Parto indolore al Perrino, Forza Italia: “Siamo soddisfatti era una battaglia di civiltà”

BRINDISI – Dopo le dichiarazioni del direttore generale dell’ASl di Brindisi Giuseppe Pasqualone pubblicate da BrindisiOggi sulla partoanalgesia attiva da gennaio anche al Perrino, interviene Forza Italia che aveva intrapreso questa battaglia per il reparto di Ostetricia  dell’ospedale brindisino. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del coordinamento cittadino e provinciale di Forza Italia.

“Significativa la comunicazione diffusa dal direttore generale della ASL di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, che annuncia l’introduzione della partoanelgesia presso il reparto di ostetricia e ginecologia del Perrino, mettendo mano, sostanzialmente, alla questione sollevata dalla nostra dirigente Livia Antonucci.
Il problema, già grave, rischiava di diventare gravissimo a causa della decisione della casa di cura Salus di chiudere il punto nascite a partire da gennaio 2020, lasciando le future mamme di brindisi interdette al parto indolore, fino ad oggi erogato, a pagamento, dalla struttura privata.
Grazie alla sinergia tra i rappresentanti del territorio, i consiglieri regionali e i parlamentari, Forza Italia è riuscita a portare la questione sia davanti al Presidente della Regione che ha le deleghe alla sanità, con un’interrogazione del capogruppo Nino Marmo, sia davanti al Ministro della Salute con un atto a firma dell’onorevole Mauro D’Attis.
La partoanalgesia, infatti, oltre ad essere una prestazione garantita dai LEA, è stata anche oggetto di una delibera regionale, approvata nel 2017, con la quale si autorizzava un modello organizzativo di implementazione del servizio nei punti nascita con più di 1000 parti l’anno. Nel nosocomio brindisino, che ne conta circa 1200, questo diritto è stato finora negato cercando “l’escamotage” nella vicina Clinica Salus. Siamo molto soddisfatti per il risultato e ringraziamo il Direttore generale dott. Pasqualone per aver accolto positivamente e aver dato esito alla battaglia che abbiamo sempre definito “di civiltà”. Auspichiamo che in meno di due mesi la ASL di Brindisi riesca a far fronte effettivamente ad una adeguata riorganizzazione di risorse e spazi tali da garantire qualità e sicurezza della prestazione”.

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