Malcontento in Confindustria, dopo la cacciata del presidente molti imprenditori pensano di lasciare

 BRINDISI – Confindustria potrebbe perdere qualche pezzo dopo la cacciata del presidente Patrick Marcucci. Malcontento tra molti imprenditori brindisini che starebbero valutando la possibilità di lasciare l’associazione degli industriali e di non rinnovare la propria iscrizione. La vicenda della destituzione di Marcucci non è ancora chiara, nulla è stato fatto trapelare neanche tra gli iscritti, che sono coloro che sostengono l’associazione e votano il presidente. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto Marcucci per meritare un provvedimento simile e nello stesso tempo l’ombra delle sue parole, che annunciano che il suo licenziamento è arrivato pochi giorni dopo la sua proposta in giunta di tagli a stipendi e consulenze, oscurano questa scelta.  L’unica cosa che si conosce è che il presidente è stato mandato via su decisione dei probiviri in quanto “avrebbe violato le norme del sistema e  con il suo comportamento avrebbe violato il codice etico dei valori associativi di Confindustria”. Insomma avrebbe fatto qualcosa di eticamente sbagliato tanto da meritare questa sanzione. I ben informati in Confindustria dicono che su di lui era stata aperta un’istruttoria durata due mesi.

Ma molti associati non ci stanno a questo metodo. E non pochi potrebbero non confermare l’iscrizione alla scadenza. Da non sottovalutare il danno d’immagine di Confindustria Brindisi in questo delicato momento e la mancanza di una reale guida indebolisce il ruolo e l’autorevolezza dell’associazione sia ai tavoli istituzionali che nei rapporti con le imprese. “Chiediamo maggiore trasparenza, in tutti i sensi – afferma Antonio Roma, titolare della Sir azienda della zona industriale che si occupa anche di lavori portuali – non nascondo che sto valutando l’ipotesi di non rinnovare la mia iscrizione che scade a  giugno”. Roma contesta i metodi poco trasparenti della struttura. “La nostra quota associativa è di 17mila euro l’anno – aggiunge – quando sono stati eletti i rappresentati della commissione Trasporti (e noi ci occupiamo di questo settore) non siamo stati neanche invitati”. Roma non lascia chiuse però tutte le porte: “Ora stiamo valutando e vedremo cosa accadrà con la nuova elezione del presidente – conclude –  Ritengo che si possa ripartire, ma è necessario azzerare tutto. Devono essere gli associati a mostrare la loro volontà e non altri”.

Il pensiero di Roma è condiviso da altri imprenditori che in questi giorni stanno valutando cosa fare. In questa delicata fase per l’Italia, ma anche e soprattutto per la provincia di Brindisi (in crisi ormai da anni) le aziende hanno bisogno di un rappresentate e di un supporto autorevole ai tavoli istituzionali ma anche con le grandi committenze, in vista anche della difficile passaggio alla decarbonizzazione.

BrindisiOggi

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