La Provincia chiede danni per mezzo miliardo di euro a Enel

BRINDISI-Sarà uno degli ultimi atti della giunta Ferrarese, non solo prima dello scioglimento dell’ente, ma anche  prima di possibili dimissioni anticipate, che ormai sembrano essere dietro l’angolo. Si tratta di un atto eclatante, un modo per difendere il territorio, ma forse anche per dimostrare a chi lo ha sempre accusato di conflitti d’interesse con Enel, che lui davanti a certe questioni mette da parte i rapporti personali. Ferrarese chiede alla sua giunta di far costituire la Provincia parte civile nel processo contro i dirigenti e il suo esecutivo da il via libera. La giunta questa mattina ha infatti approvato la delibera  di costituzione di parte civile nei confronti dei dirigenti dell’Enel rinviati a giudizio nel procedimento penale relativo ai reati ambientali perpetrati sul territorio, in riferimento all’inquinamento delle polveri di carbone lungo il nastro trasportatore nell’aria e sui terreni. Non solo, ma la Provincia  citerà in giudizio anche la stessa Enel Produzione, in qualità di responsabile civile, per i fatti commessi dagli imputati e propri dipendenti, relativamente al risarcimento dei danni di immagine, ambientali, alla salute, alla perdita di chance per il territorio e per altri eventuali e potenziali voci di danno  patrimoniali e non subiti dalla Provincia  e dai cittadini. La richiesta di risarcimento danni dell’ente di via De Leo ammonta a 500milioni di euro,mezzo miliardo,  questa, seconda la giunta, la somma che Enel e dirigenti dovranno restituire ai brindisini, oltre alle maggiori somme che dovessero risultare accertate a seguito dei procedimenti giudiziari.

L’esecutivo ha dato mandato all’avvocato Rosario Almiento di rappresentare legalmente la Provincia in sede giudiziaria e di portare avanti la richiesta di costituzione di parte civile e l’azione risarcitoria. Azione possibile secondo Ferrarese e la sua giunta, perché è infondata la notizia che l’accordo di programma sulle bonifiche prevede l’esclusione di qualsiasi richiesta dei soggetti firmatari ad azioni risarcitorie, quella riguarderebbe solo la falda acquifera e non inquinamento  di polveri di carbone in atmosfera  e sulle cose. La prima udienza del processo contro i 13 dirigenti Enel e i due titolari delle aziende che operavano sul nastro trasportatore di Cerano è stata fissato per il 12 dicembre.

Lucia Portolano

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*