Inceneritore, le Mamme No al Carbone scrivono a Castelli: “Nessuna autorizzazione all’impianto”

BRINDISI– L’inceneritore per i rifiuti industriali e pericolosi spaventa anche le Mamme del Movimento No al Carbone che  preoccupate scrivono al commissario prefettizio della Provincia di Brindisi Cesare Castelli.

“Abbiamo appreso con grande preoccupazione che il Consorzio ASI ha chiesto di affidare la Piattaforma Polifunzionale alla multinazionale Termomeccanica spa e che è stato avviato il procedimento relativo all’istanza di autorizzazione per riattivare il termodistruttore di rifiuti industriali speciali pericolosi e ampliare la discarica di rifiuti pericolosi nella zona industriale di Brindisi”.

Le Mamme del Movimento No al Carbone fanno riferimento all’annuncio del presidente dell’Asi Marcello Rollo di riattivare inceneritore previo rilascio delle autorizzazioni di impatto ambientale.  

Gli studi dimostrano dicono le Mamme che “nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori sono stati segnalati da numerosi studi effetti avversi sulla salute. Fra questi ultimi si annoverano:  incremento di  malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’infanzia. Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro: segnalati aumenti di cancro a fegato, laringe, stomaco, colon-retto, vescica, rene, mammella. Particolarmente significativa risulta l’associazione per cancro al polmone, linfomi non Hodgkin, neoplasie infantili e soprattutto sarcomi, patologia “sentinella” dell’inquinamento da inceneritori”.

L’inceneritore nella zona industriale di Brindisi inciderebbe in modo negativo sulla salute dei cittadini aprendo scenari pesanti e pericolosi.

“Poco ci tranquillizzano le dichiarazioni dell’ASI che l’impianto sarà dotato di filtri che ridurranno le sue emissioni del 30%, dato che comunque il restante 70% andrà ad aggravare il peso ormai insostenibile 

delle emissioni inquinanti delle industrie presenti nel territorio di Brindisi a ridosso della città. È necessario sottolineare a tal proposito che non esistono filtri in grado di trattenere le cosiddette nanoparticelle

 di dimensione compresa tra 2 e 100 nm: gli unici filtri in grado di trattenere queste particelle saranno le cellule dei nostri bambini!”.  

Non ci sono rassicurazioni che tengono per questo motivo le Mamme chiedono l’intervento di Castelli affinché non rilasci le autorizzazioni necessarie all’inceneritore e non si assuma la responsabilità di aver danneggiato la salute dei suoi cittadini.

BrindisiOggi

 

9 Commenti

  1. Il vero inquinamento di Brindisi è stato il menefreghismo di tutti, Mamme comprese, nell’ aver lasciato ai grandi colossi tutta la libertà di operare in modo sregolato per due decenni come minimo. Poi sono arrivate le leggi sull’ ambiente e da allora nessuno fà più scemenze, tanto che studi di Legambiente del 2011 annoverano Brindisi al 78° posto (su 83 città campionate) per valori di NOx (tra i più bassi) e sempre da tali studi viene fuori che Brindisi non ha mai sforato i limiti di legge per ciò che attiene le PM 10 e le PM 2,5! E non mi dicano le Mamme che Legambiente difende l’ industria, sti dati sono la controprova che la legge si osserva e come!

  2. comunque il presidente rollo lo ha ribadito se il progetto è conforme alle leggi attuali nn saranno 4 ambientalisti che potranno impedire l’investimento lo sviluppo e l’occupazione inoltre il parere che sara’ espresso dai tecnici sara’ esclusivamente di prescrizioni che è quello che prevede la legge dell’aia quindi poi se ci saranno qs prescrizioni sara’ l’azienda a valutare se economicamete si possono effettuare o no e nn saranno certo gli ambientalisti a sostituirsi alla legge ed alle istituzioni atrimenti in procura ci andremo noi e chi ha sbagliato paghera’

