Finalmente Cillarese

BRINDISIMigliaia i brindisini che hanno partecipato a quella che il primo cittadino ha definito “una piacevole passeggiata” che da porta Thaon De Revel, aperta per la prima volta dopo settantanni, ha condotto lungo l’area dell’Arsenale militare a via Provinciale per San Vito e poi dentro il Parco del Cillarese per un simbolico taglio del nastro retto da alcuni dei tantissimi bambini che fino a tardi hanno poi scorrazzato nel grande polmone verde.

“Ci sono voluti dieci anni ma alla fine abbiamo restituito a Brindisi e ai brindisini un pezzo della città che è loro” ha detto il sindaco Mimmo Consales ricordando che il via al progetto si diede con un primo stralcio di lavori esecutivi 2001-2003 del costo di 1.264.313 euro e un secondo 2010-2013 del costo di 2.592.565 euro.

Gli hanno fatto eco il commissario della Provincia di Brindisi, Cesare Castelli, che ha aggiunto “Questo parco è di tutta la provincia brindisina, anche se non da vostro concittadino sono orgoglioso di aver presenziato a questa importante momento”. E ancor più toccanti sono state le parole dell’ammiraglio Diego Martini, comandante della Marina Militare a Brindisi: “E’ solo la prima volta che apriamo porta Thaon De Revel alla città, perché la Marina Militare non vuole invadere Brindisi ma la vuole vivere insieme a voi. Abbiamo 3 mila uomini fra noi che sono brindisini noi siamo nel tessuto connettivo di questa città”.

Insieme a loro hanno preso parte l’assessore regionale all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, l’assessore regionale al Lavoro, Leo Caroli, l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni Domenico Caliandro, la deputata mesagnese Elisa Mariano, il prefetto di Brindisi, Nicola Prete e  l’intervento straordinario del commissario prefettizio, Bruno Pezzuto determinate per l’iter del secondo stralcio di interventi.

Il prefetto Nicola Prete ha posto l’accento sul bene di interesse comune ai cittadini: “Godetevelo è vostro e difendetelo da atti vandalici“.

Ma importante è stata la presenza dell‘assessore all’Ambiente Nicastro con il quale si è ricordato come questo nuovo polmone verde della città derivi dalla dismissione in un’area industriale, i capannoni dell’ex Saga che bonificati verranno anche’essi restituiti alla città. Ha chiarito meglio la condizione di questi ultimi il sindaco stesso “Sono stati totalmente bonificati non vi resta traccia di amianto è solo cemento. Siamo solo al trenta percento dell’opera mancano tante cose nel parco e anche i capannoni verranno sistemati e utilizzati come contenitori culturali e attrattivi anche per i turisti“.

Il Parco verrà intitolato al 19 maggio in memoria del tragico attentato alla scuola Morvillo Falcone dove ha perso la vita la giovane studentessa Melissa Bassi e in onore a quel sentimento di riscatto che ha caratterizzato quest’ultimo anno brindisino.

La serata è poi proseguita con l‘intrattenimento del’orchestra del Liceo Musicale “Simone” di Brindisi, compagnia artistica Opopo, la Cooperativa Thalassia e il gruppo musicale Cotton Club.

Carmen Vesco

6 Commenti

  1. Parco stupendo. Un pò troppe stradine, soprattutto è demenziale il percorso della strada dei Pittachi che avrebbe potuto essere più corta e meno invasiva nella “Valle dell’Eden”.

  2. Il parco è bellissimo ma mi sembra un orrore aver permesso alle auto di entrare e parcheggiare all’interno

  3. Mi auguro che questo parco possa rimanere un fiore all’occhiello della nostra Città. Nella speranza che il solito manipolo di vandali e maleducati rimanga lontano da questa magnifica struttura. vai avanti così Mimmo……….

  4. Sindaco sei grande vai avanti così i cittadini sono tutti con te e non con l’opposizione che anno portato fino ad ora Brindisi in dietro di trenta anni.

  5. Belli, belli i parchi che si stanno completando, belle le rotatorie che si stanno addobbando, ma sono punti isolati a differenza di interi viali o quartieri che invece vengono trascurati. Spero di ricevere una risposta dal Sindaco o dal comandante della polizia municipale ad una mia email riguardo la pericolosità di rami di alberi mai o troppo raramente potati alti non più di 1,50 metri da terra e sporgenti sulla strada (es. v.le Unione Sovietica). E se un motociclita ci urta la testa?

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