“Brindisi messa da parte da Emiliano. Rossi se ne accorge solo ora”

INTERVENTO/ Diciamolo con franchezza: fino ad oggi abbiamo pensato di essere gli unici ad aver individuato nel Governatore della Puglia Michele Emiliano il maggiore avversario per Brindisi. Ed invece siamo costretti a ricrederci. Riccardo Rossi ha fatto di più! Ma andiamo per ordine.
Il sindaco di Brindisi ci ha provato per anni a convincere i brindisini che la vera svolta del suo governo cittadino era rappresentata dal fatto che in passato la città era governata da chi non aveva alcun contatto con la Regione Puglia e con il Governo nazionale, mentre lui aveva riannodato i rapporti, con enormi benefici in termini di investimenti dirottati su Brindisi.
Una sorta di martello pneumatico – sostenuto anche dal suo partito Brindisi Bene Comune e da un PD supino alla volontà del ‘capo’ – che alla fine aveva quasi scalfito le nostre perplessità. Stavamo quasi per convincerci, insomma, che il sindaco era riuscito finalmente a spingere Emiliano a non continuare a penalizzare Brindisi e che il futuro saranno stato splendente per Brindisi.
Ieri, invece, siamo rimasti profondamente delusi quando abbiamo letto la nota di Europa Verde, il partito a cui hanno aderito proprio Rossi ed il suo Brindisi Bene Comune. Un attacco diretto a Michele Emiliano giustificato dall’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie. Nel comunicato si legge che quella del Presidente della Regione Puglia è una ‘marchetta elettorale’ che crea danni irreparabili all’aeroporto di Brindisi ed all’economia del nostro territorio. Da qui una chiamata alle armi dei parlamentari e dei consiglieri regionali brindisini.
Ma come…non è lo stesso Emiliano che Rossi ha spacciato per il suo ‘grande amico’, per colui che avrebbe aiutato tutti noi, per il salvatore della patria rispetto alle battaglie a sostegno dell’occupazione, della tutela dell’ambiente, della ripresa economica di Brindisi?
La realtà è che a Rossi sta franando il terreno sotto i piedi, complice anche qualche levata di scudi del Partito Democratico provinciale rispetto allo strano (o interessato?) ‘buonismo’ della segreteria cittadina e soprattutto alla probabile scelta dello stesso Emiliano di non puntare più sulla riconferma di Rossi come candidato sindaco nelle prossime amministrative.
Si sfiora addirittura il ridicolo, poi, quanto il nuovo partito del sindaco afferma, in relazione agli investimenti infrastrutturali nel porto di Brindisi, che ci sarebbe stata una penalizzazione in favore del porto di Bari (con utilizzo di fondi dei diritti portuali incassati a Brindisi). Rossi dimentica, forse, che se nel porto i cantieri non sono partiti sino ad oggi è solo per l’atteggiamento ostruzionistico proprio del ‘suo’ assessore Borri, del suo partito BBC e di se stesso.
Insomma, che Emiliano non sia un santo e che abbia sempre considerato Brindisi la cenerentola della Puglia lo sapevamo già. E’ ridicolo, se non addirittura patetico, che Rossi se ne sia accorto solo adesso. Cioè quando è stata messa in discussione la sua poltrona. Non certo i reali interessi dei brindisini. Ed allora dia vita ad un gesto di coraggio: rinunci al suo lauto compenso da sindaco, convinca il PD brindisino ad abbandonare i posti di potere, rinunci a continuare ad elargire consulenze ed incarichi professionali (spesso ad ex candidati o sostenitori delle sue liste). Insomma, abbandoni la nave e la restituisca ai cittadini di Brindisi a cui spetterà il compito di provare a salvarla prima che affondi.
Lino Luperti – Movimento Regione Salento

Scuola Palumbo

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