Vertice accorpamento, non si presentano i Comuni del Pdl. Il futuro appeso ai litigi tra Vitali e Ferrarese

BRINDISI-Il sindaco di Taranto apre all’ipotesi di una Provincia con due capoluoghi.  Ferrarese convoca tutti i sindaci dei Comuni del brindisino per informarli ufficialmente di questa possibilità, ma su 20 questa mattina nel salone provinciale se ne sono presentati  13, mancavano  tutti i Comuni guidati dal centrodestra. Anzi  di questi era presente solo Cellino San Marco.Si passa alla conta, per capire quanti vogliono andare con Lecce e quanti vogliono aderire alla futura grande provincia che vede insieme Brindisi e Taranto. Ciò che è in gioco è il capoluogo di Brindisi. I Comuni che possono decidere con chi stare sono quelli frontalieri con le altre province. “Una cosa è certa- afferma Ferrarese rivolgendosi ai sindaci presenti- se siamo uniti possiamo confrontarci con Taranto per rivendicare il ruolo di capoluogo anche a Brindisi, ma se aderiranno solo dieci Comuni avremo una forza minore”. Una precisazione rivolta soprattutto a chi, come i sindaci di San Donaci, Cellino San Marco, San Pietro, Torchiarolo e San Pancrazio  hanno dichiarato che preferirebbero andare con Lecce. Volontà espressa anche dal centrodestra, e quindi dai Comuni guidati dal Pdl,  che sono in tutto otto.  Bisogna capire quanto questa sia una posizione antiferrarese, e quanto invece la consapevolezza che andare con Lecce sia un’opportunità. Ora la palla passa in mano ai consigli comunali. La riunione in Provincia, durata almeno quattro ore si è conclusa con un rinvio all’1 ottobre, in quella sede  ciascun sindaco dovrà comunicare l’esito dei diversi consigli comunali, i quali in questi giorni saranno chiamati a decidere con chi stare. “Quello che sto cercando di fare – afferma Ferrarese – è prospettare le varie soluzioni possibili in questo scenario. Ciò che a mio avviso consente a Brindisi di sopravvivere dignitosamente è la linea condivisa con Taranto: una Provincia con due capoluoghi con pari dignità, ma questo implica rimanere uniti, indipendentemente dalle sollecitazioni che potrebbero arrivare dai partiti”.

Alle dichiarazioni di Ferrarese pronta la replica dell’onorevole Vitali. “Tanto attivismo del presidente della Provincia di Brindisi è tanto tardivo quanto inutile- afferma Luigi Vitali- Le iniziative si sarebbero dovute adottare nell’immediatezza del varo della legge 135/2012 (7 agosto 2012) oggi sono a tempo chiaramente scaduto. Egli non può intraprendere alcuna azione di raccordo né di rappresentanza in quanto la legge indica nei sindaci e nei comuni i protagonisti delle scelte. Smettiamola pure di illudere la gente con le ipotesi della doppia provincia Taranto Brindisi. Il Governo  ha confermato che il capoluogo sarà uno e soltanto uno, con tutto ciò che ne consegue. Per giustificare le sue imminenti dimissioni in cerca di altri incarichi il presidente della Provincia di Brindisi trovi un alibi più convincente” Nello stesso tempo il Pdl ha convocato per domani una conferenza stampa per annunciare che intende querelare per diffamazione i segretari provinciali di Udc e Noi centro, Ciro Argese e Giuseppe Salonna. Questi rispondono: “Se lui ci querela, noi lo denunciamo per calunnia”.

Il timore è che il futuro di una comunità si ritrovi legata a litigi di partito, a volte personali, che con il bene comune hanno poco a che fare. Per favore un po’ di responsabilità, a destra, a sinistra e al centro.

Lucia Portolano

 

 

 

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