Riflessioni di una brindisina al nord: “La gerarchia degli affetti nella Fase2 “

BRINDISI – Le riflessioni  sulla Fase2 di una brindisina Alessandra Merola che  da 10 anni  vive a  Modena.

“Coronavirus, come se fosse il titolo del libro più venduto al momento. Fase 2, come se fosse un nuovo capitolo che inizio a leggere oggi curiosa di scoprire cosa accadrà. Congiunti, come se fossero tra i protagonisti di questo nuovo paragrafo. Madri, padri, nonni, nipoti, figli e parenti fino al sesto grado, ma anche fidanzati o persone legate da una “solida relazione”. Perché tra i protagonisti di questo capitolo non troviamo gli amici? Non quelli con cui ti vedi per fare una grigliata in un parco, ma quelli “speciali”, quelli che sentiamo come dei fratelli, quelli con cui abbiamo una “solida relazione”, quelli che conosciamo da anni, da quando eravamo bambini o che abbiamo conosciuto quando, da adulti, abbiamo capito chi siamo realmente ed abbiamo iniziato così a frequentare le persone non in base a circostanze di vicinanza, ma perché condividevamo pensieri, valori e visioni. Continuo a leggere le pagine di questo libro. I protagonisti si muovono nel “magico mondo” del distanziamento sociale. Non c’è libertà di movimento. I personaggi non possono uscire da uno spazio limitato, che prima era la loro casa e il loro quartiere, poi la loro città e nel capitolo due diventa la loro regione. Un mondo fantascientifico guidato dalla “forza” del buonsenso.

Finisco di leggere le prime pagine di questo nuovo capitolo e mi domando: perché in questo mondo fantascientifico è importante per due fidanzati ricongiungersi dopo 2 mesi di lontananza, ma per due amici/ amiche che magari vivono soli e lontani dai lori affetti no? Perché in questo mondo guidato dalla “forza del buonsenso” una madre può rivedere un figlio se vive nella stessa regione, ma non può se si trova in un’altra? Se esiste questa “forza/guida” perché non può esistere anche tra due amici o tra regioni?

Nell’epoca del corona virus mi sembra di scoprire che esiste anche una gerarchia degli affetti e che si possono creare anche delle disuguaglianze affettive. Ma possiamo immaginare che lo sforzo delle Istituzioni per tutelare il bene di tutti si possa conciliare, finalmente, con il diritto di ognuno di noi di stabilire chi è importante vedere? Chi ci aiuta a superare i momenti difficili? Chi, con la sua presenza, ci “ri-anima”?

Non Solo Pane

6 Commenti

    • Condivido pienamente il pensiero di Alessandra… Io ho cugini che non vedo da anni e amici migliori dei fratelli con cui condivido vita e affetti… Perché non incontrarsi con l’amico o amica del cuore?

  1. Forza del “buonsenso”? Cosa è? Una nuova forza? Io conoscevo che ve ne erano solo quattro: gravitazionale, elettromagnetica, nucleare debole e nucleare forte.Mi fa piacere che nella compagine dei detentori del potere del regime italiano vi sia una nuova mente speculativa in campo fisico-nucleare, un novello Einstein, un emulo di Planck. E poi si parla tanto male dei politici….. invece..pensa te che geniacci…..

    • Hai tutto il tempo di rifletterci ancora sulle domande che ti sei posta da sola cara signora!!!! Perché è evidente che hai capito bell poco di tutto ciò!!!! E farai bene di rimanere lì sopra.

    • Veramente ti fai queste domande? Veramente non capisci perché il rapporto madre figlio è diverso da due amici? Forse perché non hai un figlio. E veramente non capisci perché c’è ancora un limite agli spostamenti?
      Ecco.. È per persone come te che il governo italiano ci va piano.. Se ci desse via libera, gente come te non farebbe altro che aumentare i contagi

  2. Forse sfugge che le concessioni e i divieti tendono a limitare il pericolo del contagio. Non è una missione punitiva o una capotica limitazione della libertà. E’ un provvedimento temporaneo che potrebbe durare un mese. Basti fare una semplice riflessione: se si allargasse la possibilità di incontrare anche gli amici, chi resterebbe fuori? Solo gli estranei. E nessuno si sognerebbe mai di andare a far visita a degli estranei, pertanto sarebbe come dire: liberi tutti. O no? Si chiede di poter incontrare solo gli “amici” e non i “compagni di merenda”. Ma chi lo certificherebbe? Ricordiamoci che chi legge le regole per studiare come evaderle, è sempre in agguato. Pertanto, come suol dirsi, abbiamo fatto 30, facciamo anche 31, con calma, con prudenza, se no rischiamo che quell’amico/a potremmo andarlo ad incontrare in qualche letto di ospedale.

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