Andromeda, in un anno perso 85 per cento degli incassi. Marini: “Pronti a riaprire con nuovi progetti”

BRINDISI- (Da Il7 Magazine) Due mesi di chiusura per il rinvenimento di un ordigno bellico altri nove a causa del Covid, il Multisala Andromeda di Brindisi  ha perso in un anno oltre 85 per cento degli incassi ma il gruppo Lucisano continua a lavorare per l’ampliamento e la riqualificazione della struttura. Chi temeva per le sorti dell’unico grande cinema della città di Brindisi può star tranquillo, l’Andromeda ha intenzione di riaprire e riprendere le proiezioni non appena le disposizioni del governo lo consentiranno. Ma le buone notizie non finiscono qui, nella prospettiva della riapertura, società amministratrice sta pensando all’ampliamento ed alla riqualificazione.

“La multisala è chiusa ma noi non abbiamo mai smesso di programmare i lavori di ampliamento e riqualificazione. Appena sarà consentito torneremo subito operativi- spiega Fabio Marini, produttore, location manager e referente per Brindisi del Lucisano Media Group-  Nel progetto abbiamo la costruzione di tre sale, la riqualificazione del parco commerciale e la realizzazione di un’area verde attrezzata. Purtroppo questa situazione ha rallentato tutto ma il gruppo ha intenzione di continuare ad investire . Come e quando ripartire non lo sappiamo. Noi come tutti gli altri del nostro settore attendiamo le indicazioni dal governo e non abbiamo una previsione di apertura”. Del resto l’ampliamento del Multisala era già in programma due anni fa , ossia quando durante i lavori di scavo, il 2 novembre 2019, proprio davanti alla Multisala venne trovato un ordigno bellico. Fu un operaio con un escavatore a portarlo alla luce e poco ci mancò che venisse innescato. Il cinema e l’area circostante fu chiusa. Il 15 dicembre oltre 50mila persone furono evacuate dalla città per consentire agli artificieri il disinnesco e la bonifica. L’Andromeda riprese la sua programmazione il 17 dicembre. Per supportare e promuovere  il cinema e le sue attività si formò una grande catena di solidarietà. La programmazione natalizia attirò nuovamente nelle sale il pubblico ma dopo tre mesi la pandemia ha imposto un nuovo stop.  A Brindisi come nel resto di Italia il cinema si è fermato. La programmazione , le prime visioni, tutto sospeso sino all’estate scorsa quando per qualche mese, con le dovute prescrizioni, il governo ha consentito la riapertura. Con la nuova impennata dei contagi le sale sono state nuovamente chiuse ed al momento non si sa quando riapriranno. Il settore dello spettacolo è in grande sofferenza, la stessa società che gestisce l’Andromeda è stata costretta a mettere il personale in cassa integrazione. Tra la chiusura per l’ordigno bellico e quella forzata per la pandemia, a Brindisi il Multisala ha perso l’85 per cento degli incassi in un anno. Nonostante questo si pensa a domani, a tutto quello che si potrebbe fare per ampliare l’attività e fornire nuovi servizi in attesa che l’emergenza passi.

“Il cinema è un settore particolare e non si può riaprire dall’oggi al domani. Anche se ci dicessero che possiamo riprendere le attività tra un mese non sarebbe sufficiente a riorganizzarci. Normalmente la programmazione richiede un lavoro di circa 60 giorni- spiega Fabio Marini- Bisogna considerare che molti non hanno prodotto e di conseguenza molti altri non hanno acquistato. Il successo e la competitività di una multisala è nelle prime visioni, nei nomi importanti e nelle grosse produzioni. Non ci sarebbe il tempo per organizzare neppure il battage pubblicitari. Ovviamente abbiamo qualcosa in stand by ma si tratta di seconde visioni. Al limite si potrebbero organizzare delle rassegne cinematografiche in attesa di avere le prime visioni. Noi  lo scorso anno abbiamo avuto l’85 per cento in meno degli incassi. Era inevitabile. E poi c’è tutto l’indotto intorno al cinema che è andato perso. Siamo stati costretti a mettere il personale in cassa integrazione e la ripresa non sarà semplice. Non solo, per quanto riguarda il parco commerciale, questa situazione ha messo in ginocchio molte attività che sicuramente non riapriranno. Per questo stiamo pensando a ridisegnare il parco commerciale”.  All’interno dell’area dell’Andromeda, infatti, vi era un bar, una pizzeria, una sala giochi. Piccole attività che in qualche modo rendevano maggiormente attrattivo il cinema e che al momento non si sa se riapriranno. Troppi mesi sono trascorsi dalla chiusura e alcuni  di questi imprenditori non hanno neppure avuto i ristori previsti. Per questo motivo Marini parla di ridisegnare il parco commerciale, recuperando le attività che vorranno riprendere e creandone delle nuove. Intanto, nonostante il periodo le produzioni cinematografiche continuano a lavorare. La Puglia si conferma location ideale per film e fiction. Proprio in questi giorni Fabio Marini si sta occupando di eseguire alcuni sopralluoghi per la produzione di un western in Puglia. La casa di produzione Palomar, infatti, a settembre scorso, ha chiuso l’accordo con Apulia Film Commission per la realizzazione in coproduzione con BRON Studios, la nuova serie Western “Quella sporca sacca nera” (“That dirty black bag”). Si tratta di un grande progetto internazionale che sarà realizzato in Puglia a partire dall’imminente autunno. La Puglia con i suoi caratteristici paesaggi, soprattutto la zona murgiana e non solo, ben si presta al genere Western, che potrà trovare in questa regione una nuova dimensione narrativa ripercorrendo in maniera moderna la grande tradizione dello Spaghetti Western.

“Fortunatamente ci sono produzioni che vanno avanti, anche se con mille difficoltà. Io stesso sono impegnato in questi giorni in una serie di sopralluoghi per una produzione western che sarà girata in Puglia- ha detto Marini- Certo ci si muove  a rilento, le prescrizioni e le misure anti Covid sono tante ma soprattutto perché proprio a causa di queste i costi sono aumentati almeno del 30 per cento. Ad esempio se prima con un pulmino ci si spostava in dieci persone ora massimo in quattro. Se prima un milione di euro era il budget per un film, oggi almeno 300mila euro finiscono per essere spesi nelle misure anti Covid. Devi tagliare servizi e ridimensionare il personale. Nonostante questo resta un comparto attivo”.

Lucia Pezzuto per Il7 Magazine

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