L’ultimo saluto a Piero con il canto degli amici e il suono della chitarra

SAN VITO DEI NORMANNI-Ci sono proprio tutti a salutare Piero Loparco. C’è la sua famiglia, c’è don Andrea, che celebra la messa, ci sono gli amici del gruppo giovani della chiesa madre e i colleghi di facoltà, conosciuti poco tempo fa, all’inizio delle lezioni di ingegneria del Politecnico di Bari. Piero è in una bara di legno chiaro, quasi bianca. In fondo aveva appena 18 anni quando è morto, domenica scorsa, in un incidente mentre tornava a casa, a San Vito, dopo una serata in compagnia a Brindisi.

«Siamo qui con gli occhi rivolti verso il cielo pasquale, quello della resurrezione, come una sola chiesa – dice un commosso don Andrea – e così ci ritroviamo come famiglia, come comunità, come scuola, come amici, come cittadini. Sentiamoci uniti vicino a Piero intorno alla resurrezione di Cristo».

Nella chiesa, gremita con tantissimi che ascoltano l’omelia e pregano in piedi, regna un innaturale silenzio. Le parole di don Andrea rimbombano come se non ci fosse nessuno. «Nella mia preghiera – prosegue il sacerdote – c’è la preghiera di tutti. In queste parole vorrei che sentiste tutto l’amore di Dio per i suoi figli, per Piero che ha voluto a sé così presto».

Gli amici del gruppo giovani leggono, con la voce rotta dalle lacrime, delle preghiere in cui raccomandano Piero alla misericordia del Signore e gli chiedono di non dimenticare chi resta. Dopo la benedizione del feretro, la bara quasi bianca viene portata fuori dalla chiesa, accompagnata dalla famiglia del giovane e dagli amici che, chitarre alla mano, cantano a squarciagola. . Ad aspettarlo fuori, sotto l’ancora caldo sole del pomeriggio, due ali di palloncini bianchi, lasciati librare in aria al suo passaggio. Un lungo applauso gli viene tributato come ultimo, estremo, saluto.

Ora è tempo di andare, per Piero. Una piccola sosta per farsi salutare ancora da tutti, per imprimere indelebilmente il suo sorriso nelle menti di chi gli ha voluto e gli vuole bene e poi via, bisogna partire. L’ultima scena sembra proprio quella di una partenza: il dolore della separazione è immenso ma si percepisce la speranza del ricongiungimento che un giorno avverrà. Fosse così, le parole consegnate alla famiglia di Piero e ai suoi amici da don Andrea devono aver fatto breccia nei cuori. Intanto, da lassù, Piero aspetta paziente.

 Maurizio Distante

2 Commenti

  1. Ciao Piero,
    la celebrazione di ieri urlava dolore e voglia di giustizia per un destino atroce che in 10 mesi si è portato via prima tuo cugino Domenico incappato in un incidente di montagna e poi te, giovane figlio della nostra terra.

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