Rompe una finestra e un ascensore del Perrino: patteggia e paga 300 euro

BRINDISI – Tre mesi e dieci giorni. Questa è la pena patteggiata da un uomo resosi protagonista di un danneggiamento all’ospedale Antonio Perrino di Brindisi. I fatti risalgono al 25 giugno del 2011: l’uomo, in preda a uno scatto d’ira dovuto, con ogni probabilità, a una situazione emotiva fortemente instabile, visto il luogo in cui è accaduto l’episodio, si scagliò prima contro una finestra scorrevole, infrangendola, e poi se la prese con la porta dell’ascensore d’emergenza del reparto di rianimazione, al quinto piano della struttura, rompendola.

La cosa finì lì ma, successivamente, l’ospedale chiamò in giudizio l’autore dei danneggiamenti che, in questi giorni, ha patteggiato la pena e ha dovuto pagare le spese processuali, pari a 300 euro. L’uomo, cui sono state riconosciute le attenuanti generiche, non sconterà i 3 mesi e 10 giorni in carcere poiché la pena è stata sospesa in quanto primo reato. «Sicuramente – spiega Stefano Rossi, direttore amministrativo dell’Asl di Brindisi – l’episodio in questione non è in alcun modo riconducibile ai fatti più recenti che hanno riguardato i danni al sistema di ascensori dell’ospedale ma il patteggiamento a 3 mesi e 10 giorni per il danneggiamento di un bene pubblico, qualsiasi sia la causa scatenante il gesto, è un segnale che dovrebbe sensibilizzare la cittadinanza ad avere più cura del pubblico, sia che ci si trovi in ospedale che in qualsiasi altro luogo come scuole, enti, uffici o giardini e parchi».

Insomma, la cosa pubblica è di tutti e tutti abbiamo la responsabilità, anche di fronte a un giudice, di come la trattiamo. Tra l’altro, danneggiando un qualcosa di proprietà della collettività, ci si colpisce da soli perché siamo tutti parte integrante della società: finché non si arriverà a percepire la comunità come un corpo unico formato da tante parti che sono gli individui, non riusciremo ad avere rispetto fino in fondo di quello che ci circonda a meno che non sia di nostra esclusiva proprietà personale. I 3 mesi e 10 giorni patteggiati dal danneggiatore, quindi, non devono essere un deterrente a non commettere atti simili ma un esempio di come non comportarsi in una struttura pubblica.

Sicuramente, l’uomo avrà avuto le sue ragioni per reagire come ha reagito ma bisogna imparare a risolvere le cose in maniera civile, rivolgendosi a chi ha la competenza per sanare situazioni ritenute ingiuste. In fondo, qualsiasi sia stato il motivo del turbamento dell’uomo, il problema alla base del gesto non si sarà risolto spaccando una finestra e un ascensore.

Maurizio Distante

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*