Dopo il nubifragio, l’Adoc: “Troppi disagi. Ma esiste un piano di emergenza?”

BRINDISI – Non è durato più di venti minuti il violento nubifragio che ieri pomeriggio ha messo, quasi, in ginocchio la città di Brindisi. In pochi istanti diverse zone del capoluogo erano offlimits, con grosse difficoltà alla circolazione stradale e per gli abitanti che si sono ritrovati con scantinati, garage e abitazioni allagate. “Ancora una volta ci siamo trovati di fronte a delle grosse difficoltà. Ma a Brindisi esiste un piano di emergenza?” chiede Giuseppe Zippo, presidente dell’Adoc di Brindisi.

Via Appia Nubifragio 2La grandinata e il nubifragio si è verificata tra le 14 e le 15 di ieri pomeriggio. E’ bastata che cadesse un po’ di pioggia affinchè le strade principali del capoluogo diventassero dei fiumi in piena. Due persone sono state tratte in salvo dai pompieri su viale Caravaggio al quartiere S’Elia perché erano rimaste bloccate in auto a causa dell’acqua alta che arrivava fin sopra gli sportelli. Un fulmine è caduto nell’Arsenale della Marina Militare incendiando due palme, fortunatamente senza causare feriti o grossi danni. Tante le strade che per diverse ore sono rimaste chiuse al traffico o intransitabili.

“Il nubifragio abbattutosi nella giornata di ieri sul capoluogo ha determinato disagi e situazioni di pericolo per migliaia di cittadini. – sottolinea il presidente dell’Adoc – Ancora una volta la città di Brindisi, nelle infrastrutture e nell’organizzazione, sia nella fase di prevenzione che di gestione delle emergenze, risulta fortemente deficitaria scaricando sui cittadini, specie quelli appartenenti alle fasce più deboli la gestione dei disservizi, dei rischi e anche dei danni”.

giuseppe-zippo“Non può essere una denominazione ad effetto di un evento meteo ‘bomba d’acqua’ a sminuire o a distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica su quelle che sono le responsabilità della pubblica amministrazione in riferimento alle criticità denunciate da più parti da anni e mai risolte. – continua – Via Fulvia, Via Appia, Via Amerigo Vespucci, Via Perrino ecc. sono solo alcuni esempi di zone che necessiterebbero di urgenti interventi di messa in sicurezza onde evitare che prima o poi si sia costretti a commentare fatti di cronaca ben più gravi che riguardano la salvaguardia di vite umane anche in relazione alle difficoltà di transito per i mezzi di soccorso”.

“Ieri abbiamo assistito – commenta Zippo a BrindisiOggi.it – ad un ‘ennessima emergenza a Brindisi a causa del maltempo. Case allagate, persone in difficoltà. Sacchi di immondizia che nuotavano per le strade e addirittura la spazzatura è arrivata anche nelle case dei cittadini. Strade intransitabili, zone offlimits”.

Giuseppe Zippo, in qualità di presidente dell’associazione a difesa del consumatore, si chiede, inoltre, se esiste un’anagrafe dei soggetti a rischio e quali sia il ruolo della protezione civile di Brindisi più propensa, a suo avviso, a commentare fatti già avvenuti che nell’annunciare in maniera puntuale possibili rischi e a consigliare le dovute precauzioni in raccordo con gli uffici di polizia municipale, traffico e trasporti e lavori pubblici. Inoltre, sottolinea anche Giuseppe Zippo che in via Fulvia non vi è la fogna bianca e l’acque reflue hanno ancora più difficoltà a defluire.

Via Appia Nubifragio 3“Sarebbe, inoltre, utile conoscere quali siano gli intendimenti della pubblica amministrazione in relazione agli interventi da mettere in campo e se siano in corso verifiche per accertare se quanto avvenuto nelle scorse ore non abbia determinato situazioni di pericolo latenti che potrebbero minacciare la salute dei cittadini. Il riferimento è alla sicurezza delle strade, delle zone a verde e agli edifici scolastici che tuttora ospitano docenti, alunni e genitori per gli ultimi adempimenti. L’Adoc di Brindisi rendendosi partecipe dell’opinione diffusa di molti cittadini dice ‘No’ alle emergenze, all’improvvisazione e al degrado in cui la città versa” conclude Zippo.

BrindisiOggi

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