Alfa Edile, Il Pd chiede al Comune e alla “Giunta” di costituirsi parte civile

BRINDISI- Guerra all’Alfa edile. Dopo i numerosi e pericolosi incendi che questa  estate si sono verificati all’interno dell’ex azienda di rifiuti speciali che hanno rilasciato un’alta concentrazione di elementi inquinanti in atmosfera, la politica si muove. Il gruppo consiliare del partito democratico ha presentato un ordine del giorno da discutere in consiglio comunale nel quale si chiede al Comune di Brindisi e alla giunta di costituirsi parte civile nel processo  contro la società proprietaria, e di obbligarla attraverso l’iter previsto alla rimozione delle potenziali fonti di inquinamento ancora esistenti, balle di rifiuti abbandonati,   e  di provvedere alla bonifica dell’area. Da anni  che  ormai  durante la stagione estiva, improvvisamente,  le balle dei rifiuti prendono fuoco, sprigionando veleni nell’aria. Tra gli ultimi episodi più pericolosi, quello verificatosi a luglio scorso, l’incendio fu così vasto tanto che il sindaco Consales dovette emanare un’ordinanza di allontanamento di tutte le persone dalla zona industriale, e chiedeva ai residenti di alcuni rioni limitrofi di non uscire da casa e di tenere chiuse le finestra a causa dei fumi tossici sprigionatisi dalla combustione dei rifiuti. A confermare quell’allarme anche i dati dell’Arpa, ottenuti qualche mese dopo dal geologo Franco Magno, proprietario di un terreno adiacente a quello dell’Alfa Edile. I dati hanno rilevato la presenza in quei giorni di diossina e benzopirene in altissime percentuali nell’aria ma anche sui terreni.(Leggi articolo Brindisioggi 3 novembre scorso). Sulla base di questi elementi è giunta la richiesta del partito democratico. La società Alfa Edile nel 2010 era in liquidazione, la proprietà per il 50 per cento risultava di Paola Baldassarre, la restante parte di Daniela Ferrari e Cesare Pronat. Paola Baldassarre attualmente ricopre l’incarico di vice sindaco al Comune di Brindisi. Questa richiesta del Pd al Comune e alla giunta di costituirsi parte civile non può non avere ripercussioni politiche. L’ordine del giorno è stato iscritto al decimo punto del Consiglio comunale del 13 dicembre, ma già qualcuno è convinto che non sarà discusso.

Lucia Portolano

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