  3. Rispondo a Ciccio. E’ chiaro che alle Mamme non importa un fico secco di che fine faranno le trenta unità (alle quali aggiungerei tutte quelle che senza sto progetto non lavoreranno come indotto), del resto nè loro nè i colleghi ambientalisti hanno mai speso una sola parola sui lavoratori, se non le solite stupidaggini, le stucchevoli frasi di vicinanza e solidarietà che risuonano come un vecchio disco rotto. Ma il punto qui è un altro. Perchè le signore prima di aprire bocca mi devono PORTARE STE BENEDETTE PROVE di inquinamento! Nella loro cronaca di parte della conferenza stampa di Rollo dell’ ASI si son permesse di mettere in discussione tutto. E va bene cosi’, ragionano per partito preso scaricando come prove carenti gli argomenti messi sul tavolo; tutte carte ufficiali, che portano firme di Crabinieri, Magistrati, ARPA, Min. Ambiente! Il loro bla bla bla invece quali prove porta? Nessuna. Niente di niente. E fanno leva sul Commissario Castelli per ottenere in maniera irrituale un premio alla loro “battaglia”. Stavolta il burattinaio Rossi le ha consigliate male, questa minaccia ai danni di un istituzione è un CALCIO IN CULO alle regole e al metodo che da sempre riguardano la prassi di un istituzione. Una caduta di stile senza precedenti, che rappresenta solo la vittoria dell’ anarchia, del sospetto verso gli enti e della pochezza di questi movimenti anti-lavoro

  4. sono stupito dalle dichiarazioni scritte sulla lettera indirizzata ad un commissario prefettizio con il tentativo intimidatorio di responsabilita’ inesistenti … nn sono qs gli ambientalisti che io vorrei gente che strumentalizza tutto e tutti fare gli ambientalista per me’ significa costruire gli impianti a norma di legga e seguirne dopo il loro utilizzo tramite commissioni di controllo dove vedono seduti ad un tavolo quegli ambientalisti che vogliono il rispetto delle norme ambientali e non quelle persone impreparate tecnicamente che l’unica parola che sanno dire è un no a tutto inoltre oltre all’ambiente cè il discorso dell’occupazione …. anche io se avessi un bel posto di insegnante e di impiegato comunale o dir si voglia mi iscriverei a movimenti dove l’unico scopo è quello di avere rilevanza politica .

  5. Ciao Dario, vedo che sei una persona concreta ed informata, complimenti! Vorrei incontrarti per approfondire l’argomento ,visto che c’è’ troppa confusione in materia Ambientale.

  6. Una lettera al Commisario è UN CHIARO E INEQUIVOCABILE TENTATIVO DI INFLUENZARE LA COMMISSIONE! Qui siamo nel territorio sbagliato, stavolta l’ hanno fatta grossa; mai sentita una cosa del genere. E poi: “non si assuma la responsabilità di aver danneggiato la salute dei suoi cittadini”????? Ma che mi significa sta cosa? Che c’ entra il Commissario o la Commissione con tutto ciò? Come dire: di tutte le persone che si sono ammalate, la colpa non è di chi ha inquinato lavorando in maniera selvaggia e incontrollata, magari fuori legge, ma è di chi ha rilasciato l’ AIA!!! Davvero dei geni, non c’ è che dire..

