Movida molesta, sei titolari di locali notturni  indagati, uno di questi rischia la chiusura

BRINDISI- ( Da Il7Magazine ) Movida molesta, sei titolari di locali notturni  indagati, uno di questi rischia la chiusura. Musica ad alto volume ed oltre l’orario previsto, ma anche, in un caso,  somministrazione di alcolici ai minori e persino spaccio di droga. Rischiano “di brutto” alcuni tra più noti locali della movida, tutti collocati nel cuore del centro storico di Brindisi.  Punto di ritrovo di diverse centinaia di ragazzi che soprattutto nel weekend stazionano per strada con il bicchiere in mano consumando alcolici come se non ci fosse un domani. Accade per lo più il sabato sera. Basta fare un giro nei pressi del Teatro Verdi e vie limitrofe per ritrovarsi nella calca di giovani, molti dei quali minorenni. La musica “sparata” dalle casse posizionate direttamente sul marciapiede prosegue per ore, anche sino a notte inoltrata. Tutto questo nonostante via sia una legge regionale che fissa limiti ben precisi e per le emissioni sonore e per fasce orarie. Ad esempio, per quanto concerne i locali pubblici , lo dice anche la legislazione nazionale,  la massima intensità di rumore quella dei 70 dB(A) nelle zone commerciali o caratterizzate da traffico intenso e i 50 dB(A) nelle zone protette. E fissa come orario limite quello delle 24.00. E’ inutile a dirsi ma nel centro storico la musica dei locali notturni supera di gran lunga,   sia per decibel che per orario, i limiti imposti tanto da aver reso impossibile la vita ai residenti che da due anni hanno ingaggiato una vera e propria battaglia a suon di carte bollate.

