Lite tra squillo per un posto all’ombra, arrivano i carabinieri

LATIANO – Il caldo, il sole, l’afa sono tutti fattori che contribuiscono a far aumentare lo stress sul posto di lavoro. La cosa è, probabilmente, anche scientificamente provata ma, in realtà, non ci sarebbe neanche bisogno di ricorrere a dotti accademici per asserire che col caldo si è più intolleranti e meno disposti a sopportare quello che, di solito, si sopporta. Se si è costretti a lavorare all’aria aperta, poi, col sole che picchia forte, il disagio aumenta e una scintilla può scatenare un incendio. Fortunatamente, quanto accaduto stamattina a Latiano si può tranquillamente derubricare a un fuoco di paglia: due prostitute, provenienti probabilmente dall’Africa sub sahariana, sono venute alle mani, intorno alle 12.30, per motivi legati, quasi sicuramente, al posizionamento reciproco lungo la complanare della strada statale 7, nei pressi dell’uscita Latiano Ovest, punto di raccolta per molte professioniste del sesso.

Con grossa probabilità, le due hanno litigato perché troppo vicine tra loro: se non si rispetta una distanza minima, infatti, si rischia di pestarsi i piedi a vicenda e di rubarsi i clienti. L’afa e il caldo, però,  costringono le signorine a trovare uno stallo all’ombra, presente a macchia di leopardo, lungo la complanare. Le due chiazze di fresco scelte dalle due colleghe devono essere state troppo vicine e, inevitabilmente, è partito lo scontro: prima verbale, con insulti lanciati da un’oasi all’altra, finché non  si è arrivati a menar le mani. Il tutto, fortunatamente, è durato pochi minuti: qualcuno, non è chiaro se passante, cliente o collega delle due litiganti, ha chiamato il 118 per via di alcuni graffi riportati dalle duellanti nello scontro. Insieme ai paramedici, sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Latiano che, armati di santa pazienza e buone maniere, hanno condotto a più miti consigli le litiganti, facendole ragionale e riportando calma e pace sulla complanare.

Lavorare en plein air, sotto il sole e l’afa di questi giorni, è una dannazione. Le categorie che, loro malgrado, sono costrette a sopportare più di altre i nefasti effetti del solleone sono quelle che lavorano all’aperto e le professioniste del sesso rientrano a pieno titolo in questa fascia al pari di agricoltori, muratori e affini. Speriamo che il preannunciato maltempo delle prossime ore possa contribuire a raffreddare i bollenti spiriti che albergano nelle signorine in servizio nei paraggi di Latiano. Il fenomeno della prostituzione in strada, scherzi a parte, è molto serio e investe le periferie della provincia in maniera massiccia: appena fuori dal centro abitato di ogni paese del brindisino ci sono una o più zone frequentate dalle prostitute, dai loro clienti e dai loro sfruttatori.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ragazze giovanissime provenienti, prevalentemente, dall’Africa sub sahariana ma stanno prendendo piede anche le ragazze dell’est Europa che arrivano in Italia allettate da promesse di lavoro che svaniscono nel nulla e si ritrovano, invece, sbattute in una strada sperduta a battere per il pappone di turno. Le frontiere si stanno aprendo anche per le donne cinesi: sempre meno rari, infatti, sono gli avvistamenti di ragazzine con gli occhi a mandorla nelle “zone rosse” delle periferie degradate.

Per una volta, il moralismo e il perbenismo andrebbero messi da parte e bisognerebbe puntare il dito, quello che di solito indica la prostituta, contro noi stessi: se ci sono le signorine è perché ci sono i clienti. La legge della domanda e dell’offerta, ancora una volta, si dimostra infallibile e incontrovertibile.

Maurizio Distante

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