Collettiva TFQ di Brindisi e Community Hub chiedono al Comune il Registro per il riconoscimento del genere di elezione

BRINDISI- Come da impegno preso durante la giornata sulla transizione all’interno del NUDE artfest 2022, come Collettiva TFQ di Brindisi e Community Hub, organizzatori dell’evento, in concomitanza della giornata del TdOR, abbiamo consegnato all’ufficio protocollo del Comune di Brindisi una proposta di ordine del giorno che impegna il governo cittadino ad istituire il Registro per il riconoscimento del genere di elezione, il cosiddetto Registro Alias come già avvenuto in molte città italiane e ad aderire alla Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere) come annunciato ma che non ci risulta essere avvenuto.

In Italia, nonostante le sollecitazioni dell’Unione Europea e della Corte di Cassazione, le persone transgender sono costrette a vivere in un limbo giuridico con documenti incongruenti con l’aspetto esteriore e l’identità sociale, mantenendo il nome anagrafico e il sesso di origine fino alla conclusione della procedura giudiziale di rettificazione anagrafica.

Questa discrepanza comporta la negazione dell’identità personale e di alcuni diritti essenziali, come il diritto di cittadinanza e quello di voto, visto che un decreto del Presidente della Repubblica del 1967 impone file ai seggi “distinte per uomini e donne”.

Da almeno due decenni le persone transgender e il movimento LGBT+ italiano chiedono una nuova legge che riconosca il diritto dell’individuo all’identità di genere, la definitiva depatologizzazione della condizione transgender e procedure più snelle, meno burocratizzate e più economiche che consentano di vedere riconosciuti il nome e il genere di elezione sui documenti di riconoscimento attraverso atti amministrativi,  come già avviene in altri paesi.  Nel frattempo, si cerca di ovviare con la possibilità di utilizzare, nei rapporti interni a determinate comunità, come si sta già facendo in alcune scuole della nostra città, una identità “alias” corrispondente al genere di elezione, che, pur non modificando le risultanze dei registri anagrafici, consente alla persona transgender di essere riconosciuta e trattata secondo l’identità di genere affermata.  Pensiamo sia più importante, oltre alle giornate commemorative, procedere con richieste che possano nella pratica riconoscere diritti fondamentali negati. Sarebbe inoltre importante che gli organi preposti si interfacciassero con le associazioni in modo da avere un osservatorio sui reali bisogni del territorio.

BrindisiOggi

Scuola Palumbo

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