Zes e crisi aziendali, Gentile: “Non basta la volontà, non possiamo perdere questa occasione”

Poseidone articolo

BRINDISI – (da il7 Magazine) Era il 4 settembre quando il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte firmava il decreto di istituzione della Zona economica speciale (Zes) Interregionale Adriatica, della quale fa parte Puglia e Molise. In quella parte di Puglia c’è anche l’area retroportuale di Brindisi, ed una fetta della zona industriale di Ostuni e Fasano. L’area di Francavilla Fontana che ha ottenuto questo riconoscimento rientra  invece nella Zes Ionica, quella che fa capo a Taranto. Le zone economiche speciali sono state istituite con il decreto “Resto al Sud” ed hanno l’obiettivo di superare ritardi ed inefficienze del sistema portuale e logistico, favorendo l’insediamento di nuove attività produttive capaci di valorizzare le aree retro portuali, gli interporti e le piattaforme logistiche. L’intento è quello di promuovere inoltre le esportazioni e i traffici portuali, di creare nuovi posti di lavoro. Il presidente di Confindustria Brindisi  Patrick Marcucci ha definito le Zes una grande opportunità per la ripresa dell’economia locale. Le organizzazioni sindacali, così come le associazioni datoriali, che mai come in questo momento camminano sulla stessa strada, chiedono l’apertura di un confronto con le istituzioni per regolamentare e dare contenuti concreti a questa possibilità di sviluppo. Chiedono sgravi fiscali per le aziende che investono, tempi veloci, sburocratizzazioni e certezze. Un primo passo avanti su questo argomento è stato compiuto il 14 ottobre scorso con l’approvazione all’unanimità del consiglio comunale di Brindisi degli ordini del giorno sulla Zes,  presentati dal Partito Repubblicano e dal Movimento 5Stelle. Il provvedimento approvato impegna l’amministrazione comunale ad adottare un kit localizzativo che prevede  strumenti utili ad attrarre nuovi investimenti “come  per esempio – spiega il consigliere comunale Gabriele Antonino (Pri) – l’esonero del pagamento delle tasse e dei tributi comunali per le nuove iniziative produttive. Con l’ordine del giorno è stato deciso che saranno sottoposte al Consiglio Comunale le modifiche ai Regolamenti affinché sia prevista l’esenzione totale o parziale dal pagamento della Tasi e della Tari per le aziende”. È stato inoltre stabilito che le autorizzazioni di competenza comunale dovranno essere rilasciate nel termine perentorio di 60 giorni, riducendo gli eventuali oneri di urbanizzazione ed eliminando ogni onere istruttorio. Infine, nello stesso provvedimento è previsto che  dovrà essere creata una apposita sezione nel portale del Comune di Brindisi, dove le imprese interessate ad insediarsi sul territorio potranno reperire tutte le informazioni utili: come la disponibilità dei suoli, gli incentivi di carattere economico, fiscale e previdenziale.

Ma per quanto l’approvazione di questo ordine del giorno sia stato accolto dalle parti sociali con entusiasmo, resta il timore che questo possa restare solo una buona intenzione  e nulla più. Da una parte il governo nazionale che non ha ancora stabilito le risorse da destinare alle Zes, anche se il premier Conte nella sua visita a Lecce e a Ceglie Messapica ha più volte annunciato un Piano per il sud; dall’altra invece, preoccupa la situazione finanziaria del Comune di Brindisi che avendo adottando la procedura di pre dissesto deve applicare per i prossimi dieci anni le aliquote massime ai tributi. Preoccupazioni che sono state espresse dal presidente della Cna di Brindisi Franco Gentile. “La Zes è stata una grande opportunità in qualsiasi parte del mondo, cosa però accadrà da noi ora è difficile dirlo – afferma Gentile –  Abbiamo un governo che ha una serie di problemi e non so quanto riuscirà a stanziare per le zone speciali. Dall’altra parte c’è il Comune di Brindisi che ha espresso una volontà, ma bisogna vedere come e se sarà conseguente. Apprezziamo gli sforzi dei nostri amministratori ma ci troviamo davanti ad una situazione economica delicata. E il Comune nelle proprie scelte deve dar conto alla Corte dei conti”. Per Gentile è necessario creare le condizioni affinchè un’impresa resti sul territorio. “Dobbiamo dare certezze – dice il numero uno di Cna –  dobbiamo dire perché un’impresa deve venire ad investire qui. E poi bisogna affrontare la questione  dell’area Sin, e quindi delle bonifiche. Serve un tavolo al quale dovranno partecipare tutti gli attori altrimenti un’occasione eccezionale rischia di diventare un’occasione persa. Già ritengo sia stata fin troppo allargata”. Gentile si riferisce alla volontà di aver incluso nelle Zes anche le aree non retroportuali, come Ostuni e Fasano, trasferendo così le ipotetiche risorse altrove. Come giorni fa avevano già fatto Confindustria e sindacati,  anche Cna lancia l’allarme sulla crisi occupazionale ed economica nel tessuto imprenditoriale brindisino. L’attenzione puntato soprattutto sul settore metalmeccanico dove sono a rischio quasi 1500 lavoratori con vertenze ormai in corso ed altre voragini che potrebbero aprirsi con la fase di decarbonizzazione. “Una crisi che coinvolge tutte le aziende metalmeccaniche – aggiunge Gentile (anche lui imprenditore metalmeccanico e titolare di Comosud) –  che non ricorda eguali negli ultimi decenni. Stiamo toccando il fondo. Il problema che è tra la grande committenza e le piccole e medie imprese c’è un rapporto drogato. Un problema che non nasce oggi, e riguarda gli appalti a ribasso. Ci sono attività che oggi vengono affidato ad un terzo del prezzo di dieci anni fa”. Per Gentile le grandi committenze devono contribuire alla crescita del territorio. “Abbiamo a Brindisi – conclude –  la presenza di 13 multinazionali che fatturano un miliardo e trecento milioni all’anno. Come è possibile che ci sia questo impoverimento delle aziende locali?  Il motore dell’economia sono le piccole medie imprese, bisogna creare le condizioni per la convivenza. È un ruolo determinante in questo percorso non lo hanno solo i sindacati e le associazioni datoriali, in questo momento serve la politica, che vedo assente e  concentrata su altro”.

Lucia Portolano

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