Il primo esposto è stato presentato nel novembre 2021. Nella segnalazione si faceva riferimento ad una serie di attività notturne che attraverso l’attività di intrattenimento, musica ad alto volume e schiamazzi, non consentivano il riposo dei residenti. Con la presentazione di quell’atto, firmato inizialmente da circa sei persone, cominciano una serie di accertamenti che seguono due filoni distinti:  quello penale e quello amministrativo. Le indagini vengono, infatti, condotte contestualmente  dalla polizia amministrativa e dalla polizia locale che a loro volta chiedono anche l’intervento dell’Arpa, Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente, il cui compito  è quello di verificare l’impatto acustico e misurare il livello  dei decibel. Sotto la lente d’ingrandimento della Polizia finiscono sei noti locali brindisini, sei imprenditori che vengono iscritti nel registro degli indagati. Nel giugno 2022 viene notificato a tutti loro l’avviso conclusioni indagini da dove si evince la contestazione di una serie di illeciti amministrativi, ossia: la presenza delle casse per la diffusione della musica all’esterno dei locali, la mancanza della Via , la Valutazione di impatto Acustico e , per alcuni, anche l’occupazione abusiva di suolo pubblico. In particolare la valutazione di impatto acustico ha come scopo principale quello di determinare se l’opera in questione rispetta i limiti di emissione ed immissione sonora dell’area prescelta, e delle zone ad essa adiacenti e consiste nella previsione degli effetti ambientali dal punto di vista dell’inquinamento acustico. In prima battuta si scopre che  nessuno di questi aveva la Via, ma durante questi mesi due dei sei titolari dei locali indagati decidono di mettersi in regola , altri quattro hanno fatto finta di nulla , nonostante i ripetuti controlli e sopralluoghi da parte delle forze di polizia . Intanto le attività di intrattenimento proseguono , si aggiungono nuovi esposti che questa volta portano la firma non più di singoli cittadini ma di un vero e proprio comitato, il comitato “Civilmente in centro”. Il consiglio direttivo è formato da Rosella Apruzzi, Gianluca Margherito, Francesco Saponaro De Rinaldis, Daniela Panzuti, Marco Maldari, Brunella Rispo, Girolamo Schina, Chiara Anelli, Carlo Arina. Presidente è Federico Massa. I residenti esasperati ci mettono la faccia e nel loro esposto, a conclusione della contestazione scrivono: “suggeriamo di vietare esplicitamente la musica all’esterno, i fuochi d’artificio, e simili, e fissare un orario di chiusura per l’utilizzo degli spazi entro e non oltre le 24 onde agevolare la prevenzione dei continui schiamazzi notturni nei pressi di alcuni de hors”. Ma come se non bastasse, mentre la Polizia effettua i rilievi e procede con le indagini, in collaborazione anche con la Locale, il sindaco firma poco prima dell’estate, l’8 giugno, una ordinanza, con scadenza 15 settembre, che autorizza proprio i locali in questione a prolungare l’orario della musica. In particolare per il centro abitato l’ordinanza sindacale stabilisce che : “Limitatamente ai giorni di venerdì e sabato, nonché ai giorni festivi e prefestivi infrasettimanali nel centro abitato: dalle ore 20,30 fino alle ore 1 del giorno successivo; limitatamente ai giorni di domenica nel centro abitato: dalle ore 20,30 fino alle ore 00,01 del giorno successivo”. Ed aggiunge: “Le attività previste dall’ordinanza che comportano la diffusione sonora e musicale svolta all’esterno dei locali, su aree pubbliche e private, anche attraverso l’installazione di diffusori acustici derivanti da impianti interni ai locali e agli spazi dati in concessione, determinano l’obbligo per i titolari di dotarsi, propedeuticamente all’avvio dell’attività, della relazione previsionale di impatto acustico di cui alla Legge n. 447/1995 e alla Legge regionale 12.02.2002 n. 3. Al di fuori degli orari consentiti, tutti gli impianti sonori di qualsiasi tipo devono rigorosamente essere spenti, sia all’esterno che all’interno dei locali. È altresì vietata la diffusione di musica con impianti sonori di qualsiasi tipo durante gli eventi organizzati dall’amministrazione comunale per l’estate 2022 nel raggio di 500 metri dalla sede della manifestazione”. Il prolungamento dell’orario e l’alzamento dei limiti relativi alle emissioni sonore danno il colpo di grazia ai residenti. “Era estate ed è comprensibile- dice Francesco Saponaro- eppure sotto certi aspetti è stata una decisione esagerata e più di qualcuno ne ha approfittato. Anzi, nonostante l’ordinanza sia scaduta il 15 settembre , parecchi gestori dei locali continuano imperterriti a tenere accesi gli impianti musicali sino l’una , le due di notte”. Saponaro come gli altri membri del comitato “Civilmente in centro”,  continuano a subire una situazione di disturbo che oggi non conosce freno. Lui , come altri residenti, registrano puntualmente la musica e gli schiamazzi della movida sino a notte inoltrata, video e materiale fotografico che viene trasmesso puntualmente alla questura nella speranza che qualcuno intervenga una volta per tutte. L’iter giudiziario nel frattempo sta facendo il suo corso. Nell’avviso conclusione indagini a carico di sei esercenti, tra le motivazioni si legge: “ con più azioni ed omissioni esecutive del medesimo disegno criminoso, recava disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone ivi residenti, abusando di strumenti sonori, ovvero attraverso la produzione e propagazione di musica ad alto volume con frequenza giornaliera e in diverse ore serali e notturne dell’intero periodo estivo”. Ad avvalorare le contestazioni anche le analisi dell’Arpa che nelle conclusioni relative ai valori limite assoluti di immissione scrive: “ si evidenzia un costante e considerevole superamento dei valori limite assoluti di immissione, nel periodo di riferimento notturno, in relazione alle postazioni di misura fonometrica indicati nelle aerofotogrammetrie”. Qui si riferisce alle postazioni a ridosso dei locali. Ma vi sono misurazioni che vengono fatte anche all’interno delle abitazioni degli stessi residenti , come nel caso di Margherito, anche  qui l’Arpa scrive: “ si evidenzia un costante e considerevole superamento del valore limite differenziale di immissione a finestre aperte nel periodo di riferimento notturno”. In pratica questa famiglia godeva, si fa per dire, della discoteca in casa. La situazione è grave, gli indagati , al netto dei due che nel frattempo si sono messi in regola, rischiano grosso. In particolare per il gestore di un locale è stata chiesta al Suap, Sportelli Unici per le Attività Produttive,  anche la revoca della licenza. In questo caso oltre alla mancanza della Via ed al superamento dei limiti imposti si parla anche di somministrazione di alcolici ai minori e droga. Intanto il comitato “Civilmente in Centro” martedì 20 dicembre ha incontrato i dirigenti della Polizia che sino ad oggi hanno condotto le indagini su questo caso per fare il punto della situazione . I residenti sono intenzionati ad andare avanti con la loro battaglia e chiedere anche i danni per il disagio patito. Restano rammaricati di non aver avuto risposte concrete dall’amministrazione comunale di Brindisi che in primis sarebbe dovuta intervenire per dirimere la controversia. “Dopo aver pazientato per due anni ci siamo resi conto di aver avuto a che fare con una amministrazione comunale fallimentare- dice Saponaro- i danni li hanno pagati i cittadini residenti come si evince dagli esposti ma ora li pagheranno anche gli esercenti che , verosimilmente,  saranno condannati penalmente,  e in più riceveranno dai cittadini, che hanno pazientato sino ad oggi e che non avevano l’obiettivo di colpire gli esercenti,  la richiesta di risarcimento danni. Tutto questo non sarebbe successo se l’amministrazione avesse fatto rispettare le regole”.

Lucia Pezzuto per Il7Magazine

1 Commento

  1. Dalle 20,30? Ma se in piazza Vittoria
    la musica si sente già dalle 18/ 18,30! Possibile che la sentiamo soltanto noi? E piazza Dante, interamente occupata dai dehors, e dalle automobili perennemente parcheggiate a ridosso dei dehors stessi, e dai carrellati della spazzatura, così che sembra essere diventata proprietà privata? 10, 20 multe al giorno e si risolverebbe il problema, oppure si rimpinguerebbero almeno le casse del Comune!

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