Caporalato, la Cgil ricorda le braccianti di Oria morte 25 anni fa in un incidente stradale

ORIA – Caporalato, la Cgil ricorda le braccianti di Oria che persero la vita il 25 agosto 1993 in un incidente stradale. Sono trascorsi 25 anni, esattamente il 25 agosto 1993, da quel brutto incidente in cui persero la vita tre braccianti di Oria: Antonia Carbone, Maria Marsella e Maria Dell’Aquila. Erano stipate in un pulmino di ritorno dai campi ed il loro caporale non ha voluto comprendere che un pulmino omologato per otto non poteva trasportare 18 lavoratrici. Da qui l’incidente e la terribile tragedia.

“Il mezzogiorno è pieno di storie crudeli di morti nei campi per fatica e sfruttamento del lavoro. – si legge nella nota stampa Cgil – Molti sono i fatti di cronaca che raccontano le storie di tanti braccianti che subiscono forme di sfruttamento e di schiavismo che cercano di guadagnarsi da vivere con tanta onestà. Ma il numero delle stragi della strada continua a salire, le ultime due, avvenute in soli due giorni tra sabato 4 e lunedì 6 agosto u.s., sono costata la vita a sedici braccianti”.

“Ancora morti di braccianti, – continua – ma una parte della legge sul caporalato è bloccata: alcuni strumenti per la repressione sono stati adottati ed hanno avuto successo, quelli per la prevenzione invece non sono stati applicati. Non sono state attivate, quindi, azioni e/o accordi esigibili per l’introduzione del servizio di trasporto pubblico gratuito per le lavoratrici e i lavoratori agricoli che copra l’itinerario casa/lavoro e l’istituzione di presidi medico-sanitari mobili per assicurare interventi di prevenzione e di primo soccorso”.

“È evidente, quindi, che la lotta al caporalato è costante e mai lasciata al caso, ma soprattutto occorre intervenire per dare piena e totale attuazione alla predetta Legge 199/16. Una Legge ottenuta dopo tanti anni, anche grazie all’impegno profuso da tutti coloro che non hanno mai accettato un sistema che considerasse i lavoratori delle merci da cui trarre profitto. Il caporalato è solo un anello di una lunga catena di sfruttamento nella filiera: tra i principali responsabili ci sono alcune imprese e la grande distribuzione che impone il ribasso dei prezzi dei prodotti”.

“Molteplici sono, pertanto, gli interessi anche di natura lobbistica che ruotano intorno al fenomeno del caporalato che nasce dalla debolezza e dalla necessità delle persone, ma si devono costruire ancora nuove battaglie pur di vedere estinto tale fenomeno. La CGIL tutta di concerto alla FLAI CGIL parteciperà senz’altro alla iniziativa in ricordo delle tre braccianti vittime del caporalato come in premessa rammentato e daranno il proprio supporto per comunicare che la lotta al caporalato e’ innanzitutto una lotta di civiltà” concludono.

BrindisiOggi

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