Tutela della salute e valorizzazione dei luoghi, i No al carbone presentano le osservazioni contro i rimorchiatori alle Sciabiche

Poseidone articolo

BRINDISI – Il movimento No al carbone presenta le osservazioni a seguito della richiesta di rinnovo della concessione da parte dell’impresa Fratelli Barretta Giovanni e Domenico Srl sino al 2023 della banchina delle Sciabiche per  ormeggiare  i rimorchiatori. “In considerazione di quanto emerso dallo studio condotto nel porto di Brindisi dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Lecce – scrivono i no al carbone – dimostra che l’attività portuale contribuisce in maniera rilevante all’inquinamento atmosferico soprattutto con l’emissione di polveri ultrasottili. Si fa presente che PM1 e PM2.5 sono le dimensioni di polveri aerodisperse più nocive per la salute umana in quanto in grado di penetrare dall’albero respiratorio nel circolo sanguigno. Lo studio conferma inoltre quanto già noto e cioè che le fasi di arrivo e di partenza di mezzi navali sono quelle a maggiore emissioni sia di gas che di particelle”. Riportiamo integralmente le osservazioni del movimento.

“Anche nell’ultimo documento di Valutazione del Danno Sanitario su Brindisi (recentemente redatto da ARPA, ASL e ARESS) si parla delle emissioni originate dai porti riguardanti le attività marittime essenzialmente nelle fasi di manovra e di stazionamento delle imbarcazioni. Alla luce di dette stime il contributo delle emissioni portuali all’inquinamento atmosferico non è così trascurabile come si potrebbe pensare.

Riteniamo quindi paradossale che in un’area ZTL in cui si programma una maggiore fruibilità pedonale e ciclistica ritenendo dannoso il transito dei veicoli a motore, sia consentita la permanenza di un’attività che incide sulle emissioni inquinanti.

Il quartiere “Sciabiche” è una zona in via di rivalutazione urbana ed un’aerea pedonale abitata e frequentata assiduamente da una moltitudine di persone data la presenza di diverse attività di ristorazione. L’immediata adiacenza dell’Impresa Barretta e della prevista opera edilizia è evidentemente incompatibile con le attività di ristorazione, intrattenimento e di turismo lento che si potrebbe sviluppare.

Facciamo presente che esistono vincoli di particolare rilievo che dovrebbero comportare l’esclusione d’interventi di nuova edificazione, anche di natura provvisoria. l’innegabile valore estetico e la vista panoramica (area pedonale, il porto, visuale Castello Svevo e villaggio Pescatori…) sarebbero ostacolati dal manufatto in corso di realizzazione.

L’intera area oggetto della concessione demaniale all’impresa Barretta rientra nel centro storico di Brindisi (nella fascia ricompresa tra il porto e la cinta muraria) dichiarato di notevole interesse pubblico con DM 18 maggio 1999 ed inserito dal piano paesaggistico regionale nell’elenco degli “immobili ed Aree di notevole interesse pubblico” ai sensi dell’art. 136, lett. a), b), c) e d) del D.lgs n. 42/2004

Riteniamo fondamentale quindi, salvaguardare sia l’aspetto ambientale e sanitario, sia l’aspetto paesaggistico del luogo in oggetto come previsto dal DRAG ( Documento Regionale di Assetto Generale ) che punta a garantire la sostenibilità ambientale dell’assetto urbano intesa come “miglioramento della qualità ambientale, architettonica e della salubrità degli insediamenti”

Ed anche il PUG in fase di preparazione dovrà necessariamente attenersi alle indicazioni fornite dalla Regione nel PPTR ambito 9 (Brindisi) Sez C2 “Gli obiettivi di qualità paesaggistica e territoriale” Paragrafo A.3.3 “Componenti Visivo Percettive” :

OBIETTIVI DI QUALITA’ PAESAGGISTICA E TERRITORIALE D’AMBITO

5. Valorizzare il patrimonio identitario culturale insediativo.
7. Valorizzare la struttura estetico-percettiva dei paesaggi della Puglia;
7.2 Salvaguardare i punti panoramici e le visuali panoramiche (bacini visuali, fulcri visivi).

INDIRIZZI:

– salvaguardare, riqualificare e valorizzare i punti panoramici posti in corrispondenza dei nuclei insediativi principali, dei castelli e di qualsiasi altro bene architettonico e culturale posto in posizione orografica privilegiata, dal quale sia possibile cogliere visuali panoramiche di insieme dei paesaggi identificativi delle figure territoriali dell’ambito, nonché i punti panoramici posti in corrispondenza dei terrazzi naturali accessibili tramite la rete viaria o i percorsi e sentieri ciclo-pedonali. Con particolare riferimento alle componenti elencate nella sezione A.3.6 della scheda;

DIRETTIVE

-verificano i punti panoramici potenziali indicati dal PPTR ed individuano cartograficamente gli altri siti naturali o antropico-culturali da cui è possibile cogliere visuali panoramiche di insieme delle “figure territoriali”, così come descritte nella Sezione B delle schede, al fine di tutelarli e promuovere la fruizione paesaggistica dell’ambito;

– individuano i corrispondenti coni visuali e le aree di visuale in essi ricadenti al fine di garantirne la tutela

– impediscono modifiche allo stato dei luoghi che interferiscano con i coni visuali formati

dal punto di vista e dalle linee di sviluppo del panorama;

– riducono gli ostacoli che impediscano l’accesso al belvedere o ne compromettano il campo di percezione visiva e definiscono le misure necessarie a migliorarne l’accessibilità;

– individuano gli elementi detrattori che interferiscono con i coni visuali e stabiliscono le

azioni più opportune per un ripristino del valore paesaggistico dei luoghi e per il miglioramento della percezione visiva dagli stessi;

– promuovono i punti panoramici come risorsa per la fruizione paesaggistica dell’ambito in quanto punti di accesso visuale preferenziali alle figure territoriali e alle bellezze panoramiche in coerenza con le indicazioni dei Progetti territoriali per il paesaggio regionale del PPTR Sistema infrastrutturale per la Mobilità dolce e Sistemi territoriali per la fruizione dei beni patrimoniali.”

CONCLUSIONI :

Nonostante le lamentate condizioni di disagio causate dalla vicinanza dei rimorchiatori già in passato evidenziate dagli abitanti dell’area interessata, la concessione demaniale è stata sempre rinnovata, impedendo una più salubre vivibilità per i residenti , una migliore fruibilità da parte dei cittadini ed una crescita qualitativa delle attività di ristorazione. In considerazione di ciò , per la tutela della salute e nel rispetto della maggiore attenzione richiesta alla valorizzazione dei luoghi e dei paesaggi in tutti gli atti , autorizzazioni , concessioni , Piani Urbanistici, Piani Portuali ecc, riteniamo opportuna la collocazione dell’attività in oggetto di richiesta di nuova concessione in un’area nel porto esterno al fine di ridurre drasticamente gli effetti delle emissioni sulla popolazione e ottimizzare la visuale e l’utilizzo di un’area già dichiarata di notevole interesse pubblico”.

 

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