La morte di Giulia scuote i nostri ragazzi, la toccante riflessione di Vittoria: “Mamma avevi ragione tu”

BRINDISI – L’uccisione della giovane Giulia Cecchetin di soli 22 anni ha sconvolto l’Italia, l’ennesima donna ammazzata: la 105sima dall’inizio dell’anno ad oggi. Una vera e propria strage, in queste ore la politica, le istituzioni e le associazioni si stanno interrogando su cosa bisogna fare per fermare questa ondata di violenza. La proposta è di mettere in atto azioni concrete per prevenire tanta ferocia. Serve una rivoluzione culturale che parta dall’infanzia. Si chiede così un’alleanza alle famiglie e alla scuola. E la scuola con i suoi ragazzi ha inteso reagire. Sono tante le iniziative che si stanno susseguendo in questi giorni, momenti di riflessione ma anche di incoraggiamento. Per questo abbiamo deciso di pubblicare questo pensiero di Vittoria Savina, giovane studentessa della classe VA del Liceo Classico Benedetto Marzolla di Brindisi. I giovani devono essere ascoltati.
“Non temere mamma, mi vuole bene davvero.  Non temere mamma, mi riempie di regali e attenzioni. Non temere mamma, è un ragazzo serio e diligente. Non temere mamma, lui mi fa sentire sempre al sicuro. Non temere mamma, dice che sono la persona più importante che ha. Non temere mamma, ha abbandonato tutti i suoi amici pur di rimanere solo con me. Non temere mamma, mi scrive messaggi ossessivamente perché ha piacere di sentirmi. Non temere mamma, quando non sono con lui mi videochiama sempre perché ha voglia di vedermi. Non temere mamma, mi ha isolata dal resto del mondo perché diceva che non gli dedicavo abbastanza tempo, adesso ci vediamo ogni giorno, tutto il giorno. Non temere mamma, l’altro giorno mi ha urlato contro ma era colpa mia, non ho risposto subito ai suoi messaggi. Non temere mamma, mi ha tirato uno schiaffo ma era colpa mia, io l’ho fatto innervosire. Non temere mamma, mi ha espresso sinceramente le sue scuse piangendo perché era dispiaciuto e io gli credo, mamma. Non temere mamma, dopo qualche giorno dalle sue scuse mi ha tirato un pugno, adesso ho l’occhio violaceo ma tranquilla, mamma, dopo si è subito scusato.  Non temere mamma, è solo un momento no tra di noi, io e lui ci amiamo infinitamente. Non temere mamma, domani ci vediamo per parlare riguardo la nostra situazione. Non temere mamma, vuole solo chiarire. Ho paura mamma, sta alzando la voce un po’ più del solito. Ho paura mamma, mi ha colpito un po’ più forte del solito adesso. Ho paura mamma, lui non si ferma e io grido dal dolore ma lui, lui non sembra dispiacersi. Ho paura mamma, respiro a fatica e la vista si sta offuscando. Ho paura mamma, non so dove mi sta portando. Ho paura, mamma, non riesco più a difendermi.
Addio, mamma, avevi ragione tu”.

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