Nasce la “Rete del lavoro agricolo di qualità” per contrastare il caporalato

BRINDISI- Nasce la “Rete del lavoro agricolo di qualità” contro il caporalato. Nella giornata di ieri si è insediata a Brindisi presso la locale Prefettura territoriale, la sezione della “Rete del lavoro agricolo di qualità” alla presenza del Prefetto, Umberto Guidato, e dei vertici dell’INPS, il Direttore regionale Puglia, Maria Sciarrino e il  Direttore Provinciale di Brindisi, Marcello Amodio,oltre alle amministrazioni coinvolte, le Organizzazioni datoriali e le parti sociali.
La realizzazione di questa forma di sinergia rappresenta un passo in avanti perché si dà il via alla costituzione di uno strumento che dovrà agire e sperimentare azioni concrete di contrasto allo sfruttamento del lavoro in agricoltura, sperimentando forme alternative di incontro della domanda-offerta di manodopera e di forme di organizzazione del trasporto dei lavoratori agricoli.
Nel corso della riunione, si è sottolineato come sia molto presente il problema della marginalità sociale nella provincia di Brindisi, essendo uno dei territori dove è piuttosto radicata la piaga dello sfruttamento in agricoltura. La Legge n. 199 del 2016, come ben noto, ha introdotto una nuova configurazione del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con la responsabilità diretta del Datore di lavoro e la semplificazione delle circostanze in presenza della quale si realizza lo sfruttamento.
Nel corso dell’incontro,è stato avviato un percorso di sviluppo e di promozione delle iniziative da intraprendere, tutte finalizzate a sottrarre al Caporalato i canali fondamentali su cui poggia lo sfruttamento dei lavoratori: intermediazione e trasporti.
E’ di tutta evidenza, quanto per l’INPS sia centrale il problema del caporalato nonché  la questione dei rapporti fittizi in agricoltura che sono costantemente oggetto di attività ispettive a tutela delle imprese, dei lavoratori e dei contribuenti.

BrindisiOggi

Cinque per mille AIL
Scuola Palumbo

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*