Castelucci (Cisl): “Per i Cis tempi lunghi, per Brindisi servono interventi urgenti, concentrarsi sulla Zes”

INTERVENTO/ Evidenziamo un cauto ottimismo ai tavoli romani in occasione della presentazione dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis), che comprendono anche quello di Brindisi e ciò ha fatto il paio con la soddisfazione per il riscontro positivo, non scontato, del nuovo Governo alla richiesta di continuità istituzionale più volte rivendicata anche dalla Cisl.

Per il nostro capoluogo messapico sono in ballo 40 progetti, per un importo di 327 milioni di euro a fronte dei max 250 milioni promessi e rivenienti da risorse finanziarie nazionali ordinarie, comunitarie e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Se è vero, tuttavia, che lo spirito originario del Cis è fare sistema, auspichiamo che l’intero processo di contrattazione con l’Esecutivo nazionale prosegua a seguire anche con il coinvolgimento ed il sostegno di tutte le restanti forze istituzionali, sociali e professionali del territorio, come più volte richiesto, nonostante gli assi individuati riguardino esclusivamente la Città capoluogo.

Settori di intervento quali infrastrutture, ambiente, sviluppo economico, produttivo e imprenditoriale, turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali, occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione, ecc., per noi costituiscono merito di una contrattazione sociale a monte e non a valle, cioè nei processi di progettazione e condivisione prima e in quelli di finanziamento poi.

È quanto mai opportuno che, al netto della formale alleanza dichiarata per questo Cis tra Comune di Brindisi, Regione Puglia e Governo Italiano, i rapporti di forza istituzionali facciano del coinvolgimento del territorio un fattore vincente.

Ecco perché la Cisl territoriale continuerà ad affermare l’opportunità che sia preservato lo spirito dialogante e concertativo iniziale, per quanto riguarda il Cis ma non solo esso, da tutti condiviso almeno nelle dichiarazioni ufficiali alcuni mesi addietro in Prefettura che, pensiamo, come accaduto per altre realtà territoriali, possa divenire addirittura sede della governance nazionale.

La stessa Invitalia, soggetto attuatore dei Cis, supporto delle amministrazioni, centrale di committenza e stazione appaltante, non potrà che beneficiarne se opportunamente orientata a determinare la serie di ricadute attese, mediante protocolli ad hoc comprendenti clausole/garanzie di protezione sociale da inserire nei capitolati d’appalto a favore delle lavoratrici e dei lavoratori  e delle Aziende, in particolare le Pmi, del territorio brindisino e la contestuale redazione di  protocolli di legalità e di sicurezza.

Ma il Cis Brindisi non lo consideriamo esaustivo e né risolutivo, anche per i tempi lunghi di realizzazione previsti, delle opportunità di sviluppo della città capoluogo e del restante territorio provinciale che permane a drammatico rischio di marginalità; perciò sollecitiamo senza ulteriori indugi per l’intera area di Brindisi, un patto condiviso per lo sviluppo e l’occupazione, facendo convergere interessi generali per creare sviluppo, salvaguardando quanto di eccellente già esiste, procedendo certo sul versante anche della decarbonizzazione, dei cicli produttivi pesanti ma, al contempo, portando a positivo compimento la miriade di vertenzialità occupazionali in essere nei settori anche dell’appalto e dell’indotto.

La politica, ai vari livelli, al di là del colore politico, è chiamata a fare sistema favorendo sinergie che accelerino i processi di insediamento correlati alla Zes Interregionale Adriatica, come anche a nobilitare interessi diffusi, a moltiplicare opportunità a favore di quanti sono alla ricerca di un lavoro stabile, legale e contrattualizzato o siano stati espulsi dal sistema produttivo.

Insomma, si restituisca speranza sui versanti anche della sostenibilità ambientale e dell’ appropriatezza di servizi sanitari e socio-sanitari ad un’area che non è affatto povera ma che, potenzialmente, è in grado di competere su scenari anche internazionali.

La Cisl Taranto Brindisi considera non più procrastinabile un serrato dialogo sociale che produca risultati concreti sui versanti dell’occupazione, dello sviluppo, della qualità della vita segnatamente delle fasce giovanili e anziane, con la presa d’atto che l’intero territorio provinciale vive una tra le fasi più stagnanti e drammatiche degli ultimi anni.

 

                                                                                      Antonio Castellucci

segretario generale Cisl Taranto Brindisi

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