Il Trono di Spade, un finale a sorpresa

Poseidone articolo

PER LA RUBRICA 40 MINUTI- È stata probabilmente la serie più seguita di tutti i tempi, ma ciò che ancora fa chiacchierare, infuriare e piangere i fan è il gran finale. Questa è un’edizione speciale della rubrica 40 Minuti, non solo perché andremo a commentare alcuni punti del finale del Trono di Spade, ma anche perché sarà piena zeppa di spoiler. Quindi chi ancora non ha concluso la serie o ha intenzione di vederla: STOP!!

Daenerys Targaryen – Questo personaggio, secondo il mio modesto parere, ha avuto l’epilogo più ingiusto di tutta la saga. Daenerys ha passato tutta la sua vita a praticare la giustizia, in alcune occasioni è stata anche costretta a usare la crudeltà per farsi rispettare come regina, ma mai in sette stagioni è stata ingiusta o crudele per il solo gusto di farlo. Il suo lunghissimo nome è prova delle gesta eroiche da lei compiute: “distruttrice di catene” (per dirne una). A questo proposito molti di noi si sono chiesti: cosa è successo alla madre dei draghi in quest’ultima stagione? Cosa sarà mai saltato in mente a D&D? Purtroppo devo ammettere che quest’ottava stagione non è per nulla degna delle precedenti. Qual è stato il passaggio che ha legittimato Daenerys a passare da “non voglio essere la regina delle ceneri” al momento in cui decide di bruciare totalmente Approdo del Re in un impeto di furia? Come ci è finita la giovane Targaryen dal liberare popoli oppressi dalla schiavitù al fare un discorso al suo esercito in stile Hitler? Questo a mio parere è proprio un caso di out of character, cioè il personaggio di Daenerys nell’ottava stagione non possiede più i tratti salienti della sua personalità. Sconfitti sia il Re della Notte che Cersei Lannister, gli autori hanno ben pensato che il colpo di scena potesse essere quello di rendere Daenerys il vero villain del Trono di Spade, facendole fare una strage di innocenti a cavallo del suo fedelissimo Drogon. Daenerys nell’ottava stagione diventa una tiranna, cioè tutto quello contro cui lei ha sempre combattuto. Morale della favola? La vera impresa finale diventa ucciderla. Nessuno si aspettava che Daenerys finisse sul trono, perché sarebbe stata una scelta troppo prevedibile per una serie tv che ci ha sempre sorpreso con dei colpi di scena mozzafiato. Quasi tutti invece eravamo convinti che la madre dei draghi sarebbe morta, ma ci aspettavamo l’avrebbe fatto in modo eroico. Credevamo perfino che si sarebbe sacrificata per salvare la vita (per l’ennesima volta) a Jon Snow o che avrebbe capito che l’unico modo per salvare i sette regni sarebbe stato sacrificarsi per qualche oscuro, ma sensato motivo. Questa sarebbe stata una mossa alla Daenerys Targaryen nata dalla Tempesta.

La delusione dei fan è stata amplificata anche da tutto ciò che la regina dai capelli argentati aveva rappresentato all’interno di questa serie tv. Lei era una donna nata nel momento sbagliato, ma che aveva deciso comunque di farcela in un mondo di uomini. Aveva conquistato molti popoli del continente orientale (molto più arretrati rispetto ai sette regni) e li aveva convinti a seguirla in occidente, dove esisteva un’altra grande minaccia: i non morti! Per salvare i sette regni, non solo combatte in prima linea ma mette a disposizione le sue truppe e i suoi tre draghi. L’idea che molti fan si sono fatti è che quello che doveva succedere, anche la presunta pazzia di Daenerys, sia avvenuto troppo repentinamente. Passare dalla regina giusta alla mad queen in poco più di tre puntate è stato troppo!! Unico tributo fatto a questo meraviglioso personaggio è stato il gesto di eliminare completamente il trono, facendolo sciogliere dalle fiamme ardenti di Drogon, per simboleggiare che la morte di Daenerys equivale alla fine di quel trono per cui molte persone erano morte, tante casate si erano tradite e valorosi guerrieri avevano perso la vita. Il trono di spade è morto con lei!

