Muore a 54 anni dopo aver contratto l’infezione in ospedale, ieri la fiaccolata per Ines e gli altri casi

BRINDISI- Sono partiti dal piazzale di Summa dove si trova il vecchio ospedale, hanno raggiunto a piedi l’ospedale Perrino percorrendo a piedi via Cappuccini. Una fiaccolata silenziosa, per richiamare l’attenzione su ciò che sarebbe successo a Ines Barba, morta a soli 54 anni dopo aver contratto il Klebsiella all’interno dell’ospedale.

La donna lavorava all’Abaco. Amata e rispettata da tutti.

fiaccolata ines2“Ines non è morta per un tumore dal quale sembrava guarita– dichiarano gli amici di Ines Barba, che con l’associazione “Vivere insieme” hanno organizzato la fiaccolata – ma da un virus, il Klebsiella, all’interno dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi”.

La donna si sarebbe sottoposta ad una forte cura farmacologica dopo aver contratto la Klebsiella nell’ospedale brindisino. Come lei, i pazienti che avrebbero contratto il virus e sarebbero morti a causa del contagio sarebbero 19.

I suoi amici hanno voluto organizzare ieri pomeriggio una fiaccolata, sostenuto dall’associazione “Vivere insieme”.

fiaccolata per ines1“E’ stata una fiaccolata silenziosa non solo per ricordare l’amica e collega scomparsa- spiegano alcuni partecipanti- ma per sollecitare le coscienze di tutti e per portare all’attenzione dell’opinione pubblica un problema che sembra essere inesistente e che, invece, causa morte e dolore. Manifestiamo tutti contro l’inefficienza e la superficialità del nostro sistema sanitario che da anni è a conoscenza del problema delle infezioni da “klebsiella” causa di decessi, alcuni, ancor’oggi, sconosciuti”.

Dop alcuni decessi per Klesiella la Procura di Brindisi ha aperto un’indagine per individuare se ci sono responsabilità dirette, di un virus che è stato contratto in un luogo di cura.

Foto e video Gianni Di Campi

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