Mele: un’ora e mezza per motivare le dimissioni, forse si ricandida col Pd, e Forza Italia punta su Carmine Brandi

MIMMO MELE DIMISSIONI (10)CAROVIGNO – Un’ora e mezza di discorso  nella sala del maestoso castello Dentice di Frasso a Carovigno. Fa trovare il cammino acceso e sottofondo musicale.  Inizia il suo discorso e parla per un’ora e trenta minuti circa. Mimmo Mele spara a zero su tutti i suoi vecchi e possibili futuri avversari della prossima campagna elettorale. Sì perché a suo dire se trovasse un accordo col Partito democratico (in seconda fila era presente Corrado Tarantini ndr) potrebbe ricandidarsi a sindaco della città. “Mi sono dimesso perché ormai c’era stata la rottura con alcuni consiglieri di Ncd (Nuovo Centro Destra) a causa di alcuni condizionamenti anche sulla scelta del nuovo presidente per la Riserva di Torre Guaceto. Ormai non avevo più la maggioranza e ho dovuto presentare le dimissioni”. In sostanza, queste le parole di Mele per chiarire ai cittadini di Carovigno il perché ha dovuto fare un passo indietro, a quasi due anni da sindaco.

Dopo il secondo annuncio di dimissioni (il primo c’è stato a maggio 2014), Mimmo Mele, decide davvero di lasciare lo scettro del governo di Carovigno. Il 22 gennaio ha azzerato la Giunta e il 2 febbraio ha presentato le sue dimissioni da sindaco della città. “Le dimissioni indubbiamente fanno notizia – ha detto in apertura del suo discorso – sono state dimissioni sofferte, ma voglio sottolineare che non è una fuga ma bensì un atto di generosità per una città che mi ha scelto e eletto con un progetto politico preciso che guardava al cambiamento a differenza delle ultime amministrazioni”.

Il motto di Mimmo Mele in questa giornata, che segna il suo percorso politico è stata: “La disperazione peggiore per una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile” Corrado Alvaro. Scorre questa frase su un monitor.

“Dopo sei mesi – continua Mele – 5 consiglieri comunali decidono di fare l’Ncd senza consultarmi. Io ho risposto: è finita l’amministrazione comunale’. Io non faccio il leader di Ncd che non mi appartiene e visto che questo passaggio non lo avete discusso con me, ora andate da soli”.

MIMMO MELE DIMISSIONI (9)Mimmo Mele dopo 35 anni di esperienza politica, non solo locale, – è stato sui maggiori quotidiani nazionali anche per altre vicende personali – un anno e mezzo fa è riuscito a farsi eleggere primo cittadino della sua Carovigno. Il piccolo paese a Nord di Brindisi è conosciuto per la buona cucina, per le sue spiagge, ma anche per la Riserva Naturale di Torre Guaceto e la battaglia ambientale per la possibile nascita di un impianto di compostaggio.

Oggi, Mele, prima di arrivare alla motivazione che l’ha spinto a dimettersi, ha fatto una sorta di comizio politico. Ha parlato di quello che ha fatto in un anno e mezzo di lavoro. Ha attaccato i suoi avversari politici, ha parlato ai cittadini.

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Il castello

“La buona politica esiste – ha continuato – Ho fatto tutto in trasparenza. Il mio percorso è iniziato col Pd, con Corrado Tarantino e Marzia Bagnulo. Ancora una volta si è persa un’occasione per far volare questa città. Dal 1988 non ho mai perso una campagna elettorale. In un anno e mezzo abbiamo fatto tante cose: dall’approvazione del Regolamento del Consiglio comunale, che era fermo 1978 all’incremento degli incontri pubblici in città; il nostro castello è ritornato in mano ai cittadini, abbiamo portato il parco provinciale. Siamo partiti con un debito di 14 milioni e ora l’abbiamo fatto scendere”.

Carovigno in questo anno e mezzo di ‘governo Mele’ ha subito diversi attentati. Infatti, ad essere stati presi di mira sono stati proprio alcuni esponenti politici di Ncd seduti a Palazzo di Città, come i consiglieri Lanzillotti, Del Prete. Colpito  anche il Comune, per ben due volte è stato appiccato il fuoco. Auto in fiamme, portoni di case a fuoco e la tensione saliva. Insomma, un ultimo anno non facile per la politica e i cittadini di Carovigno.

“Oggi sento parlare qualcuno di rinnovamento, ma il vero rinnovamento a Carovigno l’abbiamo portato noi. A Carovigno non c’era un comando di Polizia municipale e oggi esiste. Mi sono solo occupato del bene della città. Abbiamo lavorato sodo portandoci anche il lavoro a casa.”.

Non è mancata la parte dedicata a Torre Guaceto con i suoi scarichi e quella dell’impianto di compostaggio.

“Sin da subito il discorso ‘ambiente’ è stato per me sotto la lente d’ingrandimento. La mia battaglia per avere l’impianto di compostaggio a Carovigno non è stata fatta tanto per fare, ma perché così facendo i miei cittadini possono avere uno sconto sulla bolletta e così non saranno più costretti a respirare gli odori che invece vengono fuori dalla discarica. L’impianto di compostaggio è una risorsa”.

“Noi ci siamo allineati con Torre Gauceto e non come la vecchia amministrazione che ha fattori corso contro Torre Guaceto quindi contro se stessi. La Riserva siamo noi, infatti, si è ristabilito il discorso. Se la gestione dell’impianto di depurazione fosse rimasta a Carovigno tanti problemi non sarebbero sorti”.

Insomma, non si è fatto sfuggire niente, nemmeno la possibilità che potrebbe nelle prossime settimane ritornare in piazza per i suoi tanto amati comizi elettorali perché potrebbe essere uno dei candidati sindaco della città di Carovigno.

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Carmine Brandi

Intanto, la notizie è di ieri sera (27 febbraio), Forza Italia ha schierato Carmine Brandi.  I forzisti puntano sul dipendente della Telecom. Scelta che avrebbe fatto allontanare dal partito Tonia Gentile (ex candidata alle precedenti elezioni), l’ex capogruppo di opposizione potrebbe ricandidarsi con una lista propria.

Maristella De Michele

Cinque per mille AIL
Scuola Palumbo

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