Bar e ristoranti, i consiglieri comunali di Forza Italia: “Sia data l’occupazione del suolo pubblico gratuita”

BRINDISI – I consiglieri comunali di Forza Italia, Roberto Cavalera e Gianluca Quarta, puntano i riflettori sul futuro delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, destinati al consumo sul posto, che sono state prima sospese (dal 12 al 25 marzo) e successivamente chiuse sino alla data del 31.07.2020, presunto termine di cessazione dello stato di emergenza dichiarato dal Governo lo scorso gennaio.

“In disparte dagli ipotetici aiuti statati che si preannunciano in favore delle attività produttive – affermano i due consiglieri – occorre attuare una parallela iniziativa locale di sostegno al settore della somministrazione al minuto, idonea -da un lato- a compensare, seppure in parte, le cospicue perdite alle quali il comparto è andato incontro in questi ultimi mesi e -dall’altro- a garantire l’effettività delle misure di distanziamento, evitando assembramenti di persone sul suolo pubblico, allo stato, unica misura valida a contenere la diffusione del contagio”.

Per questo motivo i consiglieri comunale di Forza Italia, Roberto Cavalera e Gianluca Quarta presenteranno un Ordine del Giorno con il quale chiedono che l’amministrazione comunale si impegni a consentire il rilascio dell’autorizzazione all’occupazione temporanea di suolo pubblico o privato ad uso pubblico per il ristoro all’aperto (c.d. Dehors) in deroga alla disciplina vigente, onde consentire l’aumento degli spazi a disposizione degli avventori i quali potranno agevolmente osservare, stando seduti, le prescrizioni sul distanziamento.

“Auspichiamo che il passaggio alla Fase 2 avvenga quanto prima possibile, sempre nel rispetto delle norme a tutela della pubblica salute, e le attività possano riaprire i battenti . In questa ottica riteniamo che l’efficacia di questa misura –  precisa Cavalera – sia strettamente correlata anche alla sospensione della tassa di occupazione del suolo pubblico per tutto il periodo estivo, a fronte, a titolo esemplificativo, dell’obbligo dell’esercente di disinfettare, oltre ai tavolini ed alle sedie, anche l’area occupata, il cui onere oggi pesa sulle casse comunali. L’attività di somministrazione al minutoè tra quelle produttive maggiormente penalizzate dall’emergenza sanitaria in atto ed abbisogna di un sostegno immediato, quale l’aumento della superficie di suolo pubblico ove esercitare il ristoro all’aperto senza che l’esercente sia gravato della relativa tassa di occupazione. Solo così una parte dell’economia locale tornerà a produrre lavoro dopo il lungo periodo in cui le attività sono state costrette a tenere abbassate le saracinesche”.

“Con il sopraggiungere della bella stagione – conclude Quarta  – l’incentivazione del ristoro all’aperto appare, soprattutto alle nostre latitudini ove le condizioni climatiche sono particolarmente clementi, l’unica misura idonea a consentire un graduale avvio della Fase 2, con l’augurio che questo terribile momento passi in fretta ed il settore possa finalmente tornare a riprendere fiato”.

Non Solo Pane

1 Commento

  1. sino alla ripresa dei settori interessati. il Comune ha bisogno di soldi. o dobbiamo essere sempre noi lavoratori dipendenti e pensionati a mettere le mani in tasca?

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