Si ferma l’intero Petrolchimico, i sindacati chiedono incontro al Prefetto: l’ombra della cassa integrazione

Poseidone articolo

BRINDISI – (foto repertorio) Versalis comunica alle segreteria sindacali l’avvio delle procedure della fermata e messa in sicurezza di tutti gli impianti. Che significa il blocco dell’intero Petrolchimico: si ferma  anche Enipower, Basell, Chemgas, BSG, Eni REwind e le aziende dell’indotto per oltre 1500 lavoratori. La comunicazione è stata data questo pomeriggio dalla società alle organizzazioni sindacali.  Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cisal esprimono preoccupazione per il futuro occupazione di migliaia di lavoratori e chiedono un incontro al prefetto alla presenza anche di Eni Versalis e di tutte le altre società. “Preoccupati per gli effetti dell’ordinanza del sindaco, che non condividiamo nel  metodo e nel merito – scrivono i sindacati in una nota congiunta – in quanto, così come dichiarato dall’azienda, non supportata da evidenze  certificate dagli enti preposti.  La stessa determinerà la fermata immediata dell’intero Petrolchimico. Pertanto,  si richiede un incontro urgente con il prefetto alla presenza di ENI Versalis e di tutte le società coinsediate per scongiurare le ripercussioni sociali ed economiche che potrebbero sfociare anche in problematiche di ordine pubblico.

“ La società – spiega Emiliano Giannocaro, Femca Cisl – ci ha comunicato il fermo di tutti gli impianti, questo significherà che resterà solo un presidio, gli altri lavoratori saranno chiamati a consumare le ferie, molte di queste sono già finite durante l’emergenza Covid e il passo successivo è l’esubero con la cassaintegrazione”.

Nel frattempo Versalis sta preparando in autotutela la richiesta formale di risposta al sindaco sulla sussistenza dell’ordinanza. Non è escluso che possa intraprendere anche altri percorsi legali.

Non Solo Pane

1 Commento

  1. ma l’ordinanza non è la conseguenza delle lamentele, leggasi disturbi respiratori, dei cittadini? così devo aver letto da qualche parte. o no?

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