Vendite all’asta e fallimenti di aziende, 19 indagati tra avvocati, commercialisti ed un finanziere: i nomi

BRINDISI- Avvocati, commercialisti, un finanziere, dipendenti della Agenzia dell’Entrate e persino un giudice tributario, in tutto 19 persone risultano indagate nell’inchiesta a firma del procuratore Raffaele Casto su presunti raggiri nelle procedure fallimentari.

Così come riporta il noto quotidiano locale, La Gazzetta del Mezzogiorno, i 19 indagati sono: Teodoro Barretta, 57 anni, di Brindisi, imprenditore portuale; Paola Fazzi Ruggieri, 52 anni, di Lecce, avvocato; Gianluca Alparone, 45 anni, di Avellino, residente a Brindisi, commercialista; Marcello Antonio Sasso, 47 anni, di Nardò, in servizio presso l’ufficio controlli della direzione provinciale di Brindisi dell’Agenzia delle entrate; Celeste Vigorita, 60 anni, di Brindisi, avvocato e giudice tributario; Giuseppa Cristina Urso, 49 anni, di Lecce, avvocato; Angelo Turrisi, 64 anni, di Ceglie Messapica, amministratore unico della «Taf Pneumatici Srl», con sede in Ceglie Messapica; Claudia Turrisi, 41 anni, di Ceglie Messapica, figlia di Angelo; Barbara D’Ambrosio, 36 anni, di Francavilla Fontana, commercialista; Oreste Pepe Milizia, 40 anni, commercialista di Francavilla Fontana; Giovanni Fabio Aiello, 57 anni, di Brindisi, commercialista, e Roberto Mazzara, 57 anni, di Brindisi, avvocato civilista; Giuseppe Antonio Galante, 65 anni, di Torre Santa Susanna, collega di Sasso con le stesse mansioni; Vincenzo Petronelli, 38 anni, di Francavilla Fontana, titolare della ditta Life, con sede a Francavilla Fontana, e Donatello Mario Miccoli, 53 anni, di Francavilla Fontana, luogotenente della Gdf.

Le ipotesi di reato sarebbero corruzione e concussione. L’inchiesta parte  dal fallimento della Taf Pneumatici Lft di Ceglie Messapica, ma si allarga ad altre aziende come una società di vendita auto di San Michele Salentino,  la Natural Point di Villa Castelli, lo Scrigno di Ostuni, la Life che gestisce un ristorante e la On Air  specializzata in abbigliamento.

Secondo le risultanze investigative gli indagati a vario titolo avrebbero aiutato le aziende in difficoltà ad occultare beni ed evadere le imposte facendo leva anche su presunte amicizie con un paio di giudici del tribunale fallimentare.

BrindisiOggi

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