Accorpamento delle province, Epifani : “I parlamentari non dovevano votare quella legge”

BRINDISI- “Se la presenza in parlamento non serve nemmeno a far morire la propria Provincia e la propria città capoluogo che senso ha il ruolo del Parlamentare ?” E’ quanto chiede in una nota il commissario cittadino dell’UDC Giampiero Epifani “E’ con molto piacere aggiunge Epifani che ascolto dopo lunghi mesi di silenzio le prime parole sull’argomento della abolizione delle province dei nostri parlamentari che esattamente un mese fa, dopo lunghe riunioni nelle loro commissioni, hanno votato favorevolmente la cancellazione della nostra Provincia e della nostra città capoluogo. Il nostro partito dice Epifani era per una pari dignità assoluta e quindi una abolizione di tutte le Province nell’ambito di un riassetto istituzionale complessivo della nostra Nazione. Al contrario i nostri Parlamentari brindisini hanno decretato, col loro voto, l’affossamento e la cancellazione di una storia, di una tradizione, di una cultura e l’ economia di quella che diventerà una ex città capoluogo. Sappiamo bene, dice il commissario UDC di Brindisi, che questa azione penalizza il patrimonio della nostra città che non avrebbe più Provincia, Prefettura, Questura, Camera di Commercio, Comando della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Quindi, anche i nostri immobili della nostra città svaluteranno con la perdita di questa nostre importanti istituzioni. Un vero colpo al cuore della nostra città.
Il nostro Presidente della Provincia ha sollevato il problema esattamente un anno fa ed appena eletto Vice Presidente Nazionale dell’UPI è riuscito, da quella postazione a non far perdere a tutte le province italiane le competenze che il Governo aveva già deciso con un decreto di togliere. I parlamentari avrebbero avuto il dovere di non votare quella legge contestandola con forza coinvolgendo tutti i cittadini in una vera e propria marcia pacifica su Roma per difendere il proprio territorio. Solo oggi, con una situazione irreversibile iniziano a parlare purtroppo inutilmente”.

                                                                                                                                                                La Redazione

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