Rassegna – Si sarà capito che il tasto Daenerys è ancora molto dolente, ma non è di certo l’unica cosa di cui lamentarsi. Se dovessi salvare qualcosa di queste sei ultime puntate, probabilmente salverei solo la terza “La lunga notte”. Devo dire che quella puntata è stata carica di suspense e anche se ha lasciato dietro di sé delle morti considerevoli, ha comunque messo tutto al suo posto. La morte di Jorah e di Theon Greyjoy è stata coerente con i loro personaggi, uno è morto difendendo la sua regina e il secondo si è finalmente riscattato per il grande tradimento agli Stark. Tutti si aspettavano che il Re della notte venisse ucciso da Jon Snow, ma invece è stata Arya Stark che ha preso la situazione in mano e con le sue abilità ha ucciso il Night King. Non mi ha per nulla disturbata questa soluzione, anzi mi è molto piaciuto che abbiano dato un giusto epilogo al personaggio bellissimo di Arya che dopo aver passato anni da sola ad allenarsi per diventare “nessuno”, abbia finalmente sfruttato appieno gli insegnamenti ricevuti a Braavos per chiudere il cerchio. Passiamo ad altri personaggi che non hanno avuto un’altrettanta degna fine. Cersei Lannister, la donna più malvagia di sempre che, nel momento dello scontro finale, è stata dipinta come una donna fragile, completamente in confusione e che cercava di scappare da Approdo del re. A quel punto incontra Jaime, fratello gemello e amante, e i due muoiono sotto le macerie come due sventurati amanti che senza colpa hanno dovuto subire questa sorte. La scena ha ricordato i due anziani che durante il naufragio del Titanic si abbracciano con la consapevolezza di stare per morire. La differenza però è sostanziale perchè nessuno dei due era così indifeso e soprattutto la reazione di paura e pianto di Cersei è totalmente in contrapposizione con una donna che, solo due stagioni prima, ha lo sguardo congelato alla notizia del suicidio del figlio e che di tutta risposta avanza verso il trono, con sguardo fiero, per ottenere finalmente la corona.

Altro tasto dolente per i fan è stata l’ascesa al trono di Bran lo spezzato alias il corvo a tre occhio. Questa decisione ha innervosito in molti, ma io ho gradito la scelta, quello che non mi è andato a genio è il solito mistero che c’è attorno al personaggio di Bran che per sette stagioni ha fatto crescere l’entusiasmo e ha dato campo libero a mille teorie e congetture, ma che alla fine ci ha liquidato con due sole frasi importanti: “perché credi che sia venuto fin qui” (frase che pronuncia in risposta a Tyrion quando gli chiede di salire al trono)  e “eri esattamente dove dovevi essere” (che rivolge a Jon prima di salutarlo, quando quest’ultimo si scusa della sua assenza nella vita del fratellastro). Due frasi che ci dicono che il corvo vede anche nel futuro? Che probabilmente aveva previsto tutto? Che aveva spostato tutti i personaggi come pedine per arrivare al trono? Che probabilmente tutte le personalità risultano out of character perché era lui a guidarli in queste azioni? Non lo sapremo mai, perché la serie è giunta a capolinea! Va bene che la cosa che ci ha sempre affascinato è il mistero che si insinuava alla fine di ogni stagione, ma questa era l’ultima e avrebbe dovuto dare risposta a tutte le domande sorte in questi nove lunghi anni, non porci nuovi interrogativi. Per ultimo il the end degli Stark. Che dire? Probabilmente gli autori erano degli Stark o il finale è stato scritto da Catelyn Tully. Sembra che abbiano voluto chiudere una favola: Arya s’imbarca per scoprire nuovi mondi, Jon viene esiliato per aver ucciso Daenerys ma probabilmente sarebbe andato alla barriera ugualmente per sua scelta, Bran re dei sei regni e Sansa non solo ottiene l’indipendenza del Nord, ma ne diventa anche regina. Insomma alla fine mi aspettavo il logo della Disney. Ovviamente cari lettori le cose che non mi sono piaciute non finiscono qui, ma diciamo che mi sono concentrata sulle più rilevanti. La nostra unica speranza rimane George R. R. Martin, che ricordo essersi fermato alla morte di Jon Snow nei libri. Riuscirà lui a scrivere una fine che sia degna della serie e che riesca a lenire un po’ le ferite di noi fan? Lo scopriremo solo vivendo!

Alberta Esposito

 

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