente smentite dal Sindaco e dall’Assessore al ramo.

Nel frattempo è rimasto irrisolto il problema della TARI da corrispondere sulle aree scoperte per la quale le aziende si sono viste recapitare in un recente passato dalla società incaricata del servizio di riscossione del tributo cartelle esattoriali per decine di migliaia di Euro.

L’obbligo di corrispondere l’imposta è previsto dall’articolo 18 del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con Delibera n. 50 del 03/09/2014 per le aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani ed assimilati.

Sono escluse dall’obbligo di corrispondere il tributo le aree di accesso, manovra e movimentazione dei mezzi; quelle destinate in via esclusiva al transito o alla sosta gratuita dei veicoli (parcheggi) e quelle in cui si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilabili agli urbani.

Non vi è chi non veda che la maggior parte delle aree scoperte a servizio delle aziende localizzate nella zona industriale rispondano alle caratteristiche innanzi dette.

Tale situazione, però, andava opportunamente evidenziata in una dichiarazione di variazione.

Orbene, buona parte delle aziende non vi hanno provveduto.

La società incaricata della riscossione della TARI, pertanto, basandosi esclusivamente sulle aerofotogrammetrie in suo possesso, ha emesso qualche tempo addietro una mitragliata di cartelle esattoriali per decine di migliaia di Euro con il rischio di mettere definitivamente in ginocchio le imprese brindisine.

A questa situazione va posto rimedio così come va immediatamente fermato l’eventuale tentativo di fare pagare per intero la TARI anche a chi non beneficia del servizio di raccolta dei rifiuti.

Le aziende non possono più essere considerate un “pollo da spennare”.

Tanto più che il Gruppo Consiliare del PRI ha proposto l’esonero dal pagamento della TARI per quelle aziende che vengano ad insediarsi nelle aree rientranti nella Zona Economica Speciale.

Il senso di marcia che si vuole invece imboccare andrebbe addirittura in direzione opposta.

Non resta che augurarsi che anche le categorie produttive facciano sentire la loro voce prima che ogni decisione venga assunta e che l’Amministrazione smentisca prontamente di avere questo intendimento.

Saremo ben lieti di essere accusati di aver provocato un inutile allarmismo.

Il segretario cittadino del Pri

Vito Birgitta

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