Rifiuti speciali e ceneri delle centrali stoccate illegalmente. 18 indagati/ Le foto

BRINDISI- 300mila tonnellate di rifiuti, gran parte ceneri provenienti dalla Centrale Enel di Cerano e dalla Centrale Edipower, tutti stoccati in modo illecito violando le norme in materia ambientale. 18 gli indagati, tra rappresentanti legali ed operatori delle ditte che trasportavano i rifiuti e titolari degli impianti nei quali erano stoccati,  che dovranno rispondere del reato di traffico illecito di rifiuti. Questo il risultato di una operazione denominata “Cenerentola” condotta dal Nucleo Operativo Ecologico di Lecce (Noe)  guidato dal maggiore Nicola Candido, in collaborazione con la Compagnia dei Carabinieri di Francavilla Fontana coordinati dal capitano Giuseppe Prudente. L’inchiesta, aperta dal pm Antonio Negro nel 2005, ha portato a scoprire un vasto giro di rifiuti speciali che erano stoccati senza subire alcun tipo di trattamento nei siti di pertinenza della Fimab, in contrada Incantalupi a San Vito dei Normanni  e di Euro Scavi 2000, in contrada Salinari a Francavilla Fontana. I rifiuti, erano in gran parte costituiti da  ceneri provenienti da impianti di produzione energia elettrica come la Centrale Enel “Federico II”, Edipower di Brindisi e l’Ital Green di Monopoli,  ma vi erano anche rifiuti derivanti da operazioni di demolizioni di opere edili ed impianti industriali, accertata la provenienza dal Petrolchimico. Le aziende committenti si affidavano  a ditte di smaltimento rifiuti speciali che invece di sottoporre a trattamento ceneri e quant’altro,  le portavano nei siti di Francavilla e San Vito dei Normanni, che  sono risultati sprovvisti delle autorizzazioni necessarie a ricevere quella determinata tipologia di rifiuti. Qui con la compiacenza dei titolari, i rifiuti speciali erano sotterrati o nascosti nelle cave disponibili. Ai titolari dei due impianti è stato contestato anche il reato di omessa comunicazione della contaminazione del suolo e del sottosuolo. Il trasporto dei rifiuti, invece, durante il tragitto era coperto da una bolla d’accompagnamento che spesso riportava un codice di certificazione del rifiuto (CER) che non rispondeva al vero. Altre volte i rifiuti speciali erano miscelati in modo da coprire  la vera natura dei materiali trasportati. I militari del Noe hanno così provveduto al sequestro degli impianti e delle cave della società Euro Scavi 2000 e della Fimab, al sequestro di 60 mezzi tra cui autocarri e rimorchi utilizzati per il trasporto dei rifiuti ed al sequestro dei macchinari e attrezzature usate per la movimentazione. Decreto di sequestro anche per gli impianti di produzione di energia delle società Ital Green di Monopoli e Tampieri di Ravenna da cui provenivano i rifiuti, il giudice ha concesso loro 10 giorni per produrre le memorie prima di dare esecuzione al provvedimento. Non vi è alcun tipo di provvedimento nei confronti di Enel e di  Edipower. Vi sono invece due imprenditori brindisini coinvolti nel cosiddetto “giro bolle” ossia avrebbero attestato il ricevimento di rifiuti in realtà mai conferiti.   

Lucia Pezzuto

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