  7. Io vorrei che queste mamme, che bene fanno ad attivarsi per i loro figli, avessero meglio presente la faccenda di queste polveri delle quali si mostrano essere “sapute”. Se sono cosi’ informate come dicono, andrebbero immediatamente dal sindaco a chiedere un piano di monitoraggio preciso sui danni che le automobili, tra le quali vi sono anche le loro, producono. Come si può buttare sempre fango su tutta l’ industria e non sapere che cosa sputano in aria i motori dei mezzi di locomozione? Un miliardo di studi ha mostrato l’ enorme impatto ambientale provocato dal particolato e dal CO emessi dalle automobili, di gran lunga superiore a quello di dieci, cento inceneritori di media taglia (media taglia significa almeno 150.000-200.000 T/anno di rifiuti trattati, quello in questione ne tratta si e no 20.000). Si vadano a leggere gli studi, attendibilissimi, delle compagnie di Tabacchi che pubblicano i dati relativi alle “emissioni” da fumo: studi dimostrano che una sigaretta emette da 15 a 80 mg di Particolato e da 12,56 a 135,65 mg di CO (US EPA/600/6-90/006F, Respiratory Health Effects of Passive Smoking). Un tipico inceneritore di rifiuti emette in atmosfera circa 200.000 mc/h di fumi depurati per complessivi 0,2 kh/h di Particolato e 1 kg/h di CO; se tale impianto serve una popolazione di 1.000.000 di abitanti, dei quali il 20% sono fumatori e fumano una media di 1 sigaretta/ora, si ha una produzione di particolato compresa tra 3 e 15kg/h e tra 2 e 22 kg/h di CO! Come se ci fossero altri due e passa inceneritori in zona! Dell’ acrilonitrile (cancerogeno) si sa invece che viene immesso in atmosfera nella misura di circa 4,5 T/a per il fumo di sigaretta contro 1,8 T/a delle industrie che lo utilizzano! Stesso discorso per il cresolo (isomeri) dove l’ apporto del fumo di sigaretta è di 5,89 T/a. Si consideri che le emissioni delle industrie sono severamente regolamentate e sottoposte a restrizioni mentre l’ emissione da fumo di sigaretta è SEMPLICEMENTE IGNORATA! Passiamo al benzene (cancerogeno); il limite massimo stabilito dalla legge nell’ambiente “outdoor” è di 10 mg/m3. Una sola sigaretta ne emette dai 12 ai 480 mg. Dati sperimentali insospettabili (Reynolds) dimostrano che in un ambiente di 45 m3 con un ricambio d’aria di 0,1-0,15 volumi/ora, fumando solo 6 sigarette si raggiungono valori di benzene compresi tra i 27 ed i 35 mg/m3, cioè da 2,7 a 3,5 volte il limite di legge! Non annoierò le mamme con altri numeri noiosi, ma se pensano che malattie e malformazioni siano solo l’ effetto dell’ industria chimica, sono completamente fuori strada. Perchè le sorgenti di inquinamento sono molteplici e variegate, ma la maggiorparte di queste non essendo controllate e regolamentate, vengono spesso ignorate.. Sarei felice di vedere del vero attivismo, che si batta a 360° e non sempre i soliti ritornelli contro questa o quella fabbrica. Andate negli uffici comunali e sentite che bell’ odorino di fumo, nonostante i divieti! Manifestate, ma manifestate con coerenza e giudizio e non solo con chi vi sta antipatico per natura.

    • Dario , hai espresso con le giuste parole e con “dati alla mano” quello che è esattamente il mio pensiero. bravo

  8. E questa sarebbe responsabilità? Questo è un atteggiamento oltremodo scorretto, non è ammissibile scrivere al Responsabile di un Ente la cui Commissione tecnica è chiamata ad un compito delicato come la disamina di uno studio per il rilascio di un autorizzazione in materia ambientale. Influenzare la condotta di un Dirigente o di una Commissione è un comportamento al limite della legalità! Che facciano le loro valutazioni in maniera tecnica e non suggestionando il pensiero di tecnici preposti. E’ come se io scrivessi a un giudice consigliandogli che sentenza attuare.. Da questo modo di fare indegno si evince la loro sfiducia verso le istituzioni e gli organi preposti, un gioco sporco che non le porterà a nessun risultato. Tanto più perchè un Commissario di un ente non ha nessuna voce in capitolo, essendo la faccenda puramente di natura tecnica. Pensino, per la salute dei loro figli, a dar la caccia ai veri INQUINATORI della città, non mi vengano a dire che non sanno chi sono! Ma da quelli non vanno, preferiscono far la guerra a chi già sta col culo a terra.. Complimenti vivissimi

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*