Decine di furti d’auto, i parcheggi del centro commerciale e la litoranea le zone a rischio

BRINDISI- Decine di furti d’auto messi a segno soprattutto sulla litoranea e nei parcheggi dei centri commerciali, concentrati soprattutto nelle area di Brindisi con maggiore affluenza. Dall’inizio dell’estate ad oggi i topi d’auto hanno fatto “una strage” ma a fronte di tanti colpi messi a segno vi sono stati anche altrettanti ritrovamenti, veicoli individuati dagli agenti della Polizia , in particolare della Squadra Volanti di Brindisi, che sono riusciti attraverso indagini mirate ad scoprire quei luoghi usualmente scelti dai malviventi per nascondere o abbandonare le auto oggetto di furto.  Negli ultimi due  giorni la polizia ha ritrovato otto autovetture. Tutte le auto erano state oggetto di furto ai danni di brindisini e turisti. L’incremento del fenomeno ed il conseguente aumento delle denunce dall’inizio dell’estate ad oggi ha indotto la polizia ad intensificare i servizi di controllo proprio su quelle che normalmente vengono definite aree a rischio, nel caso del territorio brindisino, come già detto, la litoranea e i parcheggi dei centri commerciali in alcuni orari precisi della giornata, quelli di massima affluenza. “Si è trattato di servizi mirati del controllo del territorio- ha spiegato il questore di Brindisi, Annino Gargano- che ha visto impegnati numerosi agenti dislocati in più zone “sensibili” al fenomeno. Oltre al rafforzamento dei servizi di controllo del territorio operati dalle Volanti, soprattutto nelle zone di maggiore afflusso tra cui le aree di parcheggio e la litoranea, sono state effettuate mirate attività che hanno consentito l’immediato recupero di alcune autovetture sottratte ai proprietari nelle ore precedenti, prima che venissero cannibalizzate”. In particolare il questore si riferisce agli ultimi rinvenimenti, quelli per i quali  sono state individuate , abilmente nascoste nelle campagne dell’interland brindisino, due Alfa Romeo Giulietta e una Fiat Grande Punto. Nei giorni precedenti erano già state recuperate in zone periferiche di Brindisi altre cinque autovetture: una Land Rover, una Nissan Quashqai, una Fiat Panda e due Alfa Romeo Giulietta, subito restituite ai proprietari. Su tutte le auto rinvenute sono stati eseguiti i rilievi della Polizia Scientifica utili al proseguimento delle indagini. Così quello che per lungo tempo sembrava essere oramai un fenomeno silente ora negli ultimi mesi, soprattutto con l’estate e con la maggiore affluenza di presenze sul territorio, sembra essersi risvegliato. Con l’ausilio di tutte le forze dell’ordine la Questura ha intensificato i servizi mirati coinvolgendo più uffici. “Questo fenomeno ha assunto proporzioni, non allarmanti ma che comunque vanno attenzionate- hanno spiegato-  per questo abbiamo messo in campo tutto il necessario per arginarlo”. Dall’inizio dell’estate le denunce sono aumentate  anche se l’attività di controllo sul territorio è stata sempre costante ed i recuperi, seppur in numero inferire rispetto agli ultimi giorni, ci sono sempre stati. Nell’ultima settimana, in particolare,  è stato messo a punto un piano preciso di incremento dei servizi di controllo sul territorio che ha portato ad una serie di  ritrovamenti  concentrati sulla litoranea e nelle campagne circostanti. “ E’ chiaro che la città è più battuta mentre è più difficile battere palmo a palmo le campagne- dicono dalla Questura-  L’attività non ha mai avuto termine e mai si è concentrata su alcune zone piuttosto che su altre perché come è giusto che sia i cittadini devono essere tutelati tutti alla stessa maniera  e quindi ci siamo concentrati su tutta la città , periferie e centro”.  E’ stato verificato, nell’ambito di questa attività che le  zone più a rischio sono i posti in cui c’è maggiore aggregazione di persone, durante l’estate, quindi, la litoranea, vicino le spiagge, luoghi non custoditi dove la gente lascia l’auto per ore ma anche nei parcheggi dei centri commerciali, soprattutto nelle ore di maggiore affluenza proprio sotto gli occhi di centinaia di persone. “E’  inevitabile che questo avvenga per la legge dei grandi numeri- dice la Polizia- ma così come abbiamo affrontato un piano per il ritrovamento delle macchine così nell’ultima parte dell’estate sono state più battute alcune aree dove poi pian piano ora sono diminuiti furti” . Ma che fine fanno le auto rubate? Essenzialmente vanno a rimpinguare il mercato parallelo dei pezzi di ricambi, anzi sarebbe più corretto definirlo “il mercato nero”. Se le indagini portano rapidamente ad individuare l’auto rubata il legittimo proprietario probabilmente avrà la fortuna di vedersela restituire intatta ma se le indagini richiedono più tempo diminuiscono le possibilità che l’auto faccia ritorno integra. Piuttosto il titolare se la vedrà recapitare cannibalizzata.  Oggi, tuttavia, per contrastare questo mercato nero dei pezzi di ricambio, ci sono degli strumenti che consentono di risalire ad alcune parti della macchina rubata, ci sono dei codici che  permettono agli ufficiali di polizia  di approfondire gli accertamenti. Si fanno controlli accurati sulle vetture ma anche in quei luoghi che possono rappresentare il mercato di scambio, le officine “fai da te”. A Brindisi ve ne sono parecchie di officine fai da te a cui la gente si rivolge per risparmiare sui costi di riparazione rispetto a quelle  autorizzate la cui attività è già di per sé monitorata e soggetta ai controlli di polizia, controlli che vengono eseguiti storicamente anche dalla stradale che  ha delle attività di controllo specifico in questo campo, i titolari lo sanno. Diverso è per  i meccanici fai da te che invece alimentano il mercato nero e la ricettazione richiedendo i pezzi di cui hanno bisogno.   La Polizia di Brindisi ha le idee molto chiare su come si muove questo mercato e sono in corso le indagini per individuare possibili sodalizi dediti proprio a questa attività, a questo proposito c’è una stretta collaborazione, non certo casuale, con la polizia di Mesagne e Ostuni.

Lucia Pezzuto per Il7Magazine

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