Il 70 per cento degli studenti brindisini boicotteranno le prove Invalsi, Uds: “Pronta una vertenza contro i provvedimenti disciplinari”

BRINDISI- Il  70 per cento degli studenti di Brindisi hanno deciso di boicottare le prove Invalsi. Una battaglia dell’Unione degli studenti contro i docenti e i presidi che mettono in atto azioni che gli studenti definiscono repressivi e di ritorsioni.

 “Abbiamo sempre boicottato le Prove Invalsi- scrive Gianmarco Palumbo, coordinatore provinciale Uds- perché siamo fermamente convinti che esista un altro modo di insegnare e valutare. La strategia didattica del “teaching to test”, che noi denunciamo da sempre che è promossa dal modello invalsi, si è rivelata, dati alla mano, inefficiente: l’accesso alla conoscenza, infatti, non è come una transazione bancaria di nozioni!
Inoltre le Invalsi sono costose (realizzarle costa al MIUR 14 milioni l’anno) e appiattiscono le differenze di metodi e tempi di apprendimento che ognuno di noi ha, limitando il tutto a dei semplici test a crocette.”

 L’Unione spiega che quest’anno il 70% degli studenti della provincia ha deciso di boicottare, nonostante tutto e tutti. “Se negli scorsi anni- si legge nella nota- assistevamo a casi limitati e circoscritti di repressione e ritorsione da parte di docenti e dirigenti nei confronti degli studenti che si opponevano ad un’attività integrativa, quale lo svolgimento delle prove, al pari delle gite (e quindi non obbligatoria), quest’anno in più scuole le insistenti minacce sono diventate provvedimenti disciplinari. Crediamo, infatti, che quest’ondata repressiva nasca dall’approvazione legge 107 (La Buona Scuola), che fa del modello invalsi il suo paradigma di didattica e valutazione, spingendo a moltiplicare l’utilizzo di verifiche simili ai test invalsi, e, nel momento in cui un docente o uno studente si oppone allo svolgimento, legittima il preside-sceriffo a infliggere sanzioni, anche quando queste si scontrano con la libertà d’insegnamento (tutelata dal 33esimo articolo della nostra Costituzione) e con la libertà di espressione pacifica delle proprie scelte (come dichiara Lo Statuto degli Studenti e delle Studentesse).Abbiamo scritto delle vertenze che consegneremo nei prossimi giorni all’Ufficio Scolastico Provinciale e ai Dirigenti delle scuole dove sono stati presi provvedimenti illegittimi e illegali.”

BrindisiOggi

 

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