Tagli, maggiori introiti con i parcheggi, e rottamazione cartelle esattoriali: Multiservizi chiude in positivo

Poseidone articolo

BRINDISI – La Multiservizi chiude  con un utile di 230mila euro. Il 13 maggio  presso il Comune di Brindisi, si è svolta l’Assemblea totalitaria dei soci della Brindisi Multiservizi S.r.l. che ha approvato il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2018 con un utile netto pari a 230.478,00 euro. “Si conferma il trend positivo del piano industriale 2017-2020, approvato dal Socio Unico in data 04 dicembre 2017 – afferma l’amministratore unico Giovanni Palasciano – allineando l’andamento della gestione alle direttive previste dal Decreto Madia, al fine di garantire la continuità aziendale”. Palasciano spiega che il risultato d’esercizio positivo è stato raggiunto sia per l’aumento del fatturato 2018 di circa 200.000 euro rispetto al 2017, grazie anche alle maggiori entrate della sosta a pagamento, che ad una notevole diminuzione dei costi aziendali con particolare riguardo ai costi del personale, per acquisti e servizi. Si evidenzia, una drastica riduzione dei debiti aziendali di circa 1 milione di euro e si prevede, grazie anche alla adesione alla rottamazione delle cartelle fiscali e previdenziali che comporteranno un beneficio di circa 500 milioni, di azzerare la posizione debitoria alla fine del presente esercizio. L’Assemblea ha quindi deliberato, su proposta dell’amministratore unico, di distribuire al Socio Unico, a titolo di dividendi, circa 231 mila euro. “Nell’anno in corso – conclude Palasciano – pur in presenza di una sensibile riduzione dei trasferimenti alla società decisa dal Socio Unico, l’Amministratore attraverso una attenta politica di riduzione dei costi e di un ulteriore incremento dei ricavi dai parcheggi, ritiene di poter raggiungere un risultato positivo, così come previsto dal piano industriale 2017-2020.”

BrindisiOggi

 

1 Commento

  1. Le dichiarazioni dell’amministratore della Brindisi Multiservizi non sono condivisibili: i ricavi di esercizio sono quelli rivenienti a trattativa privata da parte del socio unico che è tenuto all’affidamento nell’ottica della società in house providing e fra i costi vi sono anche quelli di gestione per la ristrutturazione della società come la creazione del Nucleo di valutazione, la nomina del Collegio sindacale, ad esempio, l’acquisto di nuove auto finanziato con risorse di bilancio societario per servizi resi da rendere al Comune. Da non dimenticare che detto amministratore gestisce anche la partecipata Energeko di cui poco è dato conoscere.
    Brindisi, 18/05/2019 Franco Leoci

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