Rinviato a giudizio il consigliere regionale Mauro Vizzino, indagato per peculato a danno della Asl

BRINDISI- Rinviato a giudizio il consigliere regionale Mauro Vizzino., indagato per peculato.

Vizzino, della lista Emiliano Sindaco di Puglia, secondo l’accusa avrebbe fatto risultare come non eseguite alcune prestazioni mediche che invece lo erano state, appropriandosi di un totale di circa 1192 euro.

L’indagine è stata condotta dal pm del tribunale di Brindisi, Milto De Nozza, in collaborazione con i carabinieri del Nas di Taranto.

I fatti in questione riguarderebbero un periodo di tempo di tre anni, dal 2009 al 2012. Insieme al collega Alessandro Coccioli, 40enne mesagnese anch’egli indagato, Vizzino avrebbe fatto sì che alcune prestazioni erogate risultassero come mai eseguite: un’operazione che sarebbe stata attuata mediante un’operazione di storno attraverso il sistema informatico utilizzato all’interno del Cup mesagnese. Con questa manovra, Vizzino avrebbe così finto di restituire ai pazienti importi che oscillano tra i 4 e i 70 euro,  per unì’appropriazione di denaro pari a 1192 euro. Una somma di poco inferiore, invece, quella di cui si sarebbe appropriato Coccioli: 836 euro, ma  con il medesimo meccanismo.

Vizzino è difeso dagli avvocati Alessandro Dell’Aquila e Francesco Sisto.

Nel procedimento si è costituita parte civile la stessa Asl di Brindisi.

BrindisiOggi

2 Commenti

  1. Allora 1192+836=2028 euro, che divisi per tre anni (2009-2012) nei quali si sarebbe perpetrato l’efferato crimine fanno 2028:1095= 1,85 euro al giorno, cioè roba che nemmeno il più scalcagnato dei RUBAGALLINE si sarebbe sognato di fare.Ma mentre si impegnavano uomini e risorse per addivenire a queste mostruose conclusioni, nelle FSE, tanto per fare un piccolo esempio, drenavano a man salva 272 milioni di danaro pubblico ( ANDARE SU GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO E VEDERE I VARI ARTICOLI SULL’ARGOMENTO). Non sarebbe stato meglio concentrarsi su questo ultimo argomento? Non difendo, non accuso e ne tantomeno giudico chicchessia: faccio solo aritmetica elementare.

    • Io penso che, a prescindere dall’entità delle somme incassate illecitamente da chicchessia, bisognerebbe punire questa gente con pene esemplari e reali, quello che, purtroppo, in Italia non esiste e cioè “la pena certa”. Grazie

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