Oliva: “Spostare i medici dai reparti al Pronto soccorso non risolve il problema della carenza di personale”

BRINDISI- Spostare medici dai reparti ai Pronto soccorso, come la teoria dei vasi comunicanti insegna, non risolverà il problema della carenza di personale. Anzi: affidare l’assistenza in Pronto soccorso a specialisti in discipline diverse dall’Emergenza-Urgenza mette a rischio la sicurezza delle cure e sguarnisce ulteriormente i reparti dei medici, già insufficienti a garantire il servizio. Per questo il sindacato dei medici CIMO Puglia ritiene incomprensibili e irricevibili le disposizioni adottate dall’Asl di Lecce, che fanno seguito ad una richiesta dell’Assessore alla Salute Rocco Palese, e che impongono ai direttori di Dipartimento di garantire la presenza continuativa presso il Pronto Soccorso di medici non specializzati in Medicina d’Emergenza-Urgenza.

«Senza sottolineare il mancato coinvolgimento dei sindacati nel processo, a cui siamo tristemente abituati, è nostro dovere segnalare quanto accaduto soprattutto ai cittadini, che da una parte rischiano di recarsi in Pronto soccorso e trovare personale non adeguatamente formato, e dall’altra dovranno attendere ancora più a lungo per effettuare una visita, un intervento chirurgico o un follow up a causa della carenza di personale in reparto. La toppa rischia di essere ben peggiore del buco», dichiara il Segretario CIMO Puglia Arturo Oliva. I sindacati di categoria hanno dunque richiesto un incontro urgente all’Assessore alla Sanità.

Per risolvere le criticità che affliggono i Pronto soccorso di tutta Italia, secondo la CIMO non è possibile affidare alle singole Asl l’adozione delle misure più fantasiose; è invece necessario adottare una riforma complessiva, che preveda la creazione di un 4° Livello Essenziale di Assistenza completamente dedicato all’area dell’Emergenza-Urgenza, integrando in una rete unica le aree dedicate al settore dell’ospedale (Pronto soccorso) e del territorio (118) e dando vita ad un ruolo unico dei medici che vi operino.

«Tuttavia – aggiunge Oliva – senza una definizione reale del fabbisogno di personale, una ridefinizione del valore economico della guardia e un miglioramento complessivo delle condizioni di lavoro, continuerà ad essere difficile trovare professionisti disposti a lavorare in Emergenza».

BrindisiOggi

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