Tagli nel bilancio, la Cgil: “Non siano i cittadini e i lavoratori a pagare, subito un confronto con le parti sociali”

Poseidone articolo

BRINDISI – Il momento che il Comune di Brindisi sta vivendo non è dei più sereni a causa delle controversie sorte sul bilancio che hanno portato alla nomina di un commissario ad acta, chiamato dal sindaco Riccardo Rossi per stilare il proprio schema di previsione. Sulla vicenda interviene la Cgil di Brindisi che dice di non voler prendere parte al dibattito politico che si sta generando sul tema, la cui sede istituzionale naturale e più qualificata è il Consiglio Comunale, ma afferma di  non poter non dare il proprio contributo in termini di idee e indirizzi lungo i quali  si dovrebbe procedere per uscire da un’impasse che rischia di essere deleterio per il Comune Capoluogo, determinata da problemi che affondano le proprie radici,” non ci stancheremo mai di dirlo – afferma il segretario Antonio Macchia –  in anni, forse decenni, di malagestione della Cosa pubblica”.

In quest’ottica, il sindacato ritiene improcrastinabile un incontro tra le parti politiche, sociali e amministrative finalizzato alla ricerca e alla messa a punto di soluzioni che evitino che la scure dei tagli si abbatta sui Servizi e sui Lavoratori, sacrificati sull’altare del pareggio di bilancio. “Serve agire con urgenza – dice Macchia – poiché il tempo stringe: bisogna appunto evitare che l’amministratore operi tagli disastrosi sui lavoratori e sui Servizi per evitare un bilancio in perdita; occorre intervenire subito, tenendo bene a mente le priorità della comunità in un momento storico di quelli che si ricorderanno per lungo tempo. Il Welfare e le Politiche Sociali, il Comparto Socioassistenziale e Sociosanitario, devono comparire in cima all’agenda politico-amministrativa se si vuole evitare il collasso dell’intero sistema-città. I Servizi Sociali ai tempi del Covid, ad esempio, non possono subire ridimensionamenti, alla luce dell’emergenza sanitaria ma anche della crisi economica certificata per l’ennesima volta dal rapporto Svimez 2020, i cui indicatori mettono a fuoco una situazione a dir poco allarmante. Bisogna, quindi, riconvertire e riqualificare la spesa pubblica, modificando le priorità di investimento e di contenimento della stessa: puntare sulla gestione diretta dei servizi da parte del Comune, invertendo il trend degli ultimi anni che ha favorito le esternalizzazioni, è la via maestra da seguire anche per evitare un taglio del personale o un ridimensionamento degli stipendi dei lavoratori che già ora, senza nessun intervento al ribasso, non sono adeguati e anche per ottenere una migliore qualità dei servizi, oltre ad un considerevole e necessario risparmio in bilancio. Per la soluzione di questa profonda crisi, non è chiamato a rispondere solo il Comune: anche il Governo Centrale deve fare la sua parte, mettendo a disposizione una parte delle risorse provenienti dal Recovery Fund, una delle cui priorità è il raggiungimento di una maggiore integrazione tra le politiche sociali e quelle sanitarie, ai servizi sociali. Le stesse somme, poi, punto affatto secondario, contribuirebbero ad appianare il disavanzo esistente. Questo processo porterebbe a ripensare le necessarie sinergie indispensabili per qualificare i servizi socioassistenziali e sociosanitari a cui fasce di popolazione sempre più ampie sono costrette a rivolgersi viste le crisi contingenti e puntuali da affrontare: la gestione di queste attività dovrebbe passare di mano, venendo affidate ad altri Enti pubblici. Inoltre, leggendo lo schema di previsione, diciamo a occhio nudo, parrebbe anche di capire che con un colpo di mano siano stati cancellati del tutto i servizi ADI e SAD. Una scelta che non condividiamo in quanto lesiva delle persone più fragili. In questo caso, c’è solo la sottrazione ragionieristica di servizi essenziali. Riteniamo, invece, che occorra definire al più presto l’accordo sottoscritto tra le parti al tavolo di concertazione di ambito che prevedeva il passaggio del servizio ADI Comunale alla ASL BR, salvaguardando tutti i livelli occupazionali. La ragione di tale scelta è facilmente comprensibile alla luce – come sopra evidenziato – delle regole europee che hanno l’obiettivo di sviluppare una reale integrazione tra le politiche sociali e quelle sanitarie. In tal senso, ci aspettiamo un preciso e tempestivo intervento da parte del Presidente della Regione Puglia affinchè la ASL BR, in quanto Ente strumentale della Regione, definisca la suddetta problematica”.

 

 

 

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