“Parco Bove, quella promessa di Rossi fatta davanti ai Santi Patroni”

Poseidone articolo

INTERVENTO/ “Stiamo lavorando per costruire una soluzione da sottoporre alla Regione affinché tutte le famiglie di Parco Bove possano essere trasferite nelle palazzine che si stanno ultimando, superando difficoltà burocratiche legate a bandi che purtroppo spesso non rispondono a reali esigenze. E contemporaneamente al trasferimento demolire tute le baracche e ridare decoro e dignità al quartiere”. Sono le testuali parole che il Sindaco Rossi ebbe a pronunciare in occasione delle festività dei Santi Patroni dell’anno 2018. Di fronte le scalinate delle colonne romane gremite da cittadini. Alle spalle le statue di San Teodoro e San Lorenzo, di cui si invocava la benevolenza. E’ passato più di un anno da allora e le baracche sono ancora lì! Eppure per dare soluzione al degrado di Parco Bove fu approvato, nel lontano 1985, un apposito Piano di Recupero e, più di recente, un Piano di rigenerazione urbana dell’intero quartiere Paradiso. Per la costruzione degli alloggi da destinare agli abitanti di Parco Bove l’Amministrazione Comunale fu beneficiaria di un finanziamento di ben 5 milioni di Euro! Purtroppo la ultimazione delle famose palazzine è ancora di la da venire, come chiaramente visibile dalla documentazione fotografica allegata, ne pare sia stato superato il problema del limite nella riserva di alloggi da assegnare previsto dall’articolo 12 della Legge Regionale n. 10 del 7 aprile 2014. Su questa tema ho presentato una apposita interrogazione consiliare che sarà discussa nel primo Consiglio Comunale utile. Si tratta di capire, tra l’altro, il perché della mancata ultimazione dei lavori di realizzazione delle palazzine nei tempi previsti, dei quali non si fa menzione nel cartello affisso all’esterno delle costruzioni, e quali sanzioni si intendono adottare nei confronti della ditta aggiudicatrice dell’appalto. Ma la vicenda ha un altro aspetto inquietante. La vendita del compendio su cui insistono le baracche di Parco Bove, recentemente transitato nel patrimonio comunale nell’ambito del cosiddetto federalismo demaniale, è una delle misure ipotizzate nel piano di riequilibrio finanziario recentemente approvato dalla maggioranza che sostiene la Giunta Rossi. Ma quale privato potrà manifestare interesse all’acquisto di un suolo su cui ancora insistono costruzioni fatiscenti? E’ uno dei motivi per i quali avevamo detto, nel corso del nostro intervento in Consiglio Comunale, che il piano di riequilibrio poggiava su piedi di argilla. Non resta che attendere la risposta che mi sarà fornita in Consiglio Comunale.

Il Capogruppo PRI

Gabriele Antonino

 

 

 

 

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