D’Onofrio (Pd): “L’apertura di Upim un segnale di fiducia, anche per il nostro centro”

INTERVENTO – “La nuova apertura dell’Upim nel centro di Brindisi, a mio avviso, rappresenta un segnale di fiducia importante in questo periodo storico difficile per tutti. Dal punto di vista personale la riapertura dopo qualche decennio dello store della catena italiana aiuta a ripercorrere bei ricordi e schiarisce la memoria di momenti indelebili. Non posso trascurare però un dato oggettivo da cui partire per una più ampia riflessione. In questi anni di consiliatura, abbiamo affrontato ciclicamente innumerevoli discussioni sul futuro del centro cittadino e delle sue prospettive di sviluppo. I toni, purtroppo, sono stati accesi e il confronto ha lasciato spazio, troppo spesso, a speculazioni politiche che nulla avevano a che fare con le criticità che si aveva in animo di affrontare e risolvere. Il dibattito intriso di polemica sterile e miope si è, ahimè, sempre limitato a colpevolizzare i rispettivi interlocutori utilizzando anche becere argomentazioni con il risultato di confondere la maggior parte dell’opinione pubblica che di solito non è a conoscenza di tutti i dettagli per fare una valutazione indipendente.
Questo ha permesso, nel breve periodo, a tutti gli attori coinvolti, forti delle loro deduzioni, di deresponsabilizzarsi davanti ad una problematica importante come la crisi del commercio nel centro cittadino. Per la vicenda della chiusura di Pittarosso, per fare un esempio, qualcuno ha voluto individuare ingiustamente la responsabilità nell’amministrazione comunale, quando le cause erano altre e riguardavano problemi societari che hanno avuto ripercussioni su tutto il territorio nazionale.
Non sta a me dare giudizi, ma credo che questi tipi di atteggiamenti ripetuti ad ogni occasione, alla fine, abbiano danneggiato la credibilità di tutti.
Nelle ultime settimane, invece, ho avuto modo di apprezzare come il centro cittadino di Brindisi sia diventato di nuovo attrattivo con l’apertura, oltre che di Upim, di una elegante profumeria, di un nuovo ristorante, di una pelletteria ed anche il rinnovo di diverse attività esistenti rappresentano una rassicurante testimonianza. L’importanza di questi nuovi investimenti è doppia poiché, considerando il momento economico difficile, la sfida è sicuramente faticosa ma stimolante e neppure gli atti deprecabili e ingiusti di qualche delinquente devono far perderci la fiducia nel futuro.
In conclusione, sono certo che continuando ad insistere ed investendo sul miglioramento dei servizi offerti dall’Amministrazione comunale, dalle associazioni di categoria e con la collaborazione del Distretto Urbano del Commercio, il tessuto commerciale del centro cittadino potrà raggiungere obiettivi di tutto rispetto”.
Giampaolo D’Onofrio,
capogruppo del Pd

3 Commenti

  1. Fare riemergere le attività nella città non può che incrementare, fortificare ed apportare ricchezza all’interno del nostro territorio

  2. Per rinvigorire il commercio del centro bisognerebbe diversificare sul piano merceologico. Non serve aprire altri negozi di abbigliamento che chiudono dopo pochi mesi o pizzerie. Inoltre valorizzare l’ex cinema Di Giulio,la piazza mercato,favorire arte, cultura e turismo.

  3. Caro dottor D’Onofrio, condivido ed apprezzo il suo intervento che trovo equilibrato. A proposito di criticità voglio ancora una volta sottolineare l’assoluta esigenza di parcheggi in centro (dico proprio in centro, non vicino al centro). Questo compito spetterebbe e sarebbe spettato all’amministrazione comunale, almeno nella progettualità e non per forza nella realizzazione. Ma qui gli anni passano e su questo punto si continua a nicchiare. Questo non è un problema solo legato al commercio, ma all’essenza stessa del concetto di centro. Cosa vogliamo mettere in quella che per i nostri avi era la terra consacrata dal sulcus primigenius? Il commercio? I residenti? Gli uffici? I divertimenti? O un buon equilibrio di tutto ciò? Come fa ad essere attrattivo, in un futuro speriamo prossimo, un centro che si sia privato del commercio (che già deve lottare con la forza dei centri commerciali ed il mercato on line come un novello Davide contro Golia) e dei suoi residenti, risultando spoglio e decadente? Nessuna amministrazione degli ultimi anni, con l’eccezione della giunta del compianto Sindaco Mennitti, si è occupata di questo aspetto. Ma ancora non basta. Inutile gonfiarsi come pavoni, gridando al mondo che Brindisi è stata capitale d’Italia, se non riusciamo neanche ad essere leader di una piccola provincia. Ci vuole progettualità. Una cosa che la politica ha perso ed i risultati si vedono. Bisogna lavorare con la prospettiva della città del domani. Non possiamo ormai soltanto considerare quello che succederà oggi o al limite fino alla fine del proprio mandato. Abbiamo bisogno di amministrazioni coraggiose. Che col dialogo facciano ritornare ai cittadini tutto quello che la città offre. Siamo stanchi di avere solo portoni chiusi, un lungomare che potrebbe essere di chilometri (in Italia unico nel suo genere) spezzettato in piccoli tratti. Facendo un paragone calcistico a Brindisi abbiamo una squadra che gioca in difesa e fa catenaccio. Pur essendo sotto di 6 gol. Come se fossimo contenti di limitare i danni. Quando avremo una giunta d’attacco?
    Dott. Giancarlo Romano

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